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Quale futuro per la prevenzione?

Quale futuro per la prevenzione?
 
 Campagne di prevenzione
15/02/2017: Una schematizzazione estrema degli aspetti principali del sistema della prevenzione.
Ospitiamo un contributo del Dr. Valentino Patussi, Direttore del Dipartimento di Prevenzione Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste.

 

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Una politica della prevenzione nel progetto dei Sistemi Sanitari Regionali

L’organizzazione del sistema della prevenzione non può prescindere da un percorso di confronto con le professionalità presenti nelle aziende sanitarie ed i portatori di interesse tra la popolazione. Tale confronto appare molto importante, poiché la conoscenza della realtà, delle problematiche esistenti e la proposizione di linee di miglioramento non possono non basarsi su chi opera quotidianamente nel sistema sanitario, e spetta alla politica mettere poi a confronto questa conoscenza con le istanze del territorio per giungere alla corretta pianificazione, in funzione anche degli indirizzi derivanti dalla pianificazione a livello nazionale. Molto spesso purtroppo le "riforme sanitarie" si sono basate su un limitatissimo numero di esperti, talvolta neppure conosciuti dagli operatori e dirigenti delle Aziende Sanitarie, spesso neppure operanti nelle specifiche aree su cui hanno definito regole, e se ciò può essere plausibile in una logica nazionale, ove necessariamente il confronto può basarsi soltanto su di un gruppo tecnico di altissimo livello, ma ristretto (ricordo comunque come importante eccezione le consultazioni dell'On. Smuraglia, che rappresentavano un riferimento culturale importantissimo per la prevenzione), a livello locale la "costruzione" di un sistema deve partire dal coinvolgimento dei soggetti che dovranno "costruire" la sanità futura... a Km 0.

 

Questa nota non vuole rappresentare in alcun modo una proposta compiuta, alla quale peraltro hanno contribuito in questi mesi molti referenti della prevenzione delle Aziende sanitarie della Regione Friuli Venezia Giulia (tra cui lo stesso coordinamento dei Direttori dei Dipartimenti di Prevenzione), ma semplicemente una riflessione sul cambiamento del contesto in cui ci troviamo ad operare e sugli argomenti che necessitano di essere rivalutati in funzione del cambiamento del contesto socio-economico e culturale in atto.

 

Quale futuro quindi per la prevenzione?

Partiamo da una schematizzazione estrema, gli aspetti principali del sistema della prevenzione potrebbero essere riassunti nei seguenti tre punti:

1. la prevenzione "istituzionale", quella derivante dai principi costituzionali, ma relativa al "sistema organizzativo";

2. la prevenzione di fronte all'evoluzione tecnologica, alle nuove situazioni di rischio anche in funzione della diversa organizzazione del lavoro e del mercato globale;

3. la prevenzione "globale" di fronte ai mutamenti della società, della cultura.

 

Continua la lettura del documento (formato pdf)

 

 

 

Schema riassuntivo

 

1. la prevenzione "istituzionale", quella derivante dai principi costituzionali, ma relativa al "sistema organizzativo"

 

L'attuale distribuzione territoriale dei Dipartimenti appare adeguata, anche se potrebbero essere valutate distribuzioni ed organizzazioni parzialmente diverse per area o situazioni omogenee

 

2. la prevenzione di fronte all'evoluzione tecnologica, alle nuove situazioni di rischio anche in funzione della diversa organizzazione del lavoro e del mercato globale

 

Allo stato attuale la risposta che il Sistema Sanitario dà a queste problematiche spesso è inadeguata, o si basa su pura formalità senza affrontare correttamente i problemi.

Opportuno costituire nuclei ad alta specializzazione che possano agire su aree regionali diverse, anche ricorrendo di volta in volta a risorse aggiuntive per specifiche situazioni estremamente complesse (situazioni eccezionali)

3. la prevenzione "globale" di fronte ai mutamenti della società, della cultura

 

adeguare l'attività di promozione della salute a fronte del mutamento della società, della cultura del cittadino e del modificarsi della catena dell'informazione.

Adottare una politica a fortissima componente di rete tra le diverse istituzioni, con attribuzione di responsabilità a tutte.

Utilizzo di mezzi di comunicazione a livello sovra aziendale utilizzando i canali di informazione che possono incidere sulla percezione di tutte le fasce di popolazione (anche televisione, WEB)

 

Altri aspetti

Il mondo del lavoro, dell'impresa, i lavoratori ed i cittadini chiedono un sistema di regole chiare, anche se severe, che diano loro certezza nell'operare, che siano correttamente proporzionate alle azioni, che possano essere percepite non come un sistema vessatorio

 

Necessità di semplificazione e trasparenza.

Necessità di assistenza. Individuazione di strumenti/

strutture di riferimento per le imprese, con una collaborazione diretta con gli organismi paritetici o supplendo agli stessi ove non presenti. Azione concordata con le Organizzazioni di categoria

Raccordo funzionale

Dipartimento di Prevenzione - Distretto

Implementare strumenti di coordinamento (es. UCAD) tra le strutture e definire obiettivi trasversali.

Sviluppare la cooperazione nella progettazione ed attuazione di programmi comuni a forte integrazione orizzontale tra comparto sanitario, sociale e le rappresentanze degli Enti locali e delle Associazioni

 

Quanto tracciato, si deve basare su:

- reale conoscenza del territorio, discussione sulle sue specificità

- analisi delle risorse necessarie alla prevenzione nelle diverse aree

- analisi delle reti necessarie e delle strutture/azioni possibili su scala diffusa o regionale

- investimenti a sostegno della progettualità multiprofessionale e multidisciplinare

 

 


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