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Anno 12 - numero 2442 di lunedì 19 luglio 2010
B-BS: esempi di applicazione e risultati Quarto Congresso Europeo di Behavior-Based Safety: il simposio dedicato agli esempi di applicazione in Italia dell’attenzione alla sicurezza dei comportamenti. I risultati in una vetreria, l’analisi dei rischi e il programma “Stop agli infortuni”.
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Riguardo al quarto
Congresso Europeo di Behavior-Based Safety (B-BS) “Behavior-Based
Safety: coniugare produttività e sicurezza comportamentale” - congresso che
si è tenuto a Venezia dal 14 al 16 aprile 2010 – PuntoSicuro ha già presentato
i risultati di alcuni simposi dedicati allo stress
lavoro correlato e alla certificazione in tema di SGSL e B-BS.
Continuiamo presentando il terzo simposio - i cui atti sono pubblicati nel supplemento del numero di
gennaio/marzo 2010 del Giornale Italiano di
Medicina del Lavoro ed Ergonomia -
dal titolo “Sicurezza
comportamentale e sviluppo della produttività: esempi di applicazione in
imprese italiane”.

Nel primo intervento, “Studio
sperimentale su un’applicazione del protocollo B-BS a una realtà
industriale
italiana” a cura di A. Torretta (Politecnico di Milano/FT&A) e
C. Sala
Cattaneo (Politecnico di Milano/Aarba), si
descrive una sperimentazione del protocollo di Behavior - Based Safety
(B-BS)
in Italia.
La realtà industriale è una vetreria
del nord Italia con circa 200 dipendenti, 3 forni e 10 linee di
produzione
indipendenti, che “sfornano una media di un milione e quattrocentomila contenitori
di
vetro al giorno”.
Lo studio sperimentale ha analizzato la “reale efficacia del protocollo
B-BS,
tramite la realizzazione di una linea di base dei comportamenti
in oggetto (Baseline), seguita dalla realizzazione di una linea
comparativa (Evaluation
Line) a tre mesi di distanza”.
Per effettuare “l’analisi dei dati in serie temporale, ovvero ordinati
secondo
il momento in cui sono stati registrati”, è stato utilizzato in
particolare il
Test C, un test che “permette di analizzare i risultati ottenuti
verificando
se, durante le misurazioni o tra una serie di misurazioni e l’altra,
sono
avvenuti cambiamenti significativi, senza che i risultati delle
misurazioni
siano imputabili al caso”.
I risultati indicano che, con l’applicazione del protocollo, dei 40 comportamenti
di
sicurezza presi in esame, “26 hanno registrato un aumento della
frequenza di emissione, di cui 19 confermati dal test C, mentre 6 una
diminuzione, di cui 3 confermati”.
In particolare si è riscontrata “una diminuzione di 4 volte
dell’emissione dei
comportamenti insicuri di lavorare senza i DPI e una riduzione di 5
volte dei comportamenti insicuri in genere escluso l’uso
dei DPI”.
Dunque si può affermare che i “risultati ottenuti in così pochi mesi
sono più
che soddisfacenti, dato che l’applicazione del protocollo è destinata a
proseguire nel tempo, secondo un principio di miglioramento
continuo”.
Il secondo intervento, dal titolo “La
B-BS applicata all’analisi dei rischi nelle lavorazioni presso terzi”
e a
cura di R. Borghetto (Lisa Servizi srl) e V. Pinton (SIS Consulting
s.n.c.),
ricorda che la differenza fra gruppo e
squadra “è data dal fatto che la squadra ha un obiettivo, uno scopo
comune
che si propone di raggiungere tramite un percorso fatto di comportamenti
che si
è disposti a condividere”. E quando “la squadra ha come scopo la
generazione di
un processo sistematico per gestire
la
sicurezza in tutti gli ambiti di lavoro attraverso la
partecipazione
attiva di tutti, ognuno persegue e contribuisce attivamente al
raggiungimento
di elevati standard di sicurezza collaborando attivamente e senza timore
di
essere punito per aver tenuto comportamenti a volte scorretti”.
L’intervento
affronta dunque l’applicazione pratica degli studi sul comportamento
di Skinner, attraverso delle checklist
opportunamente impostate derivate dalla B-BS.
L’applicazione di questi studi sul comportamento applicati all’analisi
dei rischi migliora le
possibilità di “rilevare e valutare i rischi, analizzare i comportamenti
non
conformi ed impostare le corrette misure di sicurezza nei lavori
eseguiti
presso terzi, in sedi lontane e non sotto il controllo diretto
dell’organizzazione”.
In particolare i lavoratori stessi “effettuano l’analisi dei
comportamenti
corretti/scorretti e suggeriscono le giuste procedure nelle lavorazioni
effettuate”: questa tecnica risulta “particolarmente efficace per la valutazione
dei
rischi relativa a lavori
che
si svolgono presso terzi, in ambienti non sotto controllo da parte
dell’organizzazione, variegati per situazioni, ambienti, procedure e
dove i
lavoratori sono costretti a comportarsi in modo non sicuro per fattori
diversi
e da loro non dipendenti”. Ambienti in cui “l’applicazione delle
tecniche
tradizionali di valutazione
dei
rischi è poco efficace”.
Il processo di analisi dei rischi ha previsto “tecniche e principi
derivati dalla B-BS, quali l’enfasi sui
valori”, il forte commitment (impegno) del vertice aziendale,
“l’osservazione
mediante checklist dei comportamenti, il coinvolgimento attivo di tutti i
lavoratori addetti a tale attività sia nella fase di stesura delle
checklist,
sia nelle osservazioni dei comportamenti, la presentazione dei risultati
su
base statistica, le decisioni basate su dati”. Il tutto in un contesto
di
riferimento che non prevede “assolutamente sanzioni per eventuali
comportamenti
non conformi rilevati, ma anzi il rinforzo
nei confronti di tutte le segnalazioni di pericolo effettuate”.
I “risultati della valutazione dei
rischi sono stati sorprendenti soprattutto se paragonati a quelli
precedenti effettuati con le tecniche ordinarie”. Si è potuto constatare
che i
tecnici esterni erano esposti a notevoli rischi “che precedentemente
erano
sconosciuti o sottostimati”.
È stato possibile “analizzare le situazioni e i comportamenti
scorretti ed impostare un programma con le priorità di intervento”.
Il terzo intervento, dal titolo “Performance
feedback in B-BS: registrare e presentare i dati di B-BS, come costruire
e
usare i grafici durante la riunione di sicurezza”, a cura di A.
Valdina
(Aarba) e L. Caravita (CB Solutions) descrive i principi teorici di un
database e di un software - adattabili
a qualsiasi organizzazione - per la gestione dei dati prodotti da un
processo
di B-BS. Un software che riesca a raccogliere e organizzare le
informazioni che
derivano dall’alto numero di osservazioni sui comportamenti che si hanno
nelle
aziende che applicano un protocollo
B-BS.
L’ultimo intervento, a cura di D. de Merich e M. Pellicci (Ispesl)
insieme a R.
Serignoli (Crown Aerosol Italia), è intitolato “La promozione
istituzionale delle buone pratiche nella gestione
operativa della salute e sicurezza: l’esperienza della Crown Aerosols
Italia
sul monitoraggio dei comportamenti”.
In questo intervento viene ricordato che, “nell’ambito del supporto
informativo
e formativo alle piccole e medie imprese (PMI)
e della promozione della cultura della salute e sicurezza nel lavoro, l’ISPESL
è impegnato su due fondamentali direttrici
di attività:
– il consolidamento del Sistema
di
sorveglianza nazionale degli eventi infortunistici, attraverso la
promozione di metodi e strumenti per la ricostruzione delle dinamiche
incidentali e l’identificazione dei determinanti causali, con
l’obiettivo di
migliorare le capacità di valutazione dei rischi dei sistemi di
prevenzione
aziendali;
– l’attività di promozione delle buone pratiche lavorative, in qualità
di Focal Point
dell’Agenzia Europea
per la salute e sicurezza nel lavoro di Bilbao”. L’obiettivo, in questo
caso, è
quello di “supportare le attività di prevenzione aziendale fornendo
esempi
applicativi di misure di miglioramento (tecniche, organizzative,
procedurali)
realizzati nelle aziende proponenti e validate da una istruttoria
tecnica
condotta dall’ISPESL”.
E tra le metodologie e gli strumenti per la gestione operativa della
salute e
sicurezza nei luoghi di lavoro, “l’approccio alla analisi e valutazione
dei comportamenti messi in atto da tutti i
soggetti aziendali (dirigenti,
preposti, lavoratori) è una delle strategie preventive più innovative
che
possano essere messe in atto per correggere eventuali pratiche
comportamentali
scorrette erroneamente tollerate nella pratica lavorativa quotidiana”.
In particolare viene presentata l’esperienza della Crown Aerosol Italia:
il
programma “STOP AGLI INFORTUNI”
(premiato nel concorso Buone
Pratiche 2009) relativo alla tematica “Valutazione dei rischi”.
Questo programma testimonia come “l’applicazione di un metodo di
monitoraggio dei comportamenti lavorativi, condiviso
nella sua pianificazione con tutti i soggetti aziendali, non solo ha
raggiunto
risultati utili alla organizzazione ma ha sviluppato a livello
individuale una maggiore
consapevolezza e senso di responsabilità anche verso i propri colleghi,
attraverso la promozione di pratiche
lavorative
corrette”.
Ricordiamo che attraverso questo programma “il dipendente incaricato di
eseguire il check di un reparto ha a disposizione un’apposita scheda da
compilare, in cui dovrà indicare la reazione delle persone all’indagine,
l’effettivo utilizzo dei dispositivi
di
protezione richiesti e l’adeguata conoscenza delle procedure di
lavoro
da parte degli operatori, segnalando eventuali comportamenti o azioni a
rischio, così come postazioni di lavoro poco sicure, o poco ordinate”.
Successivamente i dati vengono inseriti “in un database ed analizzati
dal
responsabile della sicurezza, il quale individua le cause di eventuali
prassi
pericolose ed elabora azioni correttive”.
Inoltre mensilmente “vengono esposti in bacheca i risultati delle
osservazioni
e le prassi auspicabili, accompagnati dalle statistiche delle
osservazioni
effettuate e da grafici relativi all’incidenza degli infortuni”.
In questo modo è stato “possibile sviluppare un canale di ascolto e
dialogo che favorisca uno scambio di
informazioni e di idee, utile per prevenire prassi potenzialmente
pericolose e
favorire il senso di partecipazione tra tutti i dipendenti”.
Gli atti del quarto Congresso Europeo di Behavior-Based Safety (B-BS),
il terzo
simposio dal titolo “Studio
sperimentale
su un’applicazione del protocollo B-BS a una realtà industriale
italiana”, (formato PDF…), in Giornale Italiano di Medicina del
Lavoro ed
Ergonomia, Volume XXXII - N. 1/suppl.A, Psicologia, gennaio/marzo 2010
Tiziano Menduto
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