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Storie di infortunio: Mi fido di te

Storie di infortunio: Mi fido di te
28/02/2017: La storia di un infortunio mortale accaduto ad un operaio seguito del distacco di un parapetto: come è avvenuto l’incidente e le cause.

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Il Centro regionale di Documentazione per la Promozione della Salute della Regione Piemonte ( Dors) raccoglie  storie d'infortunio rielaborate dagli operatori dei Servizi PreSAL delle ASL piemontesi a partire dalle inchieste di infortunio, con la convinzione che conoscere come e perché è accaduto sia una condizione indispensabile per proporre soluzioni efficaci per la prevenzione.

 

Questa storia, dal titolo “Mi fido di te” (A cura di Emilio Duminuco PSAL ATS Milano - Ex ASL MI 1), presenta un infortunio mortale  accaduto ad un operaio seguito del distacco di un parapetto

 

MI FIDO DI TE

 

Esito: un operaio muore cadendo dal secondo piano, all’interno del vano ascensore, ancora privo di cabina e di porte, a seguito del distacco del parapetto che sbarra l’aperture al piano.   

 

Dove è avvenuto: In un cantiere edile per la costruzione di un capannone e di una palazzina uffici. In particolare nel vano ascensore della palazzina uffici.

 

Descrizione infortunio: Alla fine della giornata lavorativa un operaio, dipendente di una ditta termoidraulica, che lavorava al secondo piano, doveva recuperare una prolunga elettrica, collegata al quadro elettrico del piano terra. Su indicazione del geometra di cantiere, il cavo era stato fatto passare attraverso il vano ascensore ancora privo di cabina. Mentre cercava di sciogliere la corda che legava il cavo ad una delle tavole del parapetto, questa si staccava facendo cadere l’operaio da un’altezza di circa 7 metri. Nella caduta subiva lesioni gravissime. Soccorso e condotto in ospedale, moriva durante l’intervento chirurgico.

 

Cosa si è appreso dall’inchiesta: I parapetti sulle aperture del primo e secondo piano erano stati realizzati, in un primo tempo, con delle assi di legno inchiodate alle pareti, sul davanti. Ad un certo punto i parapetti sono stati di ostacolo alla posa del rivestimento in carton-gesso delle pareti dei corridoi. I parapetti sono stati quindi rimossi dalla loro posizione e le tavole sono state inchiodate all’interno del vano ascensore. Si è accertato anche che i chiodi non erano neanche penetrati fino in fondo nel muro in cemento armato.

 

In tali condizioni le tavole non garantivano una adeguata resistenza alla spinta generata da un urto accidentale ma anche da un semplice appoggio del corpo di una persona. Infatti non appena il lavoratore vi si è appoggiato per slegare il cavo elettrico le tavole si sono schiodate e l’operaio è caduto giù.

 

Come prevenire

Il coordinatore per la progettazione e per l’esecuzione avrebbe dovuto prevedere la sequenza dei lavori, progettando un diverso modo di sbarrare il vano ascensore ai piani, anche attraverso la realizzazione di impalcati provvisori in corrispondenza di ogni piano.

Il geometra di cantiere avrebbe dovuto accertarsi che l’operaio incaricato avesse idonei sistemi di ancoraggio atti ad impedirne la caduta nel vuoto durante la rimozione e la posa dei nuovi parapetti e che tali lavori venissero realizzati con criterio e a regola d’arte.

L’operaio incaricato di realizzare i nuovi parapetti avrebbe dovuto usare una maggiore perizia e criterio nel realizzarli, segnalando al geometra le eventuali difficoltà o l’impossibilità di eseguire il lavoro perché, come è facilmente intuibile, egli stesso, durante tale realizzazione, sarebbe stato esposto al pericolo di caduta nel vuoto, non avendo sistemi e dispositivi di trattenuta adeguati.

 

Leggi la storia

 

 

Fonte: Dors

 



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Commenti:


Rispondi Autore: Massimiliano Carpene28/02/2017 (16:16:01)
Con il senno di poi siamo tutti super consulenti.
Nella sequenza delle responsabilità al primo posto metterei l'operaio che ha inchiodato le tavole all'interno del vano ascensore. Ma sappiamo come ragiona la magistratura in italia. Ancora un po' e i responsabili della sicurezza dovranno accompagnare gli operai al gabinetto e soffiargli il naso. Poi quando leggo i consigli / procedure mi viene sempre in mente la NASA e i lanci spaziali: super procedure e super controlli ma anche super costi. E' chiaro che il morto c'è stato, con tutto quello che segue, ma arrivare a prevedere / informare / addestrare / controllare fino a questi livelli richiede impegni = compensi degli addetti che il mercato non accetta. Poi chi campa di accrediti automatici dello stipendio sul conto corrente ti verrà a dire che dovevi rinunciare all'incarico.

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