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07 ottobre 2015 - Cat: Interviste e inchieste
  

Formazione RSPP e lavoratori: il futuro della formazione alla sicurezza


Un aggiornamento sui contenuti della futura revisione dell’accordo sulla formazione ASPP/RSPP. Moduli, estensione e-learning, semplificazioni, crediti: sono i temi trattati nell’intervista a Donato Lombardi del Coordinamento tecnico interregionale.

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Trento, 7 Ott – Sono più di due anni che si lavora attorno alla tanto attesa revisione degli  Accordi sulla formazione degli RSPP e ASPP del 26 gennaio 2006 e tuttavia questi accordi, che comporteranno anche rilevanti modifiche nella formazione di vari altri attori della sicurezza aziendale, a partire dagli stessi lavoratori, non sono ancora arrivati in Conferenza Stato-Regioni. Come è stato, ad esempio, nel 2011 per gli altri accordi sulla formazione con riferimento all’articolo 34 (Svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi) e all’articolo 37 (Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti) del D.Lgs. 81/2008.
 
Per preparare i nostri lettori a quello che potrebbe essere il futuro della formazione alla sicurezza in Italia, PuntoSicuro ha pubblicato in questi due anni le  bozze degli accordi e realizzato  diverse interviste che hanno permesso di conoscere nel dettaglio le difficoltà del gruppo di lavoro e l’evoluzione dei contenuti trattati nel documento di revisione.

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Sottolineando che stiamo parlando di un accordo ancora da approvare, per continuare questo lavoro di informazione intervistiamo Donato Lombardi (Provincia Autonoma di Trento), coordinatore, assieme ad una collega dell’Emilia Romagna, del Gruppo di Lavoro del Coordinamento tecnico delle Regioni che ha lavorato in questi due anni alla revisione dell’Accordo del 26 gennaio 2006.
 
Quali sono le modifiche nei contenuti rispetto alla bozza della revisione che PuntoSicuro ha presentato nel mese di marzo? Che influenza hanno avuto su questi contenuti le altre novità legislative, ad esempio i nuovi decreti attuativi del Jobs Act, o le osservazioni da parte delle parti sociali?
 
È rimasta invariata la struttura della formazione per RSPP e ASPP? C’è qualche variazione, rispetto a quanto riportato qualche mese fa, nel modulo A (il corso base di 28 ore), nel modulo B (48 ore per tutti più un integrazione di 4 moduli di specializzazione) e nel modulo C (per le funzioni di RSPP)?
 
È poi confermata, nel testo attuale, l’estensione della modalità e-learning che potrebbe essere utilizzata – se il testo sarà approvato in Conferenza Stato-Regioni – anche nella formazione specifica dei lavoratori nelle aziende a rischio basso? E per l’utilizzo della modalità e-learning a quale lista di rischi bassi si farà riferimento, mancando ancora il “decreto rischi bassi” previsto dal cosiddetto “ Decreto del fare”?
 
Donato Lombardi ci informa inoltre sul percorso che ha portato ad un testo condiviso dal Ministero del Lavoro e dalle Regioni, sui rallentamenti dovuti agli aggiornamenti normativi, sugli esiti di alcune osservazioni e sul tentativo di razionalizzare e semplificare gli adempimenti anche in ambito formativo...
 
Viene poi riproposto dall’intervistato, in relazione ad alcune criticità rilevate dalle parti sociali, il tema della rappresentatività degli enti paritetici con riferimento ad un “ Avviso comune” firmato da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil; avviso che sottolinea l’urgenza di formalizzare, in un testo legislativo, i criteri vincolanti per l’identificazione degli organismi paritetici, arrivando alla costituzione di un repertorio ufficiale istituito, regolato e implementato dal Ministero del Lavoro.
Ricordiamo brevemente alcuni dei criteri vincolanti per l’identificazione dell’organismo paritetico su cui concordano i firmatari nell’Avviso. Ad esempio l’organismo deve “essere costituito ad iniziativa di una o più associazioni datoriali e sindacali tutte comparativamente più rappresentative a livello nazionale oppure essere costituito tra associazioni datoriali e sindacali nazionali, territoriali o di settore firmatarie, purché non per mera adesione, di un contratto collettivo nazionale di lavoro aderenti alle organizzazioni comparativamente più rappresentative”. Inoltre deve svolgere nei confronti degli RLS e RLST, “funzioni di supporto per l’esercizio delle loro attività, nell’ambito del settore e del territorio di riferimento” e svolgere anche “attività di supporto alle imprese e ai lavoratori in materia di salute e sicurezza sul lavoro per le aziende e nel settore in cui opera l'azienda”.
 
Infine abbiamo chiesto a Lombardi una previsione non solo sui tempi per arrivare alla Conferenza Stato-Regioni, ma anche sulla possibile influenza dei cambiamenti al vertice del Coordinamento Tecnico Interregionale della prevenzione nei luoghi di lavoro.
 
Insomma un’intervista completa che ci permette di intuire e immaginare tempi e contenuti della futura formazione alla sicurezza nel nostro paese...
 
 
Come sempre diamo ai nostri lettori la possibilità di ascoltare integralmente l’intervista e/o di leggerne una parziale trascrizione.
 
 
 
 
Articolo e intervista a cura di Tiziano Menduto
 
 
Immagino che ormai il suo gruppo di lavoro, una volta arrivati ad un testo condiviso con il Ministero del Lavoro, abbia completato il lavoro di revisione dell’Accordo del 26 gennaio 2006. Vi aspettavate un percorso più breve e meno accidentato di questi accordi? Quali sono le cause che li hanno rallentati? Avete avuto altri incontri per eventualmente perfezionare il testo?
 
Donato Lombardi: Diciamo che l’accordo ha subito dei rallentamenti per il fatto che nel tempo si è anche evoluto il quadro normativo. Quindi siamo passati da un accordo che doveva essere solo di revisione dell’accordo RSPP ad un accordo che contenesse alcune indicazioni che, ad esempio, sono emerse dal decreto del fare di due anni fa, ovvero quella parte che nell’accordo disciplina i crediti relativi alla formazione (...). Quindi c’è stato anche un naturale rallentamento per implementare l’accordo su esigenze che al momento iniziale non erano prevedibili e che comunque produrranno, spero a breve, un testo che sia più ampio della previsione iniziale.
Quindi è chiaro sono stati necessari degli ulteriori incontri, prima fra i coordinamenti delle Regioni, per capire come attuare queste parti in più.
Nel contempo – come voluto dalla Regioni - abbiamo fatto una riflessione – poi condivisa con il Ministero – se nell’accordo stesso ci potessero stare anche delle ulteriori semplificazioni.
Si è creato insomma una terza parte dell’accordo che riguarda alcune interpretazioni della norma. Ad esempio interventi  sui requisiti dei formatori che – come anticipato in altre interviste – non riguarderanno più solo l’articolo 34 e 37, ma tutta la formazione non diversamente regolamentata... O per esempio, su una questione, che ha trovato diverse posizioni, relativa all’allargamento dell’e-learning... Diciamo che l’accordo ha subito dei rallentamenti anche perché si è autoalimentato di ulteriori argomenti (...)
In questo momento riteniamo però che - anche a seguito del confronto con le proposte delle parti sociali che è avvenuto tra il mese di maggio e il mese di giugno – il testo sia ampiamente definito.
Nei mesi di maggio e giugno abbiamo recepito questi emendamenti, abbiamo visto quelli che potevano essere accettabili e quali no. Quindi ora c’è un testo definitivo che a questo punto dovrebbe andare al confronto formale in Conferenza Stato Regioni.
Sollecitazioni non ci sono state, al momento. Ma c’è stato un continuo scambio di informazioni nelle riunioni, di contatti, per produrre un testo che a questo punto riteniamo, da un punto di vista tecnico, ampiamente condiviso...  
 
Diciamo qualcosa in più sulle differenze nel nuovo testo che arriverà in Conferenza Stato Regioni rispetto a quanto detto nelle passate interviste...
Ad esempio ci saranno variazioni rispetto a quanto prospettato in relazione ai moduli A, B e C per la formazione RSPP/ASPP?
 
DL: Se intendiamo il modulo A e il modulo C, questi sono ormai stabili nel tempo. Non hanno subito, già dall’anno scorso, grosse modifiche, se non aggiustamenti in qualche argomento, in qualche titolo.
Il modulo B invece, rispetto alla presentazione iniziale che però risale ancora al 2014, è passato da un modulo comune a diverse specializzazioni, ad un diverso modello che comunque non altera il senso dell’accordo. Ovvero il creare un modulo B comune a tutti i settori produttivi fatti salvi alcuni per i quali sono richieste delle specializzazioni.
Ma credo che il modulo non differisca da quanto già anticipato in precedenti interviste. Un modulo B (...) più quattro specializzazioni che sono necessarie solo per coloro che andranno a ricoprire ruoli, incarichi in settori particolarmente a rischio come l’agricoltura, l’edilizia, la sanità e il chimico, inteso come petrolchimico (...)
 
Lei ha accennato ad un lavoro ulteriore sulle semplificazioni in materia formativa. C’è qualche altra cosa che ci può dire su questo aspetto?
 
DL: (...) Si è cercato di capire se fosse possibile razionalizzare o comunque produrre delle indicazioni nell’accordo stesso - fermo restando che poi andavano verificate le compatibilità tra le varie norme: non si può pensare di modificare con un accordo una norma di un Decreto legislativo – per riuscire a dare alcune indicazioni per semplificare e razionalizzare la formazione. (...)
Molto dibattuta era poi la questione di dove fosse possibile fare l’e-learning. Con l’accordo si è cercato di stabile che laddove l’e-learning è previsto espressamente è possibile farlo, laddove le norme non indicano questa possibilità, l’e-learning non sarà possibile.
Quindi nell’accordo troveremo questa sezione che cercherà di uniformare i vari adempimenti legati alla formazione dei vari soggetti...
 
Riguardo poi alle eventuali critiche, proposte di modifica che possono essere arrivati dalla parti sociali, quali sono i punti più discussi e qual è la sua opinione e l’opinione come gruppo e come coordinamento interregionale?
 
DL: Come anticipavo, gli emendamenti delle parti sociali sono giunti al Ministero (...) nel mese di maggio e giugno. E li abbiamo condivisi con il Ministero nel mese di giugno.
Alcuni aspetti principali di queste sollecitazioni erano legate all’ambito di utilizzo dell’e-learning che, come già anticipato, ha comunque un allargamento. Un allargamento voluto dalle Regioni e dal Ministero.
Un altro aspetto riguardava il peso specifico dei crediti (...).
Su queste due posizioni le Regioni e il Ministero sono rimasti fermi.
Ad esempio sul fatto di prevedere che l’e-learning possa essere applicato in tutte quelle attività che non prevedono rischi elevati, una sorta di rischio basso. Anche se sappiamo che il decreto sui rischi bassi ancora non c’è.
Si è parlato anche del peso tra i vari tipi di formazione. Ad esempio c’è una tabella nell’accordo che disciplina il fatto che l’RSPP – se formato – non debba fare la formazione per dirigenti, per preposto, per lavoratore,... Aspetti che erano già stati anticipati da circolari e interpelli...
Queste sono state le due parti che hanno avuto maggiori criticità.
Un altro aspetto riguardava il criterio di rappresentatività degli enti paritetici. Nell’accordo c’era un passaggio specifico al riguardo. So che successivamente alla presentazione dell’accordo al Ministero le parti sociali hanno prodotto un avviso comune sempre sui criteri di rappresentatività. Avendolo letto credo che non comporti problemi dal punto di vista tecnico (...).
Principalmente erano questi tre gli aspetti critici. Tutti recepiti laddove possibile.
Dove c’erano posizioni che contrastavano tra le varie parti, abbiamo dovuto mediare... (...)
 
Dunque l’estensione dell’e-learning, almeno sul testo odierno, è confermata...
 
DL: (...) L’aspetto principale dell’accordo sarà quello di consentire, fatto salvo una serie di situazioni in cui emergano situazioni di pericolo, la formazione in e-learning a tutte quelle attività che presentano rischi bassi. Con l’indicazione che sapendo che il decreto rischi bassi, previsto dal decreto del fare, ancora non c’è, faremo riferimento al rischio basso degli accordi 2011, articolo 34 e 37.
 
Non ci sarà un elenco nuovo dei rischi bassi?
DL: In questo momento non era possibile introdurre un nuovo elenco che potesse essere potenzialmente differente dal decreto rischi bassi (...).
 
Sappiamo che sta cambiando o è già cambiato il vertice del Coordinamento tecnico interregionale. Questa modifica potrà influire in qualche modo sul  percorso e sui contenuti del testo?
 
DL: Non credo. (...) Abbiamo avuto notizia che il vertice del coordinamento cambierà e passerà alla Regione Emilia Romagna. Ma nell’ultima riunione tecnica abbiamo condiviso il testo (era un argomento all’ordine del giorno) come concluso, come percorso e confronto chiuso con il Ministero del Lavoro, fatto salvo ancora questa questione legata all’avviso comune, al tema della rappresentatività che sarà il Ministero a portare avanti nella prossima riunione in Commissione Consultiva.
E quindi le Regioni hanno concordato che quello è un testo condiviso da tutte le Regioni (una decisione presa all’unanimità), con anche l’indicazione che a questo punto sono maturi i tempi per inviare una nota al Ministero per avere indicazioni sui tempi di approvazione e quanto meno di passaggio al confronto formale in Conferenza Stato-Regioni...
 
E per i tempi?
 
DL: È confermato che il giorno 7 di ottobre ci sarà un passaggio in Commissione Consultiva dove sarà dato un riscontro, un feedback alle parti sociali sul percorso di recepimento delle loro osservazioni. Immaginare i tempi successivi francamente diventa difficile... (...)
Credo che tuttavia se a seguito di un’eventuale lettura congiunta del documento non c’è bisogno di incontri tecnici per fare ulteriori controlli (...)il testo è pronto per andare in Conferenza Stato-Regioni. Io auspico che questo passaggio possa avvenire tra i mesi di ottobre e novembre...
 
 
 

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Rispondi Autore: carmelo catanoso07/10/2015 (08:22:51)
Sarebbe utile conoscere le proposte inoltrate dalle varie associazioni professionali, ammesso che ci siano state, anche per capire quale sia il reale "peso" che queste hanno in questi ambiti nonché la qualità delle proposte stesse.

Per le proposte delle Parti Sociali, ho notato che, da quasi 30 anni, hanno sempre lo stesso obiettivo e, quindi, personalmente, me le perdo volentieri.
Rispondi Autore: Mara Pivato07/10/2015 (10:40:43)
Quali associazioni professionali? Non vedo proposte da alcuna associazione professionale da 30 anni, salvo quelle di Ass. Ambiente Lavoro che tutto era tranne che associazione professionale
Rispondi Autore: Davide07/10/2015 (11:56:23)
L'importante sarà che i "soliti noti" possano continuare a gestire il business della formazione
Rispondi Autore: Alessandro montalesi07/10/2015 (11:58:05)
Il fatto che l'Rspp non debba formare il personale mi sembra un assurdo ingiustificato. Chi meglio di colui che ha valutato i rischi aziendali puo trasmettere tali conoscenze? Un docente esterno che non ha mai visto l'azienda e il relativo Dvr? Mi sa tanto di presa di posizione di aziende che forniscono corsi e non di vere necessità formative
Rispondi Autore: carmelo catanoso07/10/2015 (13:02:06)
Mara,
di certo, le Associazioni professionali, non mancano ......
Cosa abbiano prodotto riguardo il nuovo Accordo formazione RSPP/ASPP, al momento, per me, è un mistero.

Ovviamente, stendo un velo pietoso su Ordini e Collegi professionali .....
Rispondi Autore: Concettina Bordino07/10/2015 (14:38:17)
A me sembra pazzesca l'estensione dell'e.learning. Lo sanno anche i muri che in molti casi la formazione on line è, a voler essere generosi, poco efficace. Dopo il percorso on-line mi tocca sempre riassumere tutte le basi a chi mi trovo in aula perché non hanno imparato nemmeno la differenza tra RSPP e RLS ... si va indietro invece che avanti ...
Rispondi Autore: Giora07/10/2015 (17:00:08)
Bene ... bene ... finalmente i boss dell'E-Learning saranno contenti, tanto anch'io metterò mio figlio o altra persona al PC per sentirsi la lezione ... limitandomi ad eventuali risposte ( se ve ne saranno ) .... tanto avrò anch'io il fatidico pezzo di carta da esibire in sede di verifica. E come si dice in napoletano ... E' taggiu cuntatu u fattu .... kakakakak
Rispondi Autore: Luca L.07/10/2015 (18:15:59)
È assurdo che le Regioni abbiano sponsoreggiato l'e-learning. Ma gli operatori delle ASL che siedono a quei tavoli hanno la minima idea di come andrà a finire? Adesso si che la formazione sarà sempre più un solo adempimento formale e un costo per il DL. E non vengano a raccontarmi la favola dei corsi e-learning seri e affidabili che ormai non se la bene più nessuno!

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