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Diffondere in modo coordinato su tutto il territorio regionale defibrillatori semiautomatici esterni (Dea), nei luoghi particolarmente frequentati (per esempio scuole, palestre, stadi, centri sociali per anziani, centri commerciali) e nelle zone dove le caratteristiche del territorio possono complicare l'arrivo in tempi rapidi delle ambulanze (zone montane e rurali).
Questo l'obbiettivo della legge regionale approvata dall'Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna per prevenire e contrastare i decessi provocati da arresto cardiaco, che sono stimati in circa 60mila casi ogni anno, dei quali circa tremila sul territorio regionale.
Decessi che potrebbero in buona parte essere evitati con un intervento di rianimazione e l’uso del defibrillatore entro alcuni minuti dall’attacco.
Le Aziende Usl avranno il compito di predisporre progetti a livello locale per la diffusione dei defibrillatori, in continuità peraltro con il progetto regionale già avviato negli scorsi anni in Emilia-Romagna, grazie al quale sono stati dotati di questo strumento i mezzi di soccorso del 118, mezzi delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco.
Le sedi e le strutture dove collocare i defibrillatori saranno individuate sentiti i servizi di primo soccorso, i soggetti privati (associazioni onlus), gli Enti locali.
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