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In relazione alla campagna "
BASTA
ALCOL A PAUSA PRANZO" - una campagna di sensibilizzazione promossa da PuntoSicuro
per ridurre gli
incidenti
professionali alcol correlati in Italia - riprendiamo a parlare dei rischi
relativi all’
assunzione di alcol e
sostanze stupefacenti nei luoghi di lavoro.
Lo facciamo attraverso un documento
pubblicato sul sito dell’
ASL di Brescia e
realizzato dall’Azienda sanitaria locale (Servizio di Prevenzione e Sicurezza
negli Ambienti di Lavoro e Dipartimento delle Dipendenze) con la collaborazione
dell’Associazione industriale bresciana (AIB).
E nei luoghi di lavoro, “dove le condizioni
psico-fisiche del lavoratore sono un presupposto fondamentale per garantire la
propria sicurezza e quella degli altri”, l’assunzione di
bevande
alcoliche o sostanze stupefacenti sono fattori che influenzano il
comportamento dei lavoratori e creano situazioni di forte rischio.
Al di là della legislazione vigente, che
prevede un accurato controllo sui lavoratori che svolgono mansioni ad
elevato
rischio per sé e per gli altri, il principale strumento di contrasto delle
dipendenze rimane la sensibilizzazione degli interessati attraverso
un’informazione chiara e completa.
La pubblicazione,
ricca di immagini e con un linguaggio semplice ma preciso, contiene notizie
sulle caratteristiche delle sostanze, sugli effetti a breve e a lungo termine,
sulle tipologie di test che possono essere effettuati e sulla principale normativa
di riferimento. Inoltre nell’ultima parte viene inoltre riportato l’elenco ed i
recapiti della rete di servizi pubblici e privati accreditati, presenti nel
territorio bresciano, ai quali le persone interessate possono rivolgersi.
In questa nostra presentazione ci
soffermiamo su alcuni specifici temi.
Effetti
dell’alcol nella donna
Il documento ricorda che “le donne hanno
una massa corporea inferiore rispetto all’uomo, minor quantità di acqua
corporea e meno efficienza dei meccanismi di trasformazione e eliminazione
dell’
alcol.
Questo le rende più vulnerabili agli effetti dell’alcol e, a parità di consumo,
determina la rilevazione di alcol nel sangue più elevata”.
Altre informazioni relative ai rischi:
- contraccezione:
“quando si assumono contraccettivi orali (pillola) l’alcol ingerito resta in
circolo più a lungo”;
-
gravidanza:
“nel primo trimestre il
consumo
di alcol per più di 3 Unità Alcoliche (ad esempio 3 bicchieri di vino di
media gradazione, ndr) alla settimana aumenta il rischio di aborto spontaneo di
2-3 volte”. Senza dimenticare che esiste “un passaggio bidirezionale dell’
alcol
tra la madre e il feto. Dopo 15 minuti dall’assunzione dell’alcol il livello di
alcolemia del feto è simile a quello materno. L’alcol può interferire sui
normali processi di sviluppo del feto sia fisico (malformazioni) che
intellettivo (ritardo mentale) in maniera più o meno grave in funzione dei
livelli di consumo (sindrome feto-alcolica)”;
- allattamento:
“l’alcol ingerito dalla mamma si distribuisce rapidamente e facilmente dal
sangue al latte e quindi al bambino”.
Le
conseguenze del consumo di alcol negli ambienti di lavoro
Abbiamo raccontato più volte, in PuntoSicuro,
come l’alcol possa esporre a forti
rischi
di incidenti o
infortuni
anche in relazione a un singolo e occasionale episodio di
consumo,
“spesso erroneamente valutato come innocuo per la salute e per la propria
capacità di attenzione e reazione”. E infatti l’OMS (Organizzazione Mondiale
della Sanità) stima “che il 10-30% degli infortuni sul lavoro siano alcol
correlati”.
Inoltre non bisogna dimenticare che “l’effetto tossico di alcune sostanze
presenti negli ambienti di lavoro è potenziato dall’
alcol
e può causare danni in particolare al fegato, al sistema nervoso centrale e
all’apparato cardiovascolare”. Ad esempio risultano dannose le seguenti
associazioni:
- “alcol+solventi (cloruro di vinile, eptano,
benzolo, tricloroetilene);
- alcol+pesticidi (DDt, Dieltrin,
Organofosforici);
- alcol+metalli (piombo, mercurio, cromo,
cobalto, manganese);
- alcol+nitroglicerina”.
Il documento riporta le situazioni lavorative che possono favorire
il consumo di alcol:
- “attività lavorative che comportano
prolungati sforzi fisici;
- mansioni che prevedono frequenti
situazioni di intrattenimento (rappresentanti, venditori) o somministrazione di
bevande alcoliche (baristi, ristorazione);
- attività monotone, ripetitive,
eccessivamente automatizzate;
- livelli di responsabilizzazione troppo
alti o troppo bassi rispetto alle capacità personali;
- pressioni del gruppo di lavoro all’uso di
alcolici”.
Alcuni consigli
per i lavoratori:
- “non assumere bevande alcoliche sia prima
che durante qualsiasi attività lavorativa;
- gli effetti dell’alcol sono
imprevedibili, pertanto i postumi di eccesso del bere potrebbero verificarsi in
occasione di lavoro;
- l’
assunzione
di alcol è tassativamente vietata dalla legge quando si svolgono attività
ad elevato rischio per se e per gli altri;
- non offrire da bere alcolici a chi sta
per svolgere un lavoro, e comunque non esercitare pressioni al bere nei
confronti dei colleghi;
- durante le pause di lavoro, scegliere
bevande
analcoliche: i succhi di frutta sono particolarmente raccomandati perché
aiutano a prevenire la stanchezza;
- se, per vari motivi, non bevi vino o
birra, non devi cominciare a farlo in virtù di possibili effetti protettivi: le
sostanze antiossidanti e comunque protettive in questione si trovano infatti in
una grandissima varietà di prodotti ortofrutticoli!;
- se ti accorgi di avere difficoltà a
mantenere l’astinenza, in particolare sul lavoro, parlane con il medico
aziendale, il medico di base” o rivolgiti ai servizi per la prevenzione,
diagnosi e trattamento delle dipendenze patologiche.
Sostanze
stupefacenti e lavoro
Dopo aver definito dal punto di vista
farmacologico e legale il termine “droga”,
avere mostrato le conseguenze dell’uso di sostanze stupefacenti e dato
informazioni sulle tipologie di test per la ricerca di queste sostanze, il
documento affronta la normativa vigente
in Italia.
La norma stabilisce infatti che, “poiché
l’assunzione anche occasionale di
sostanze
stupefacenti e psicotrope comporta un rischio sia per il lavoratore che per
soggetti terzi, deve essere applicato il
principio
di cautela conservativa, prevedendo una
non idoneità dei lavoratori a svolgere mansioni a rischio nel caso
in cui usino sostanze psicotrope e stupefacenti anche al di fuori dalla
attività lavorativa, indipendentemente dallo stato di
dipendenza”.
Dunque il
datore
di lavoro è obbligato ad accertare l’assenza di assunzione, anche solo
sporadica, “per lavoratori le cui mansioni comportino rischi per la sicurezza,
l’incolumità e la salute propria e di terzi e individuate dalla Conferenza
Unificata del 30/10/2007”.
Si ricorda che uno dei principi fondamentali negli accertamenti di “assenza di
tossicodipendenza” è “l’affidabilità dei test e la correttezza della procedura
applicata, al fine di evitare giudizi errati che porterebbero a conseguenze
gravi per il lavoratore dal momento che, in caso di esito positivo, lo stesso
verrebbe sospeso immediatamente dalla mansione svolta fino a quel momento”.
Anche riguardo a questo tema viene fatta
una rassegna delle
normative
e dei provvedimenti vigenti. Conclude il capitolo una serie di risposte,
elaborate dalla Regione Lombardia, alle domande più ricorrenti sul tema.
Tiziano Menduto