Per utilizzare questa funzionalità di condivisione sui social network è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'.
Whistleblower: nuove linee guida ANAC e importanza delle tutele
L’autorità nazionale anticorruzione ha recentemente pubblicato delle linee guida sulle modalità con cui occorre proteggere il soggetto, che nei paesi anglosassoni viene chiamato “ whistleblower”. L’autorità garante della protezione dei dati personali ha espresso una valutazione su queste linee guida ed oggi possiamo affermare che questi soggetti, che danno un contributo prezioso alla sicurezza ed al rispetto dell’etica aziendale, siano meglio protetti.
Analizzando, su base statistica, le segnalazioni che provengono da soggetti interni ed esterni all’azienda circa possibili violazioni dei codici etici e della safety e security, si riscontra che percentualmente l’Italia è tra i paesi in cui la percentuale di queste segnalazioni, rispetto all’universo dei soggetti interessati, è assai bassa. Gli esperti più volte hanno fatto presente come, ad oggi, in Italia la tutela che viene garantita a questi soggetti, che non per nulla in Italia vengono chiamati “spioni”, non sia tale da indurre questi soggetti ad attivarsi in forma autonoma.
Per rimediare a questa situazione, recentemente ANAC-autorità nazionale anticorruzione- ha pubblicato delle linee guida sulle modalità di segnalazione e di protezione del segnalatore, applicabili sia alla pubblica amministrazione, sia alle aziende private. Queste linee guida sono state sottoposte all’esame dell’autorità garante per la protezione dei dati personali, che ha sottolineato tutti i punti positivi e ha dato indicazioni su ulteriori interventi di miglioramento.
![]() | Corso online di aggiornamento per lavoratori che operano nel settore Ristorazione o in attività equiparabili in riferimento ai rischi per la sicurezza e la salute. |
In allegato i lettori troveranno il testo completo del provvedimento del garante, ma può essere opportuno mettere in evidenza alcuni aspetti assai importanti.
Tanto per cominciare, l’autorità garante sconsiglia di adottare la posta elettronica, come mezzo di comunicazione di queste segnalazioni, in quanto i livelli di sicurezza di questo canale non sono certamente soddisfacenti. Laddove possibile, si raccomanda caldamente un contatto personale diretto, che oltretutto avrebbe il notevole vantaggio di permettere di effettuare in tempo reale eventuali approfondimenti, necessari per meglio comprendere la natura della segnalazione. Al proposito, molte aziende hanno già adottato delle hotline telefoniche, debitamente protette, che consentono di effettuare una segnalazione in un contesto di alta sicurezza.
Inoltre, la criticità che può essere collegata a determinate segnalazioni fa sì che il ricevente della segnalazione, ad esempio l’amministratore delegato dell’azienda coinvolta, faccia sviluppare dal proprio responsabile della protezione dati personali una valutazione di impatto, in conformità all’articolo 35 del regolamento generale europeo, proprio per mettere sotto controllo i rischi che queste informazioni critiche possano sfuggire ad uno stretto controllo.
Infine, un aspetto da non dimenticare riguarda il tempo di conservazione di queste segnalazioni, che viene confermato in non oltre cinque anni dalla fine della procedura. Anche in questo caso, questa prescrizione si inquadra in una generale strategia di protezione prolungata nel tempo del segnalatore.
Raccomandiamo a tutti i lettori, che abbiano già sviluppato delle procedure interne per la gestione delle segnalazioni, di verificare attentamente le nuove linee guida ed i commenti del garante, aggiornando, se del caso, le procedure esistenti.
Adalberto Biasiotti
I contenuti presenti sul sito PuntoSicuro non possono essere utilizzati al fine di addestrare sistemi di intelligenza artificiale.
Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'
