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La necessità di linee guida per i rischi idrogeologici
Gli estremi climatici mettono in evidenza come il rischio idrogeologico, in tutte le parti del mondo, diventi sempre più grave; non sempre le strutture locali sono in grado di mettere a punto delle procedure per la tempestiva individuazione e messa sotto controllo di questi fenomeni.
Il comitato tecnico ISO / TC 292 / WG5 “community resilience” ha inviato una lettera a tutti i componenti del gruppo di lavoro per valutare l’opportunità di sviluppare delle linee guida e delle normative specifiche, afferenti ai rischi idrogeologici. I lettori non hanno certo bisogno di approfondire il tema, in quanto tutti i giorni i mezzi di comunicazione di massa ci danno notizia di eventi del genere in tutte le parti del mondo.
Vediamo come si vorrebbe impostare lo sviluppo di queste linee guida.
L’obiettivo di queste linee guida è il seguente:
- sviluppare un’analisi completa delle normative potenzialmente esistenti, o già esistenti, sui rischi idrogeologici,
- sviluppare un dialogo fra tutti i soggetti coinvolti, sia pubblici sia privati, per ottenere contributi professionali su larga scala,
- identificare le opportunità per lo sviluppo di nuove norme, che possano rinforzare la resilienza e la gestione sostenibile di disastri di origine idrogeologica.
Il primo incontro di questi esperti avverrà il 7 ottobre 2025 e nel frattempo si raccomanda a tutti i partecipanti al gruppo di lavoro di raccogliere elementi, presenti nel proprio paese, per partire con una base di informazioni sufficientemente allargata.
Un’analisi statistica ha dimostrato come i disastri collegati ai rischi idrogeologici rappresentano il 90% dei 1000 più gravi disastri che si sono verificati al mondo, dal 1990. Nel marzo 2023 una conferenza su questi temi, tenuta presso gli Stati Uniti, ha sollecitato l’avvio di un’attività internazionale per fronteggiare questi problemi.
Al proposito, è bene ricordare che già da tempo esistono numerose commissioni ISO che, in misura più o meno elevata, svolgono attività normativa legate a questi temi. Ecco una sintesi dei comitati tecnici operativi nel settore:
- ISO/TC 59/SC 20 Resilience of buildings and civil engineering works
- ISO/TC 113 Hydrometry
- ISO/TC 147 Water quality
- ISO/TC 207 Environmental Management
- ISO/TC 207/SC 7 Greenhouse gas and climate change management and related activities
- ISO/TC 224 Drinking water, wastewater and stormwater systems and services
- ISO/TC 224/WG 7 Crisis management of water utilities
- ISO/TC 224/WG16 Climate change adaptation
- ISO/TC 268 Sustainable cities and communities
- ISO/TC 268/SC 1 Smart community infrastructures
- ISO/TC 268/SC 1/WG 6 Disaster risk reduction
- ISO/TC 283 Occupational health and safety management
- ISO/TC 292 Security and resilience
- ISO/TC 292/WG 5 Community resilience
Purtroppo, quando sono troppi i comitati tecnici che si occupano dello stesso tema, possono verificarsi sia sovrapposizioni di attività, sia possono crearsi delle lacune nel piano generale di intervento.
Non diamo ai lettori un elenco delle normative già esistenti su temi afferenti al rischio idrogeologico, ma l’obiettivo di questo nuovo gruppo è quello di esaminare attentamente quanto già fatto, coordinarlo ed integrarlo laddove appropriato.
Il servizio di segretariato verrà affidato al ministero del territorio, delle infrastrutture, dei trasporti e del turismo del Giappone, che ha già dato la sua piena disponibilità.
Colgo l’occasione per invitare tutti i lettori, che possono essere più o meno direttamente coinvolti in queste attività, a prendere contatto con il referente UNI, per vedere se e come sia possibile dare, anche da parte dell’Italia, un contributo prezioso a questo altrettanto preziosa iniziativa.
Adalberto Biasiotti
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