Per utilizzare questa funzionalità di condivisione sui social network è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'.
Nuove sfide per la standardizzazione
Pubblichiamo un articolo tratto dalla rivista KANBrief n. 2/24 (pubblicazione della Commissione per la sicurezza sul lavoro e la standardizzazione Tedesco) che presenta le nuove sfide per la standardizzazione. Sebbene alcuni riferimenti siano specifici alla legislazione tedesca, i consigli di KAN offrono preziose linee guida per la gestione dei rischi sul lavoro.
Nuove sfide per la standardizzazione
La standardizzazione sta attualmente affrontando numerose sfide causate da una serie di fattori, sia interni che esterni. Internamente, l’attività di standardizzazione è tra i settori colpiti dalla più ampia carenza di lavoratori qualificati. Attualmente, oltre il 60% degli esperti nel campo della standardizzazione ha più di 50 anni, e diverse migliaia andranno in pensione nel prossimo futuro. Allo stesso tempo, le donne rimangono fortemente sottorappresentate, nonostante il leggero cambiamento osservato negli ultimi anni.
Esternamente, la standardizzazione è messa alla prova dal crescente ritmo di cambiamento della scienza e della tecnologia, in particolare a causa della trasformazione digitale. Temi come l’ intelligenza artificiale e la tecnologia quantistica, così come l’economia circolare, richiedono nuovi progetti di standardizzazione e il supporto di esperti competenti, che – come già detto – sono sempre più scarsi.
Parallelamente a questi sviluppi, il cambiamento climatico rappresenta la più grande sfida attualmente affrontata dall’umanità, una sfida in cui la standardizzazione ha certamente un ruolo da svolgere. Tuttavia, il potenziale della standardizzazione in questo ambito non è stato sfruttato appieno.
Pubblicità
Condizioni normative e politiche
In Germania e in Europa, la standardizzazione è inserita in una serie di iniziative politiche e relativi quadri normativi. Numerose attività della Commissione Europea per la regolamentazione dell’intelligenza artificiale, della sicurezza informatica, della resilienza informatica e dell’economia dei dati pongono ulteriori sfide per il settore della standardizzazione: quest’ultimo deve supportare la legislazione proposta attraverso standard adeguati. In caso contrario, la Commissione Europea redigerà sempre più spesso specifiche proprie, in cui non è necessariamente garantito un coinvolgimento adeguato dell’industria e di altri stakeholder.
Allo stesso tempo, il modello di business degli istituti di standardizzazione è messo in discussione da una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, nota come "caso Malamud". La corte ha stabilito che deve essere garantito l’accesso gratuito a un numero (sebbene ancora molto limitato) di standard europei armonizzati cui si fa riferimento nella legislazione europea. Le conseguenze a lungo termine di questa sentenza per le organizzazioni di standardizzazione con sede in Europa, così come per la standardizzazione europea in un contesto internazionale, sono ancora poco chiare.
Infine, l’attività di standardizzazione europea deve essere considerata nel contesto delle crescenti tensioni geopolitiche. Da un lato, la Cina continua a rafforzare il proprio impegno nella standardizzazione internazionale. Dall’altro, le aziende tecnologiche americane stanno esercitando un’influenza crescente sulla standardizzazione. Questo insieme di fattori rappresenta una sfida non solo per la standardizzazione, ma anche per la competitività e i valori dell’Europa.
Servono nuove iniziative
Nel complesso, si può affermare che la standardizzazione in Germania e in Europa sta affrontando una serie di grandi sfide. Tuttavia, gli standard sono necessari per affrontare compiti globali come la lotta ai cambiamenti climatici, così come per salvaguardare la competitività e i valori dell’Europa. Di conseguenza, è necessario avviare o intensificare diverse iniziative.
Innanzitutto, è fondamentale assicurare un bacino di esperti attivi nella standardizzazione. Questo bacino deve anche diventare più giovane e più diversificato. È quindi necessario reclutare un numero maggiore di donne per l’attività di standardizzazione, al fine di contrastare l’imminente riduzione del personale proveniente dalla Germania e da altre parti d’Europa. A tal fine, occorre sensibilizzare università e, possibilmente, scuole sull'importanza del tema. Il progetto europeo EDU4Standards.eu intende dare un contributo importante in tal senso. Sarebbe inoltre vantaggioso dare maggiore peso nei curricula accademici all'importanza della standardizzazione nella lotta ai cambiamenti climatici e nel raggiungimento degli altri obiettivi di sostenibilità, inclusa l'efficienza energetica.
Le dinamiche della ricerca e dello sviluppo e le loro implicazioni per la standardizzazione devono essere affrontate attraverso l’ampliamento sia dei programmi di finanziamento statale per le attività di standardizzazione, sia degli incentivi fiscali per la ricerca e lo sviluppo.
L’integrazione crescente degli standard nelle iniziative politiche europee e nei quadri normativi deve essere presa in considerazione fin dalle prime fasi sia nei processi di standardizzazione sia nelle disposizioni normative, al fine di ottimizzare l’interazione tra queste due sfere e prevenire conflitti. Gli istituti di standardizzazione europei devono sviluppare ulteriormente e in modo strategico i propri modelli di business per prepararsi alle potenziali conseguenze di vasta portata della sentenza Malamud della Corte di Giustizia dell’UE. Sono necessari nuovi prodotti e servizi, così come nuovi modelli di prezzo.
Infine, l’Europa può affrontare le sfide geopolitiche nella standardizzazione solo continuando a mantenere una forte presenza di esperti europei. I finanziamenti per questo sono già disponibili attraverso programmi nazionali come WIPANO e progetti europei come StandICT e SEEBLOCKS. Allo stesso tempo, è necessario formare coalizioni con paesi affini fin dalle prime fasi, come previsto dal progetto EU INSTAR recentemente lanciato.
Nel complesso, è necessario un approccio strategico e quindi a lungo termine. Questo approccio deve coinvolgere stakeholder di ambiti ben oltre la standardizzazione stessa, come istituzioni educative e di ricerca, e anche enti regolatori – a livello nazionale, europeo e internazionale.
Prof. Dr. Knut Blind
Fraunhofer ISI & TU Berlin
L’articolo è ripreso dal sito KAN. La traduzione in italiano è effettuata con l’assistenza di google traslator. Per un uso professionale e/o di studio si raccomanda di fare riferimento all’articolo all’origine ” New challenges facing standardization”.
I contenuti presenti sul sito PuntoSicuro non possono essere utilizzati al fine di addestrare sistemi di intelligenza artificiale.
Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'
