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Le caratteristiche della formazione per adulti, giovani e stranieri


Informazioni e suggerimenti sulla formazione e informazione nel mondo del lavoro. La normativa e gli accordi Stato-Regioni, le definizioni, gli attestati di frequenza e le caratteristiche della formazione e dei corsi.

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Bari, 9 Apr – Per affrontare nel modo migliore la sfida che ogni impresa dovrebbe intraprendere per una tutela efficace della salute e sicurezza nel mondo del lavoro, è necessario un regolare aggiornamento e approfondimento della normativa vigente. E questo sia in ragione della sua complessità, sia in virtù della promulgazione continua di nuovi decreti attuativi del Testo Unico, di accordi, buone prassi e linee guida da conoscere per onorare nel modo migliore gli adempimenti richiesti.
 
Per consentire un costante aggiornamento di tutti i soggetti interessati alla tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, il 9 febbraio 2013 si è tenuto a Trani il Seminario Tecnico "Novità in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Standardizzazione - Formazione - Semplificazione".
Organizzato dal  CNA Trani - BAT (Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa) - in collaborazione con Porreca.it, C.T.A., Associazione Commercio Turismo Artigianato e Servizi e TECSIAL – il seminario ha presentato ad esempio le nuove disposizioni riguardanti le  procedure standardizzate per l’effettuazione della valutazione dei rischi, la nuova formazione degli operatori di sicurezza alla luce degli accordi Stato – Regioni del 21 dicembre 2011, le problematiche relative alla tutela dei lavoratori atipici e le semplificazioni e modifiche del D. Lgs. 81/2008 previste per le  piccole e medie imprese.
 
Ci soffermiamo oggi brevemente su un intervento che ha affrontato il tema della formazione.

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In “La formazione”, a cura del Prof. Domenico Spinazzola (Dirigente del Servizio Tecnico della Prevenzione ASL BT - Docente presso l’ Università “A. Moro” degli Studi di Bari) sono presentati i processi di acquisizione delle competenze per la tutela della SSL (salute e sicurezza sul lavoro). Questa acquisizione rappresenta la somma dei vari “interventi educativi che vanno dall’informazione, alla sensibilizzazione e dalla formazione all’addestramento professionale”.
 
Dopo aver affrontato il tema della formazione alla luce di normative come l’abrogato DPR 547/55 e il vigente D.Lgs. 81/2008, viene presentata una definizione di due termini che a volte vengono usati erroneamente come sinonimi: l’informazione e la formazione.
 
L’informazione consiste nel “fornire notizie o anche nozioni ritenute utili o funzionali”. È dunque un “trasferimento mirato a tutti i soggetti interessati di notizie, contenuti ed istruzioni di carattere comportamentale, procedurale, concettuale, in aree tematiche tecnologiche, tecniche, scientifiche e legislative”.
Invece la formazione consiste nel “fornire, mediante una appropriata disciplina, i requisiti necessari ad una attività”.
In questo caso la formazione è un “processo che favorisce l’ adozione di competenze cognitive, operative e comportamentali tali da indurre nuove modalità di pensare ed agire in termini di sicurezza, modificando scale di valori, mappe cognitive e abitudini comportamentali, adottando modalità di lavoro che rispettano i principi della SSL, riconoscendo i pericoli e le condizioni potenziali di incidenti, al fine di prevenire i rischi e fronteggiare le emergenze”.
 
Dopo aver riportato il ciclo delle fasi del processo formativo e presentato diverse immagini, che vi invitiamo a visionare nel documento agli atti, l’autore si sofferma sulle caratteristiche della formazione
 
Infatti le “procedure di formazione” rappresentano un momento importante di gestione del rischio: “interessano ‘il saper fare’ che il D.L. (datore di lavoro, ndr) deve trasmettere alla componente umana dell’azienda in termini di sicurezza. I destinatari di tali momenti formativi sono rappresentati pertanto dalla totalità delle risorse umane”.
L’intervento si sofferma poi su alcune indicazioni e suggerimenti utili nella formazione di adulti, giovani e lavoratori stranieri.
 
Questi alcuni suggerimenti aspetti da considerare nella formazione degli adulti:
- “resistenza delle persone che pensano di essere già perfettamente in grado di adempiere ai propri compiti;
- bandire le raccomandazioni;
- si preoccupano di esaminarne i vantaggi;
- hanno bisogno di capire l’utilità;
- imparano quanto si sentono protagonisti;
- investono energia nella misura in cui ritengono che qualcosa possa aiutarli a risolvere i propri problemi;
- soddisfare bisogni interiori”. 
Invece in relazione ai giovani:
- “valgono le regole di una buona comunicazione (chiarezza, disponibilità all’ascolto, coerenza tra il dichiarato e l’agito e tra il verbale e il non verbale...);
- sono più propensi ad adottare le misure di sicurezza impartite;
- hanno minor ‘potere contrattuale’ ed il desiderio di uniformarsi ed essere accettati dai colleghi (importante è il Tutor)”.
Infine vengono proposti alcuni elementi di attenzione riguardo alla formazione dei lavoratori stranieri:
- “difficoltà di comunicazione: potranno essere rintracciati strumenti informativi in lingua straniera sul sito dell’INAIL (www.inail.it) oppure edite dai servizi di prevenzione delle regioni, dai sindacati, associazioni di categoria;
- fare ricorso ai mediatori culturali reperibili anche attraverso associazioni imprenditoriali e sindacali”.
 
Il documento si sofferma poi sugli Accordi emanati dalla Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 21 dicembre 2011 per regolamentare la formazione dei lavoratori, dirigenti, preposti e autonomi e per regolamentare la formazione per lo svolgimento diretto da parte del Datore di lavoro dei compiti dei prevenzione e protezione dai rischi.
 
Ad esempio in merito all’organizzazione della formazione per lavoratori, preposti e dirigenti per ciascun corso si dovrà prevedere:
- “soggetto organizzatore del corso, il quale può essere anche il DL;
- un responsabile del progetto formativo (anche il docente stesso);
- i nominativi dei docenti;
- un numero massimo di 35 partecipanti ad ogni corso;
- il registro di presenza dei partecipanti;
- l'obbligo di frequenza del 90% delle ore di formazione;
- i contenuti (considerando: le differenze di genere, di età, di provenienza e lingua, nonché la specifica contrattuale)”.
E gli attestati di frequenza e di superamento della prova di verifica “vengono rilasciati dagli organizzatori in base alla frequenza del 90 % delle ore previste per i lavoratori ed anche il superamento della prova di verifica per i preposti e per i dirigenti”.
Questi gli elementi minimi comuni degli attestati:
- “indicazione del soggetto organizzatore del corso;
- normativa di riferimento;
- dati anagrafici e profilo professionale del corsista;
- specifica della tipologia di corso seguito con indicazione del settore di riferimento e le ore di frequenza (l'indicazione del settore di appartenenza è indispensabile ai fini del riconoscimento dei crediti);
- periodo di svolgimento del corso;
- firma del soggetto organizzatore del corso”. 
 
Ricordando che l’intervento si sofferma anche sull’ Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012 concernente l’individuazione delle attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori, concludiamo riportando le finalità della formazione indicate dall’autore dell’intervento: “far acquisire un più elevato livello di consapevolezza del sistema prevenzionale e la conseguente attuazione di comportamenti sicuri”.
Infatti una rilevante percentuale degli infortuni avviene proprio “a causa di comportamenti non sicuri, elemento che rende evidente l’assenza di una cultura della sicurezza”.
  
 
Gli atti del seminario tecnico:
 
- “ Novità in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Standardizzazione e Semplificazione”, Gerardo Porreca - esperto nazionale in materia di salute e sicurezza sul lavoro (formato PDF, 1.5 MB);
 
- " La formazione", Domenico Spinazzola - Dirigente del Servizio Tecnico della Prevenzione ASL BT (formato PDF, 2.9 MB);
 
- " Il lavoratore e la sicurezza sul lavoro. Contratti atipici", Gilberto Iannone - Responsabile TECSIAL (formato PDF, 1.0 MB).
 
 
RTM
 

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Rispondi Autore: cippa lippa09/04/2013 (12:56:35)
...sulla carta tutto bene...

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