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ARTICOLO DI PUNTOSICURO

Anno 21 - numero 4401 di Giovedì 07 febbraio 2019

Imparare dagli errori: infortuni professionali nei depositi e magazzini

Esempi di infortuni professionali avvenuti in attività di magazzino, deposito e centri logistici. I rischi di scivolamento, il controllo improprio del materiale e i rischi con le cataste. La dinamica degli infortuni e i suggerimenti per la prevenzione.

 

Brescia, 7 Feb – Abbiamo già pubblicato in passato diverse puntate della rubrica “ Imparare dagli errori”, dedicata al racconto degli infortuni professionali, sui rischi per gli operatori nelle attività di stoccaggio, immagazzinamento, accatastamento e movimentazione che avvengono nei depositi e magazzini. Rischi che non riguardano solo la sicurezza, ma anche la salute, ad esempio con riferimento all’esposizione a fonti di rumore e vibrazioni o al contatto con sostanze pericolose.

 

Per cercare di migliorare le strategie di prevenzione e la tutela della salute e sicurezza degli operatori torniamo dunque a presentare alcuni infortuni avvenuti nei depositi e magazzini con riferimento ai casi raccolti nell’archivio di INFOR.MO., strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi.


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I casi di infortunio nei magazzini

Il primo caso che presentiamo si sofferma su un infortunio avvenuto nel magazzino di smistamento di posta e piccoli colli gestito da un operatore che ha sub-appaltato le attività di consegna ad una cooperativa di cui l’infortunato era socio-lavoratore.

Il lavoratore ha terminato le consegne del giorno ed ha parcheggiato il mezzo nei pressi della cosiddetta “ribalta”, zona perimetrale del capannone-deposito che presenta uno sbalzo tra pavimento del deposito e piano piazzale esterno inferiore ad un metro.

Lasciato l’automezzo su sta recando a piedi all’interno del capannone ma scivola su un cartone lì posizionato per “nascondere” una piccola pozza di olio alimentare creata dalla rottura di bottiglie di tale liquido. “Non si è riusciti ad individuare chi e quando abbia posizionato il cartone (mascheramento probabilmente avvenuto alcune decine di minuti prima dell’incidente). Si è appurato che non esiste una procedura da seguire in caso di spandimenti di liquidi (o altri materiali) sul pavimento del magazzino, né da parte del gestore del magazzino né da parte della Cooperativa; giornalmente il deposito è comunque oggetto di pulizia da parte di una ditta esterna”.

Nella caduta il lavoratore si è procurato “la frattura scomposta del polso sinistro per una inabilità di 76 giorni. Data la tipologia di scivolamento è dubbio che l’utilizzo di scarpe antinfortunistiche (di cui il lavoratore non era dotato) avrebbe potuto impedire la caduta”.

 

Il fattore causale indicato è dunque la presenza di una “pozza di olio alimentare mascherata da un cartone steso sopra”.

 

Il secondo caso riguarda un infortunio in attività di inventario di colli.

Per “inventariare i colli a magazzino” un lavoratore passa, per mezzo di una scala fissa, sulla sommità dei colli posta a circa 1,5 metri dal pavimento.

Il lavoratore mentre conta i colli percorrendoli in sommità andando a ritroso (all'indietro) pone un piede nel vuoto non potendo vedere dietro di sé che i colli erano terminati (e così anche il piano su cui l'infortunato camminava). In conseguenza di ciò cade all'indietro sul pavimento fratturandosi due vertebre. E, tra le altre cose, si è appurato che l’infortunato “non era l'addetto al magazzino ma l'addetto alla conduzione dell'impianto termico”.

 

Il fattore causale riportato dalla scheda riguarda il “controllo improprio del materiale a magazzino”.

 

Il terzo caso riguarda un infortunio all’interno di un centro logistico per movimentazione da piazzale o da magazzino di merci sfuse, container e materiali vari.

Un lavoratore svolge mansioni di operatore generico e carrellista. Componente di una squadra composta di 4 operatori a terra più un carrellista, sta effettuando operazioni di svuotamento di alcuni container contenenti tronchi.

L’inconveniente che origina l’infortunio si verifica con le seguenti modalità: “inizialmente gli operatori hanno provveduto a sfilare singolarmente le due ‘virate’ (cataste) di tronchi presenti all’interno del container per rimuovere, successivamente, le reggette che li bloccavano, per procedere alla movimentazione dei singoli tronchi”. Per compiere questa operazione l’infortunato si sposta sul lato opposto della catasta di tronchi per poter prendere una cesoia a mano. Durante il tragitto a fianco della catasta uno di questi si muove dalla posizione originaria e cade al suolo andando a colpire ad una gamba l’operatore procurandogli la frattura del malleolo del piede sinistro. Dagli accertamenti effettuati “è emerso che alcune reggette si erano rotte nell’operazione di sfilo dal container anche a causa del contatto con l’altra ‘virata’ di tronchi immagazzinata nel contenitore”.

 

Questi i fattori causali riportati nella scheda:

 

La prevenzione degli infortuni nei depositi e nei magazzini

Per avere alcuni suggerimenti per la prevenzione generale degli infortuni in depositi e magazzini possiamo fare riferimento ad un documento prodotto da un Organismo Paritetico Provinciale e già presentato dal nostro giornale.

 

Nel documento “ Rischi in deposito”, a cura del Dott. Mauro Scartazza (Consulente Salute Sicurezza e Igiene degli Alimenti), si fa riferimento alle attività svolte dagli addetti che operano all’interno dei locali di deposito. Attività che “prevedono il ricevimento dei fornitori con lo scarico della merce, il controllo e smistamento dei prodotti, il deposito in attesa della vendita/spedizione nei locali adibiti a deposito/magazzino, il prelievo del materiale ed eventualmente la creazione dei pallet per le consegne”. Attività che prevedono dunque anche operazioni di carico e scarico con movimentazione manuale dei carichi e/o movimentazione con carrelli elevatori (o transpallet elettrici o manuali), secondo la tipologia e del peso dei prodotti imballati.

 

Il documento oltre a fornire varie prassi e disposizioni per ridurre i rischi degli operatori, a partire dall’utilizzo di idonei metodi di immagazzinamento, presenta alcune misure di prevenzione e procedure di lavoro:

 

Ricordiamo che il documento, che vi invitiamo a visionare integralmente, riporta informazioni anche su altri aspetti (formazione, DPI, sorveglianza sanitaria, …).

 

 

Tiziano Menduto

 

 

Sito web di INFOR.MO.: nell’articolo abbiamo presentato le schede numero 8035, 5666 e 1453 (archivio incidenti 2002/2015).

 


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