La piscina era ad uso privato di un residence senza la sorveglianza di Assistenti ai bagnanti.
Invano i parenti e gli amici hanno tentato di far riemergere la bambina, insufflandole aria nei polmoni con la respirazione bocca a bocca sott'acqua con svariate immersioni, ma la forza di aspirazione del pozzetto della piscina era talmente forte che non sono riusciti a liberare il braccio della bambina.
Anche se le cause precise dell'incidente sono al vaglio della magistratura, ci si possono già porre alcune domande:
- perché non era presente il bagnino?
- perché mancava la grata di protezione al pozzetto?
- perché nessuno è riuscito per 15 minuti a fermare le pompe di aspirazione del pozzetto per liberare il braccio della piccola?
Purtroppo questi infortuni possono capitare a chiunque di noi che frequenti una piscina in cui non sia presente un efficace servizio di controllo e assistenza di emergenza.
La piscina, luogo di svago e di divertimento, nasconde infatti delle insidie. Come esempio riportiamo i dati svizzeri (in Italia le statistiche non sono precise): ogni anno in Svizzera annegano mediamente 50 persone*.
Ma riteniamo che anche una sola vita persa a causa dell'incoscienza degli adulti, non sia tollerabile. Le risorse, i mezzi, le soluzioni, per risolvere tutte le problematiche legate alla sicurezza in piscina esistono ed in altri paesi vengono adottate da tempo con successo, con l'obiettivo di diminuire le morti e gli infortuni in piscina.
Sicurezza quindi, tramite l'informazione e la formazione degli utenti (bagnanti) e del personale di servizio (Assistenti ai bagnanti).
Fabrizio Fonte
*Fonte: Società svizzera di salvataggio