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ARTICOLO DI PUNTOSICURO

Anno 21 - numero 4382 di Venerdì 11 gennaio 2019

Forze di polizia: l’uso delle telecamere indossate

Ormai già da qualche tempo si sta studiando la possibilità di dotare le forze dell’ordine di telecamere indossate, che possono documentare eventi critici. Ecco le esperienze già maturate negli Stati Uniti.


Gli Stati Uniti ormai da molti anni utilizzano telecamere, indossate dalle forze dell’ordine, sia in servizi di ordine pubblico, sia in normali servizi di pattugliamento. Abbiamo tutti osservato più volte, durante servizi radiotelevisivi, le riprese effettuate dalle telecamere installate a bordo di autovetture e indossate dalla polizia. Anche in Italia ormai da qualche tempo si sta studiando questa possibilità, soprattutto a fronte di eventi critici, che sono difficilmente ricostruibile a posteriori, per mancanza di una documentazione oggettiva. In altri casi, i difensori della protezione dei dati personali ritengono che l’utilizzo allargato delle telecamere, in queste speciali configurazioni, potrebbe portare a violazione di dati personali dei soggetti ripresi.

Facciamo il punto della situazione negli Stati Uniti.

 

Nel dipartimento federale della giustizia, il nostro ministero della giustizia, esiste un ufficio per le statistiche, afferenti ad attività di giustizia. Questo ufficio pubblica statistiche sugli indici di criminalità, le vittime del crimine e le modalità di funzionamento del sistema civile e penale a livello federale, statale locale. È nel quadro di queste attività di documentazione statistica che è stato recentemente pubblicato un prezioso documento, che analizza le modalità di utilizzo ed i possibili problemi legati alle telecamere indossate dalle forze dell’ordine.

 

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Una prima tabella, decisamente interessante, mette in evidenza quali sono le ragioni per le quali le forze dell’ordine ritengono di dover utilizzare queste telecamere; eccone un elenco:

 

Poiché queste telecamere acquisiscono dati personali, un problema che si pone, anche in Europa, è legato al diritto di accesso a dati che riguardino uno specifico interessato. In altre parole, se un interessato ritiene che la sua immagine sia stata ripresa dalle telecamere indossate dalle forze dell’ordine, egli ha pieno diritto di accedere a queste immagini. Questo tema ha sollevato numerosi problemi, a suo tempo, per evitare un sovraccarico di lavoro in capo le forze dell’ordine.

L’esperienza maturata negli Stati Uniti dimostra che in realtà questo diritto di accesso, a fronte di richieste che non debbono essere motivate, è stato esercitato da pochissimi cittadini. Come regola generale, la gran parte delle forze di polizia ha dichiarato di non aver mai ricevuto una richiesta di accesso, mentre qualcheduno, ma siamo a livello di frazioni percentuali, ha dichiarato che si è verificato un occasionale evento di richiesta di accesso ai dati.

 

Infine, soprattutto per aiutare coloro che, in Italia, dovranno prendere decisioni su questo tema, può essere interessante evidenziare quali siano stati le difficoltà riscontrate dalle forze di polizia nell’utilizzare telecamere indossate.

 

Il problema maggiore, che è stato segnalato, riguarda le procedure di archiviazione delle immagini video, seguito da costi operativi più elevati di quanto era stato ipotizzato. Le difficoltà tecniche sono complessivamente modeste, mentre sembra non si sia ancora raggiunto un livello soddisfacente di sicurezza e affidabilità delle informazioni, che vengono raccolte sul registratore video.

 

Sono aspetti che bene che i nostri responsabili tengano presenti, quando dovranno attivarsi per allineare anche le forze di polizia italiane su una modalità operativa, all’estero ormai consolidata.

 

 

Segue documento federale (pdf)

 

Adalberto Biasiotti

 



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