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Anno 12 - numero 2408 di lunedì 31 maggio 2010
Behavior-Based Safety: coniugare sicurezza e produttivita' Una presentazione degli atti del quarto Congresso Europeo di Behavior-Based Safety (B-BS) che affronta le ricadute in sicurezza e produttività dell’applicazione delle leggi delle scienze comportamentali. Cantieri, sanità e incidenti in itinere.
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Nel supplemento del
numero di gennaio/marzo 2010 del Giornale
Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia sono stati raccolti gli atti
del quarto
Congresso Europeo di Behavior-Based Safety (B-BS) “Behavior-Based Safety:
coniugare produttività e sicurezza comportamentale”, congresso che si è
tenuto a Venezia dal 14 al 16 aprile 2010.
Nel documento introduttivo al convegno, dal titolo “Behavior-Based Safety. Editoriale” e a cura di Fabio Tosolin
(Presidente AARBA), si ricorda che la
necessità di un congresso scientifico di B-BS
risiede proprio nell’esigenza di “diffondere i principi e le leggi delle
scienze comportamentali e le metodologie e le tecniche rigorose che da quelle
scienze derivano”.
Infatti solo negli ultimi anni si è compreso come “la messa a punto di
strutture fisiche e di dispositivi di protezione sia condizione necessaria, ma
non sufficiente a ottenere un vero salto di qualità nella riduzione del
fenomeno infortunistico, delle malattie
professionali e dei disastri ambientali”.
Infatti anche a partire dalle “prime scoperte di Heinrich, che quantificavano
nella misura dell’80% le cause
comportamentali degli infortuni”, si è lentamente cominciato a comprendere
quanto fosse imprescindibile “un approccio alla sicurezza basato sulle leggi
scientifiche del comportamento, piuttosto che sulla messa a punto di strumenti
fisico-tecnici”. In questo senso la “scienza di riferimento per il
comportamento è la Behavior Analysis,
l’Analisi Comportamentale, che in una sua branca applicativa specialistica
prende il nome di Behavior- Based Safety,
il protocollo per la misura e la modificazione dei comportamenti di sicurezza”.
Una scienza che, “a differenza di molti metodi e tecniche proposti con alterne
fortune in tema di psicologia del lavoro applicata alla sicurezza”, deve il suo
successo e la sua diffusione al “fatto di essere evidence-based, cioè di essere
basata esclusivamente su leggi derivate induttivamente da ricerche
sperimentali, pubblicate e replicate da studiosi di tutto il mondo attraverso
la prassi protocollare”.
Nel contributo “Il ritorno
sull’investimento del processo di B-BS”, a cura di D. Cooper (B-Safe
Management Solutions Inc.), si indica che negli ultimi 30 anni, la
sicurezza
comportamentale è diventata un metodo consolidato per cambiare i
comportamenti
di sicurezza e ridurre i tassi di incidente.
In particolare nel 2009 un ricercatore (MD Cooper), riesaminando 17
studi sul
campo pubblicati riguardo la sicurezza comportamentale, “ha dimostrato
che i
progetti che incorporano un approccio con gruppi di lavoro, in siti
statici,
utilizzando osservazioni giornaliere, con molteplici canali (3-4) per il
feedback e con obiettivi condivisi, sono associati alle maggiori
riduzioni del
tasso di incidenti”.
Sempre a cura di D. Cooper, l’intervento “Leadership
nella sicurezza: esempi di applicazione nella cantieristica”.
Si parte dalla costatazione del “ruolo centrale che la Leadership riveste per il successo ed il mantenimento nel tempo di
un processo di sicurezza comportamentale” ed esplora questo ruolo a
partire da
un “successo ottenuto da un progetto di B-BS
realizzato in Medio-Oriente, con 47000 lavoratori di diverse nazionalità
legati
all’azienda da rapporti di lavoro diretti o in subappalto”.
Attraverso una misurazione dei comportamenti focalizzata sulla Safety
Leadership dei manager, sui comportamenti dei lavoratori e sulle azioni
correttive, si può notare come i comportamenti di sicurezza siano
aumentati di
30 punti percentuali passando da una media del 65% (baseline) ad una
media del
95%. E ulteriori analisi hanno dimostrato “che l’86% della variazione
nel
comportamento dei lavoratori è associata sia ai comportamenti di Safety
Leadership dei senior, middle manager e dei capiturno, sia alle Azioni
Correttive”.
Il contributo “Coniugare sicurezza e
produttività: aumentare produzione e qualità con la Behavior-Based
Safety”,
a cura di H. Less (Hollin Consulting, UK) e B. Faulkner (Simple Rules,
UK), si
occupa del settore
delle
costruzioni che “continua ad avere il più alto numero di morti e di
feriti gravi”, paragonato agli altri settori industriali. E spesso in
questi
ambienti di lavoro i processi di lavoro falliscono causando incidenti e
infortuni.
Secondo gli autori la scienza del
comportamento “può contribuire notevolmente ad implementare
soluzioni di
sicurezza maggiormente efficaci” e “l’applicazione della B-BS ha come
effetto
‘secondario’ il miglioramento dell’attività produttiva poiché quanto
appreso in
termini di sicurezza si generalizza naturalmente anche agli altri ambiti
lavorativi: l’interesse e l’attenzione alla pianificazione di come
vengono
svolte le mansioni sul luogo di lavoro è assai superiore quando c’è la
B-BS”.
Degli stessi autori un secondo intervento che si occupa di Leadership e
intitolato proprio “La Safety Leadership”.
In particolare si propone una riflessione “sul ruolo della leadership,
fondamentale per il successo dei programmi di Behavior-Based Safety
(B-BS)
realizzati nella aziende”. Gli autori, che hanno una grande esperienza
nel
realizzare progetti di B-BS, sottolineano la “centralità” della
leadership: un
“leader capace può ottenere successi notevoli anche in tema di
sicurezza”.
Infatti “le storie di successo sono tutte basate sulla buona leadership,
senza
la quale un buon prodotto, ottimi processi sono insufficienti e le
persone di
qualità sperimentano spesso un profondo stato di frustrazione”.
Di D. Nielsen (Quality Safety Edge) l’intervento “La
Behavior- Based Safety in ambito medico-sanitario” che entra
nello specifico del comparto
sanitario.
Viene infatti presentata l’applicazione della Behavior-Based Safety per
il
“miglioramento dei comportamenti di sicurezza nell’ambito
sanitario e ospedaliero descrivendo le strategie generali
d’intervento e le
principali aree di miglioramento”.
In particolare è presentato un caso che ha come oggetto di studio gli infortuni di alcuni infermieri dovuti a
iperestensione (estensione anomala e forzata di una articolazione al di
là
della sua normale possibilità di movimento), infortuni derivanti dalla movimentazione
manuale
dei pazienti negli ospedali.
“Le fasi dell’intervento sono state:
- la misura dello stato attuale;
- l’informazione;
- l’utilizzo di punteggi e di feedback grafici;
- la sospensione degli interventi”.
Dello stesso autore l’articolo dal titolo “B-BS
per la riduzione degli incidenti in itinere e su mezzi di trasporto:
tecniche e
risultati”.
L’autore osserva che “l’auto-osservazione è un approccio finalizzato a
modificare i comportamenti attraverso la manipolazione degli
antecedenti,
l’osservazione, la registrazione dei comportamenti desiderati e
l’erogazione di
feedback e conseguenze”. E l’articolo chiarisce “le procedure base per
l’auto-osservazione e per la guida
sicura”.
Vengono presentate checklist di auto-osservazione e viene illustrato “un
caso
di studio in cui si utilizzano antecedenti per segnalare il
comportamento
sicuro da adottare”. Lo scopo dello studio “è stato quello di presentare
un
segnale ai guidatori,
al fine di aumentare l’utilizzo degli indicatori di direzione in fase di
sorpasso”.
L’intervento, “vale a dire l’utilizzo del segnale che ricordava di usare
gli
indicatori di direzione, ha dimostrato di essere efficace nell’aumentare
il
comportamento sicuro” dal 33,5 % al 70,3 %.
L’ultimo contributo ospitato dal Giornale
Italiano
di Medicina del Lavoro ed Ergonomia si intitola “La
sfida della B-BS: motivare i manager a tutti i livelli
dell’organizzazione” ed è a cura di J.L. Komaki (Baruch University,
City
University of New York, USA).
Secondo l’autrice “garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro è compito
primario dei manager, che devono operare congiuntamente per raggiungere
questo
risultato”. Infatti l’esperienza ha più volte “testimoniato come
ottenere
questo lavoro di squadra sia difficile soprattutto quando la stessa
esigenza
non è condivisa da tutti”.
Se la Behavior Analysis “sottolinea
che la motivazione è frutto del numero e della qualità delle conseguenze
che
seguono le nostre azioni: come fare allora a monitorare e a “rinforzare”
il
comportamento dei manager, sempre più spesso coinvolti in una miriade di
compiti invisibili?”. Si propone “l’utilizzo di una matrice di
prestazioni che
comprende un’ampia varietà di compiti manageriali e che può essere
utilizzata come
base per elargire rinforzi”.
Gli atti del quarto Congresso Europeo di Behavior-Based Safety (B-BS) “Behavior-Based
Safety:
coniugare produttività e sicurezza comportamentale”, Giornale
Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia, Volume XXXII - N.
1/suppl.A,
Psicologia, gennaio/marzo 2010 (formato PDF, 296 kB).
Tiziano Menduto
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