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Caduta dall’alto: come utilizzare e verificare i dispositivi anticaduta

Caduta dall’alto: come utilizzare e verificare i dispositivi anticaduta
Redazione
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 DPI
11/07/2017: Informazioni sui dispositivi di protezione individuale per la protezione contro le cadute dall’alto. La scelta, verifica e utilizzo dei DPI anticaduta: focus su imbracature, connettori, ancoraggi mobili e arrotolatori.
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DPI di Terza Categoria per lavori in quota
Formazione specifica sui D.P.I. (D. Lgs. n.81, 9 aprile 2008, Art. 66 D.P.R. 177/2011)

 

Roma, 11 Lug – Come più volte sottolineato anche in “ Imparare dagli errori”, la rubrica dedicata al racconto e all’analisi degli infortuni, i dispositivi di protezione individuali per la protezione contro la caduta dall’alto, classificati in III categoria e destinati a proteggere l’utilizzatore da rischi di morte o comunque da danni alla salute irreversibili ( Regolamento 2016/425), devono essere scelti, verificati e utilizzati adeguatamente nei luoghi di lavoro in cui necessitano.

 

Per avere qualche informazione sulla scelta, la verifica e l’utilizzo dei DPI anticaduta possiamo fare riferimento al documento “ ImpresaSicura_DPI”, correlato al progetto multimediale Impresa Sicura - elaborato da EBER, EBAM, Regione Marche, Regione Emilia-Romagna e Inail - che è stato validato dalla Commissione Consultiva Permanente per la salute e la sicurezza come buona prassi nella seduta del 27 novembre 2013.

 

Dopo aver parlato in precedenti articoli delle varie tipologie di DPI di protezione contro la caduta dall’alto, ci soffermiamo sull’utilizzo e la verifica dei dispositivi anticaduta.

 

Il documento segnala innanzitutto che poiché “esistono in commercio vari modelli di DPI contro la caduta dall’alto”, la scelta “deve essere operata in relazione, alle caratteristiche dei luoghi di lavori e del lavoro che si deve svolgere, nonché dei rischi cui verranno esposti gli operatori nel corso della sua esecuzione”. E in particolare l’uso delle cinture di sicurezza “è regolato da numerose norme, così come quello degli accessori (cordini, moschettoni, dissipatori di energia, ecc.)”. E trattandosi di DPI di III categoria si ricorda “che i lavoratori che devono indossare le ‘cinture di sicurezza’ devono seguire uno specifico corso di addestramento finalizzato all’acquisizione delle tecniche di regolazione e di utilizzo”. E si indica che quando non sono date per uso personale, “con conseguente aumento del numero di regolazioni e modifica delle stesse, devono essere prese misure adeguate affinché ciò non crei problemi di sicurezza ai vari utilizzatori, come ad esempio una procedura di riconsegna per il controllo del DPI tra un utilizzo e il successivo”.

 

Alcuni aspetti rilevanti riguardo all’imbracatura e agli accessori:

- verifica: “prima di utilizzare l’imbracatura ed i suoi accessori, occorre verificare il loro stato di conservazione, con particolare riferimento alle cinghie, al filo delle cuciture, ai connettori, oltre all’integrità delle corde di aggancio e delle funi di trattenuta, ma anche che ci sia compatibilità con gli altri componenti del sistema d’arresto di cadute o del sistema di posizionamento sul lavoro”. E durante l’uso “andranno prese tutte le precauzioni per proteggerli dai pericoli collegati all’utilizzo (bruciature, tagli, intaccamento chimico, ecc.)”; 

- manutenzione e stoccaggio dell’imbracatura: “sono operazioni fondamentali per mantenere integri i componenti, e quindi per la sicurezza dell’utilizzatore. È importante pulire nastri, anelli e fibbie, lasciar asciugare e poi stoccare l’imbracatura come indicato dal produttore nella nota informativa”. 

E si sottolinea anche che deve essere posta molta attenzione “nella scelta dei punti di fissaggio che devono essere in grado di reggere lo strappo dovuto all’eventuale caduta. L’ancoraggio di questi sistemi dovrebbe essere sempre al di sopra della posizione dell’utilizzatore e sulle istruzioni dovrebbe essere indicato il punto di ancoraggio corretto ed anche la resistenza minima di ancoraggio”. 

 

In particolare riguardo alla verifica del DPI anticaduta si segnala che ciascun componente dell’ equipaggiamento anticaduta “deve essere mantenuto efficiente secondo le istruzioni fornite dal fabbricante”, dove viene “raccomandato di effettuare:

- un controllo dell’equipaggiamento prima del suo uso, al fine di assicurare che sia efficiente e che funzioni correttamente;

- un’ispezione periodica.

 

Nel documento si ricorda la norma UNI EN 365, “Dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall'alto - Requisiti generali per le istruzioni per l'uso, la manutenzione, l'ispezione periodica, la riparazione, la marcatura e l'imballaggio”, una norma che definisce ispezione periodica “l’atto di condurre periodicamente un’ispezione approfondita dei DPI o di altro equipaggiamento per verificare la presenza di difetti, per esempio da danno o da usura”.

Tale norma definisce persona competente all’ispezione periodica “la persona a conoscenza dei requisiti correnti di ispezione periodica, delle raccomandazioni e delle istruzioni emesse dal fabbricante applicabili al componente, al sottosistema o al sistema pertinente”. Questa persona dovrebbe:

- “essere in grado di identificare e valutare l’entità dei difetti;

- avviare l’azione correttiva da intraprendere;

- avere la capacità e le risorse per fare ciò”.

 

Rimandando alla lettura del documento, che si sofferma su altri aspetti della norma e che riporta molte immagini e disegni esplicativi, veniamo infine ad alcune indicazioni specifiche sull’uso corretto di alcuni componenti dei DPI anticaduta.  

 

Ad esempio per l’imbracatura:

- uso corretto: “indossare l’imbracatura sopra ogni indumento. Non coprirla ad esempio con un giaccone; effettuare regolazioni in modo da adattare l’imbracatura allo spessore degli indumenti indossati: la regolazione va fatta ogni volta che la si indossa; estrarre oggetti dalle tasche (chiavi, accendini ecc.) che potrebbero rimanere compressi tra l’imbracatura ed il corpo;

- rischi: ostacolo per i movimenti con conseguente affaticamento; inefficiente funzione di presa del corpo”.

 

Il documento si sofferma poi sui connettori:

- uso corretto: “i connettori devono lavorare sull’asse maggiore ed essere inseriti in supporti adeguati alle loro forme e dimensioni; in un sistema di arresto caduta a Y, il connettore del ramo eventualmente inutilizzato deve essere ricollegato all’altro connettore o collegato negli appositi anelli portamateriale; nella connessione fettuccia - connettore a gancio, ridurre l’asola il più possibile (es. strozzo triplo) qualora il connettore penzoli ribaltato verso il basso”;

- rischi: “eventuali leve generate dal lavoro sull’asse minore e/o dalla dimensione inadeguata del supporto, riducono la resistenza del connettore. Lo stesso effetto può essere causato da incisioni profonde oltre il millimetro sul corpo del connettore”.

 

Vengono riportate anche informazioni sugli ancoraggi mobili:

- uso corretto: “si consiglia di usare un anello di fettuccia cucita lunga 60 cm. Il fissaggio della fettuccia può essere eseguito con un nodo a strozzo semplice, doppio, triplo, in funzione delle caratteristiche del supporto e delle necessità”;

- errori: “lo strozzo non deve essere intercettato da un altro connettore. Vi è il rischio che il gancio inibisca il lavoro della fettuccia con conseguente scivolamento dell’ancoraggio”; un altro errore è la “scarsa attenzione al posizionamento della fettuccia, che entra in contatto con parti taglienti della struttura, con conseguente lesione repentina”.

 

Concludiamo con alcune indicazioni relative agli arrotolatori:

- uso corretto: “l’arrotolatore deve essere certificato anche per l’uso orizzontale; è consigliabile montare due fermapiedi anche sul lato interno dove è appoggiato, per evitare che cada arrestando lo svolgimento del cavo”;

- errori: “usare arrotolatori non idonei; agganciare l’arrotolatore in alto”;

- rischi: “caduta non protetta; esclusione del dissipatore; aumento della forza d’arresto; possibili incastri durante la caduta”.

 

 

Il sito “ Impresa Sicura”: l’accesso via internet è gratuito e avviene tramite registrazione al sito.

 

Commissione Consultiva Permanente per la salute e sicurezza sul lavoro - Buone Prassi -Documento approvato nella seduta del 27 novembre 2013 – Impresa Sicura

 

 

RTM



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