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Imparare dagli errori: l’insicurezza sul lavoro degli apprendisti

Imparare dagli errori: l’insicurezza sul lavoro degli apprendisti
15/06/2017: Esempi di infortuni professionali nel lavoro degli apprendisti. Infortuni nella piegatura di lamierini in acciaio e in attività correlate all’uso di carrelli elevatori. Le dinamiche degli infortuni, i fattori causali e l’importanza dell’apprendistato.
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Brescia, 15 Giu – Ormai molti dati relativi a ricerche e studi sugli infortuni nel mondo del lavoro mettono in rilievo come i giovani lavoratori e gli apprendisti riportino infortuni con una frequenza decisamente superiore rispetto ai colleghi più anziani.

 

Per questo motivo continuiamo il nostro viaggio, attraverso la rubrica “Imparare dagli errori”, dedicata al racconto e all’analisi degli infortuni lavorativi, per raccontare gli infortuni che avvengono nel mondo dell’apprendistato.

  

I casi presentati sono tratti, come sempre, dalle schede di INFOR.MO., strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi

 

I casi

Il primo caso riguarda un infortunio avvenuto ad un apprendista nella piegatura di lamierini in acciaio.

Un lavoratore apprendista opera ad una calandra a due rulli per effettuare la piegatura di lamierini in acciaio inox destinati alla fabbricazione di canne fumarie. La macchina è stata predisposta da un lavoratore più anziano (il tutore) che ha impostato le regolazioni della macchina in modo tale che il ragazzo debba esclusivamente introdurre manualmente il lamierino e tramite pedale dare il consenso alla piegatura del lamierino.

Per fare questo il ragazzo tiene con le mani i lembi del lamierino posti verso di sé, rimanendo ad una certa distanza dai rulli che risultano sprovvisti di protezione. Un lamierino dopo la piegatura risulta difettoso e pertanto il collega 'anziano' lo restituisce all'infortunato dicendogli di 'ricalandrarlo' (il pezzo avrebbe dovuto invece essere eliminato come scarto).

In questa operazione essendo il pezzo parzialmente sagomato le mani del ragazzo si avvicinano pericolosamente ai rulli e restano imprigionate dagli stessi.

Il collega provvede a liberargli le mani che hanno subito gravissime lesioni: trauma da schiacciamento mani bilaterali con scuoiamento ed amputazione di parti ossee.

 

Questi i fattori causali individuati:

- “ordine di rifare un lavoro inutile”;

- “assenza di protezione contro l'afferramento delle mani tra i rulli”.

 

Il secondo caso riguarda un infortunio in relazione all’uso di un carrello elevatore.

L'operaio apprendista, contattato dal preposto/tutor, deve vuotare delle scatole di cartone piene di sfridi di lavorazione che sono posizionate alla fine di ogni linea di lavorazione.

Il tutor alla guida di un muletto, si avvicina alla prima scatola di cartone, abbassa le forche del carrello e l'operaio solleva leggermente la scatola per permettere l'aggancio delle forche. Effettuata questa operazione, sale anch'egli sulle forche del carrello e in questa posizione viene trasferito fino all'esterno del capannone, ove è presente un cassone metallico per la raccolta degli sfridi, alto circa 2,30 metri.

Il preposto/tutor avvicina il muletto al cassone e quando è in posizione solleva le forche con sopra la scatola di cartone e l'operaio. Arrivati all'altezza di esercizio l'operaio sulle forche mentre cerca di rovesciare la scatola di cartone all'interno del cassone metallico per scaricarne all'interno il suo contenuto, perde l'equilibrio, cade a terra da una altezza di oltre due metri e riporta fratture in sedi multiple del corpo.

 

Questi i fattori causali individuati:

 

- l’infortunato “saliva sul carrello elevatore e mentre si faceva trasportare sulle forche perdeva l'equilibrio”;

- “il conducente del carrello elevatore, tutor dell'infortunato, lo trasportava sulle forche e lo sollevava con le stesse fino all'altezza di esercizio di circa due metri”.

 

I dati e la prevenzione

Gli apprendisti si infortunano più spesso degli altri lavoratori. Infatti un giovane su tre ha un incidente sul lavoro durante l’apprendistato ed è quindi estremamente importante “prevenire l’insorgere ed il proliferare di questa piaga che, purtroppo, potrebbe incombere, come una silenziosa spada di Damocle”.

A ricordarlo è un documento dell’Inail dal titolo “ Giovani, formazione e lavoro - Le tue opportunità, la tua sicurezza”.

 

Nel documento, rivolto direttamente ai giovani, si ricorda che “il rischio di farsi male è maggiore per chi non ha esperienza, per chi è alle prese con un nuovo mestiere e per chi lavora in una nuova impresa”. Le insidie alla salute di un giovane lavoratore, nell’approccio con una nuova realtà lavorativa, “potrebbero essere costituite dall’immaturità, ad esempio, dal punto di vista sia fisico sia psicologico, dalla mancanza di competenze e conoscenze, dalla mancata conoscenza della normativa di sicurezza”, dei diritti e delle responsabilità, dalla non attitudine a confrontarsi con altri lavoratori. In questo senso è importante il “coinvolgimento di saggi anziani nell’affiancamento di giovani esuberanti, attraverso tutorship e mentoring” per aiutarli a trovare un significato motivazionale profondo nel lavoro, in quanto la prima buona pratica alla quale aspirare è proprio “l’intelligenza coraggiosa di affrontare la questione salute sul lavoro”. Tuttavia nelle aziende “spesso accade che i datori di lavoro sottovalutino questa vulnerabilità e non forniscano la formazione, la supervisione e la salvaguardia necessaria”.

A questo proposito il documento, rivolto direttamente ai giovani, sottolinea alcuni punti:

- “hai il diritto di lavorare in modo sicuro e sano, di fare domande se qualcosa non ti è chiaro e di rifiutarti di svolgere eventuali attività pericolose;

- qual è dunque la prima e fondamentale disposizione d’animo che devi avere? Sicuramente è quella dell’ascolto. Devi ascoltare attentamente le istruzioni che ricevi, è poi importante che tu possa ‘trovare’ il tuo ritmo di lavoro perché l’infortunio avviene proprio quando si fanno le cose troppo in fretta;

- non devi dimenticare “che la consapevolezza dei tuoi diritti e dei rischi che devi affrontare è molto importante: un giovane lavoratore deve aspettare di essere adeguatamente istruito prima di tuffarsi in qualsiasi attività lavorativa”.

 

Abbiamo tuttavia visto, con i casi presentati, che purtroppo non sempre i tutori, i lavoratori più anziani hanno consapevolezza dei rischi lavorativi.

 

A questo proposito riprendiamo alcune indicazioni generali sull’uso dei carrelli elevatori tratte da “ Movimentazione merci pericolose. Carico, scarico, facchinaggio di merci e materiali. Manuale sulla sicurezza destinato agli addetti al carico, scarico, facchinaggio di merci e materiali pericolosi”, pubblicazione realizzata dalla Direzione Centrale Prevenzione dell’Inail in collaborazione con Parsifal Srl:

- per evitare cadute salire e scendere dal carrello “utilizzando i gradini e le maniglie appositamente installate”;

- “prima di partire, occorre regolare la posizione del sedile e degli specchi retrovisori e, non ultimo, allacciarsi le cinture di sicurezza, come se stessimo guidando un’automobile. Durante la guida, non si deve sporgere nessuna parte del corpo al di fuori della sagoma del carrello;

- è vietato il trasporto di altre persone, fatto salvo che il carrello sia dotato di un apposito spazio per il passeggero;

- la velocità deve essere adeguata alle condizioni ambientali, del traffico e del fondo stradale, e bisogna comunque procedere a velocità moderata, a carrello carico;

- durante gli spostamenti, è necessario prestare particolare attenzione a macchinari, strutture o quant’altro contorni il percorso su cui si accinge a transitare e, soprattutto, all’eventuale presenza di persone o mezzi; in prossimità di curve brusche, strettoie, incroci, portoni, ecc., occorre segnalare la presenza con l’avvisatore acustico (clacson);

- se la pavimentazione è bagnata, occorre ridurre la velocità e, in presenza di macchie di olio o sostanze scivolose, bisogna evitare di passare e attivarsi per eliminarle;

- durante il trasporto, il carico va mantenuto il più basso possibile, compatibilmente con l’andamento del fondo stradale;

- in caso di presenza di dossi o cunette pronunciati, occorre accertarsi che l’altezza minima da terra del carrello permetta di superarli;

- il carrello elevatore non deve essere utilizzato per spingere, né tantomeno per sollevare persone con mezzi di fortuna; è possibile, per operazioni saltuarie di manutenzione, sollevare persone utilizzando apposite attrezzature (gabbie) marcate CE;

- in caso di rampe di carico, per evitare la caduta dei carrelli, si useranno cunei fermaruote per garantire che i mezzi da caricare restino nella corretta posizione;

- l’ingresso di carrelli a trazione endotermica all’interno dei magazzini è consentito solo se vengono garantiti sufficienti ricambi d’aria; in alternativa, occorre utilizzare carrelli elettrici o altri sistemi di movimentazione”.

 

 

Sito web di INFOR.MO.: abbiamo presentato le schede numero 5515 e 2213 (archivio incidenti 2002/2015).

 

 

Tiziano Menduto



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