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Padova,
20 gen – L’incidente, il naufragio della nave
Costa Concordia che nella notte del 13 gennaio si è scontrata con uno
scoglio dell’Isola del Giglio, di fronte
alle coste della Toscana, è un avvenimento che resterà probabilmente impresso
per molto tempo nella nostra memoria. E non solo per il bilancio delle vittime,
bilancio che si fa di ora in ora più pesante, o per la quantità di notizie che
rimbalzano su tutti i media del globo. Gli avvenimenti della Costa Concordia
portano con sé mille risvolti umani, mille aspetti tecnici, mille domande su
cui soffermarsi. Sono divenuti in questi giorni addirittura una metafora dei
caratteri che affiorano di fronte a un’emergenza o del rischio di naufragio
economico della “nave” europea.
PuntoSicuro,
pur non indifferente alle immagini e ai racconti che occupano gli schermi
mediatici, ha in questo caso il compito di approfondire un aspetto particolare
ma fondamentale di tutta questa vicenda: la gestione delle emergenze. Ricordando che un’adeguata gestione di un
emergenza, come quella avvenuta sulla Costa Concordia, è importante per
prevenire o ridurre la gravità degli incidenti e dei danni alla salute di
passeggeri e lavoratori.
E
per approfondire questo tema - rimandando i lettori a futuri approfondimenti e
interviste sulla gestione della sicurezza sulle navi - ci soffermiamo sul seminario che si è tenuto il 14 ottobre
2011 a Padova dal titolo "Sicurezza nell'emergenza - Il comportamento in
situazioni di emergenza incendio: formazione e interventi per garantire
reazioni appropriate".
Il
seminario – organizzato da
Confindustria
Padova e AIF Veneto – ha analizzato i comportamenti in una situazione di
emergenza con l’obiettivo di individuare come intervenire sull’ambiente di
lavoro, come
progettare
la formazione, come effettuare le
simulazioni
di evacuazione affinché le persone siano effettivamente in grado di agire
in sicurezza nel momento dell’emergenza.
Dopo
aver già presentato gli atti del seminario e aver mostrato come le emozioni
intralcino la ragione e influenzino la capacità di
mettere in atto comportamenti
sicuri, parliamo di
comportamenti
umani presentando una prima parte dell’intervento di Loris Munaro,
ingegnere e comandante provinciale dei vigili del fuoco di Venezia.
Nell’intervento
“
Comportamenti in situazioni di emergenza”
si ricorda che a seguito della “crescente richiesta di efficienza dei sistemi
produttivi e di corretta allocazione delle risorse destinate alla sicurezza”,
si è avviato da alcuni anni “il tentativo di affiancare al tradizionale sistema
della formazione di tipo prescrittivo un sistema di valutazione della sicurezza
di tipo prestazionale, in grado di dimostrare il raggiungimento dell’obiettivo
di sicurezza sulla base del comportamento del sistema in caso di incendio”.
In
particolare è importante lo
studio del comportamento
umano in caso di incendio, uno studio che “presenta delle difficoltà,
perché non può essere simulato in laboratorio”.
Riguardo
ai momenti di inerzia prima di
rispondere ad un’emergenza, il lavoro degli scienziati del comportamento ha
messo in evidenza diversi aspetti:
- “sono molteplici i comportamenti osservati
nelle persone durante le situazioni di pericolo e di emergenza”;
- “gli individui dopo un allarme occupano una
parte del tempo in attività non rivolte all’evacuazione. Questo intervallo di
tempo può costituire fino a due terzi del tempo che si impiega per uscire
dall’edificio”;
-
l’inclinazione delle persone “sarebbe quella di voler ‘definire’ la situazione
prima di ‘rispondere’ di fronte ad un allarme sonoro. Per tale motivo, le persone
aspettano altri indicatori ambientali: l’odore del fumo, le urla di una persona
ferita, un collega che gli dice di uscire cercano informazioni su cosa sta
accadendo”;
-
“le persone tendono a pensare che le probabilità che l’allarme corrisponda ad
un reale incendio o che questo possa rappresentare un pericolo per loro sia
estremamente bassa. L’espressione
inglese ‘milling’ (girovagare come
un mulino) indica proprio l’interazione sociale nelle prime fasi di allarme;
-
gli individui verificano/cercano una conferma con le altre persone della
gravità del messaggio o dell’avvertimento che hanno ricevuto. Solo quando la
rete sociale conferma la validità dell’avviso, iniziano ad eseguire azioni
protettive”.
In
questo senso è interessante dare alcuni dati tratti dallo studio del National
Institute of Standards and Technology che ha ricostruito il comportamento di evacuazione delle 15000
persone nelle Twin Towers l’11 settembre 2001.
In
particolare è stato stimato che il “70% delle persone nel WTC (world trade
center) che sopravvissero a quel disastro, prima di fuggire, parlarono fra loro
sul da farsi e sul cosa stesse succedendo”. Dai resoconti di 324 persone che
sono riuscite ad evacuare dai grattacieli, risulta che:
-
“l’83% ha giudicato la situazione molto grave nei primi minuti dopo lo
schianto;
-
il 55% dei superstiti è evacuato immediatamente;
-
il 13% si è fermato per recuperare i propri beni personali;
-
il 20% ha messo in sicurezza i suoi dati personali e poi ha girato per il piano
prima di evacuare;
-
l’8% aveva inizialmente deciso di restare ma dopo ha cambiato idea”.
Insommala folla non è un fluido ma è fatta
di persone che “pensano, interagiscono, prendono decisioni, hanno preferenze di
movimento, cadono o ostacolano altri”. Un modello idraulico “non rende conto
della realtà: oltre all’ingegneria, bisogna includere conoscenze che derivano
dallo studio dei comportamenti umani in psicologia e nelle scienze sociali”.
In
situazioni
di emergenza con stress emotivo, ansia e preoccupazioni per la
sopravvivenza “le persone si muovono o tentano di muoversi più velocemente del
normale, iniziano a spingersi e l’interazione diventa solo fisica”, in tal modo
il passaggio per un collo di bottiglia “diventa scoordinato e alle uscite si
formano strutture ad arco. Più le persone si dirigono velocemente verso l’uscita,
più procedono lentamente perché si accalcano, si spingono, a volte perfino si
calpestano”.
L’autore
mette in evidenza quattro fattori che
regolano l’efficacia di una evacuazione:
-fattori comportamentali:
“corrispondono alle diverse condotte tenute dalle persone in emergenza”;
-fattori ambientali: “si includono i
probabili effetti debilitanti sulle persone da parte di calore, gas tossici,
fiamme e l’influenza di questi fattori sulla velocità di sgombero e di
individuazione delle uscite;
-fattori procedurali: “rappresentano
le conoscenze apprese dalle persone attraverso la segnaletica d’emergenza e le
informazioni fornite dal personale preposto”;
- fattori
configurazionali: “sono quelli riguardanti la struttura architettonica
dell’edificio, quali il numero delle uscite di emergenza, la loro
ripartizione”, …
Dopo
aver dato informazioni sui riferimenti normativi, l’intervento si sofferma
anche sulle tipologie di
situazioni
di emergenza che dipendono dalle possibili
situazioni di criticità:
-
“situazioni o anomalie gestionali che abbassano il livello di sicurezza
dell’azienda;
-
improvvise situazioni di guasto o di mal funzionanti del processo aziendale;
-
guasti o situazioni puntuali o localizzate, che si verificano all’improvviso e
che possono condurre all’infortunio del lavoratore;
-
guasti e situazioni incidentali, quali incidenti, fughe di gas, versamenti,
perdite o omissioni di sostanze pericolose, esplosioni, ecc.”.
Nell’intervento
si puntualizza la necessità che ciascun lavoratore sia informato, formato, addestrato sui rischi per la salute e
sicurezza sul lavoro.
In
particolare i “lavoratori incaricati dell’
attività di
prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di
lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso
e, comunque, di gestione dell’emergenza devono ricevere:
-
un’adeguata e specifica formazione,
-
un aggiornamento periodico”.
Ritorneremo
nei prossimi giorni su questo intervento con riferimento all’analisi, alla
redazione del piano di emergenza e alle misure necessarie per la gestione
dell’emergenze.
“
Comportamenti
in situazioni di emergenza”, Loris Munaro - Ingegnere, comandante
provinciale dei vigili del fuoco di Venezia e reggente del Comando provinciale
dei vigili del fuoco di Padova, intervento al seminario dal titolo
"Sicurezza nell'emergenza - Il comportamento in situazioni di emergenza
incendio: formazione e interventi per garantire reazioni appropriate"
(file PDF, 2.16 MB).
Tiziano
Menduto