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La gestione delle emergenze, la formazione e i simulatori

La gestione delle emergenze, la formazione e i simulatori
11/05/2018: Quali sono le emergenze naturali di cui è necessario tener conto? Quali strumenti e simulatori utilizzare per migliorare formazione e esercitazioni? Ne parliamo con l’Ing. Francesco Mingolla dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Taranto.
 

Rimini, 11 Mag – In un mondo in continua evoluzione, anche climatica, le emergenze relative ai rischi naturali non sono solo correlate agli eventi tellurici, ma anche a fenomeni come alluvioni, frane, trombe d’aria, maremoti, … Ma non sempre di questi rischi si tiene conto all’interno dei corsi di formazione o durante le esercitazioni. E le stesse esercitazioni sono troppo spesso vissute come un fastidioso obbligo, quando non come un momento ludico.


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Di quali emergenze dobbiamo oggi tenere conto in materia di safety e security? Quale sarebbe il giusto approccio da adottare per le esercitazioni? Come viverle in modo che possano essere davvero utili?

 

Un nuovo modo di concepire le emergenze e le esercitazioni

Di questi temi ha parlato Francesco Mingolla – Consigliere, Responsabile Commissione Sicurezza, Ordine degli Ingegneri della Provincia di Taranto – nell’incontro “Corretto approccio per esercitazioni di emergenza – problemi e soluzioni” da lui tenuto durante la prima edizione del “Richmond HSE Forum” (Rimini, 8/9 marzo 2018).

 

Un incontro in cui si è parlato dei metodi e degli strumenti per esercitazioni efficaci nella gestione delle emergenze, della simulazione preventiva nella formazione, delle emergenze relative a terremoti, alluvioni, maremoti, rischi industriali. Il tutto cercando di coniugare l’attività tecnica e il rispetto degli adempimenti normativi con la divulgazione della cultura della salute e della sicurezza anche attraverso soluzioni non convenzionali.

 

In relazione alla rilevanza del tema trattato, come PuntoSicuro abbiamo posto a Francesco Mingolla, durante il Forum HSE, alcune domande per tentare di portare ai nostri lettori utili suggerimenti per migliorare e rendere più efficace, nelle aziende e in tutti i luoghi di lavoro, la gestione delle emergenze.

 

Quali sono le emergenze naturali di cui è necessario tener conto oggi? Quali strumenti e simulatori si possono utilizzare per migliorare la formazione e le esercitazioni? Come coinvolgere gli addetti alle emergenze? Quali sono oggi i problemi delle esercitazioni svolte in azienda?

 

L’intervista a Francesco Mingolla

Come sempre diamo ai nostri lettori la possibilità di ascoltare integralmente l’intervista e/o di leggerne una breve e parziale trascrizione.

 

 

 

 

Quando si parla di emergenza naturale si pensa troppo spesso solamente al fenomeno sismico, al terremoto. Ma immagino ci siano anche altre emergenze di cui tener conto…

 

Francesco Mingolla: “Prevenire alle emergenze ha una importanza ed è una priorità che tutte le aziende devono avere, e non soltanto le aziende.

Questo è il tema di cui oggi abbiamo parlato all’interno di questa conferenza, di questo speech di Richmond Italia. In particolar su come prevedere non soltanto l'evacuazione da terremoto, ma anche cosa fare in caso di alluvione in cui, ad esempio, non si esce, ma si sale. Cosa fare in caso di tromba d'aria o maremoto.

Sembrano situazioni lontane da noi ma molte zone dell'Italia - a nord, sud, est e ovest, a seconda dell’esposizione – sono state già soggette e colpite da determinati eventi.

Oggi il clima cambia e diventa sempre più tropicale e quindi le bombe d'acqua, e le alluvioni, lo scasso deflusso delle acque all'interno dei centri abitati, nelle zone dove richiedono le aziende, colpiscono tutti, aziende piccole, medie e grandi.

Quindi è fondamentale adeguarsi prima, prevenendo quella che può essere l'evacuazione per avere comportamenti corretti.

 

E l’emergenza poi non è soltanto quella data dagli eventi metereologici e dagli eventi naturali, ma anche quella legata all'attività lavorativa. Cosa fare se un uomo è in sospensione? Se un uomo cade da un ponteggio? (…). E ci sono anche altre attività rilevanti [per la gestione delle emergenze] come gli ambienti confinati…(…)

 

È importante capire se si può fare emergenza e, se sì, chi la può fare, che preparazione deve avere, non tanto per diventare soccorritori specializzati (…) ma per comprendere e sensibilizzare alle emergenze. E quindi sensibilizzare ad una maggiore prevenzione di esposizione ad un rischio, come potrebbe essere un ambiente chimico dove la sostanza non si vede (…). È necessario ampliare la cultura della sicurezza… (…)”

 

Nel suo incontro ha anche fatto provare dei simulatori che permettono di mettere le persone nelle condizioni dell'emergenza…

 

Francesco Mingolla: “Sì, ad esempio per l’alcoldipendenza, per l’esposizione a tossine, che hanno stesso effetto grossomodo, oggi esistono dei simulatori visivi, degli occhiali da indossare, che permettono di distorcere la vista e dare quella sensazione che si ha bevendo. Però quando beviamo l'alcol fa anche un altro effetto. Ci seda, quindi abbiamo questo senso di sicurezza, aumenta il self-confidence e quindi ci sentiamo in over-confidence (…).

Utilizzare questi occhiali in modo cosciente ci fa perdere l’orientamento, l’equilibrio, non riusciamo a lanciare/prendere una pallina, a mettere un piede su una determinata mattonella. A chiunque li ha utilizzati, i simulatori hanno reso efficaci, evidenti questi eventi. (…)”

 

 

Articolo e intervista a cura di Tiziano Menduto



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