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Un’improvvisa perdita nel mondo della sicurezza sul lavoro

Rocco Vitale
 Rocco Vitale
 Approfondimento
29/04/2014: Il 26 aprile è morto improvvisamente Rino Pavanello, segretario dell'Associazione Ambiente e Lavoro e presidente della Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione. Il suo impegno, la sua passione e le sue attività. Di Rocco Vitale.
 
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Brescia, 29 Apr – Increduli e commossi, senza parole, abbiamo perso Rino Pavanello. Perdita di un amico col quale abbiamo fatto tanta strada assieme.
 
Chi lo ha conosciuto e ha lavorato con lui ne apprezzava il rigore, talvolta maniacale, del rispetto della forma, delle leggi e delle procedure. Era l'anima ed il motore dell' Associazione Ambiente e Lavoro che perde il suo Segretario ed anche noi lo perdiamo come Presidente della CIIP, la  Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione, cui aveva dedicato tempo e passione. Fino all'ultimo si era impegnato e prodigato nell'organizzare il  Workers Memorial Day 2014 del 28 aprile a Milano con una visione rivolta al prossimo impegno dell'EXPO 2015. Nell'ultima riunione aveva messo all'ordine del giorno le iniziative per l'anno 2015.

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Era orgoglioso degli attestati di stima e riconoscimenti e patrocini conseguiti a nome della CIIP. Ci aggiornava quotidianamente, anche due o tre volte al giorno, con le sue mail scritte con righe a colori e caratteri grandi e piccoli, segnando l'importanza che attribuiva alle parole, alle sigle, ai concetti. E, poi, cambiava di continuo le copertine, i titoli, le sigle, i colori testimoniando un lavoro costante, frenetico, teso al massimo impegno.
In questo era, forse, un accentratore che però voleva condividere, spiegare, far capire e condividere il lavoro che faceva anche per noi.
 
Il suo impegno inizia con le tematiche ambientali con la tragedia dell'ICMESA di Seveso. Fu attore della prima stesura del Decreto Legislativo 626 del 1994 per essere poi sia testimone sia artefice di tante discussioni, modifiche, integrazioni, proposte su tutte le leggi e gli Accordi Stato Regioni.
Era stato componente del Consiglio di Amministrazione dell'INAIL e fu determinante nella costituzione della Direzione Centrale della Prevenzione dell'Istituto.
 
Lavorava sempre, le sue mail mi arrivavano sempre dopo la mezzanotte ed al mattino gli rispondevo: era in continua effervescenza. Faceva, disfaceva, rifaceva, ti chiedeva commenti ed integrazioni e poi rivedeva tutto.
 
Alle audizioni della Commissione Parlamentare sulle morti bianche non andava mai da solo ma chiamava sempre i Presidenti delle associazioni della CIIP e, personalmente, mi faceva sempre parlare sui temi della formazione.
Era un formatore che si è fatto da sé, autodidatta, con tante e tante ore di insegnamento in aula a fianco di esperti e noti colleghi formatori dai quali ascoltava ed acquisiva ma, poi, aveva sempre tanta voglia di dire, raccontare, spiegare, illustrare.
 
Periodicamente, prima delle scelte importanti, mi chiamava per illustrare e condividere programmi e progetti. In un piccolo ufficio occupato da due minuscole scrivanie scriveva e raccoglieva notizie ed informazioni. Era immediato e fulmineo.
Tra i tanti episodi ricorderò quando fece una telefonata alla Presidenza del Consiglio e gli risposero che le notizie che richiedeva potevano essere inoltrate solo ai giornalisti. Mi chiese subito il numero della mia tessera e comunicando a mio nome diede il suo fax per ricevere il documento ufficiale che arrivò pochi minuti dopo.
Ma, Rino, era una persona semplice con una vita normale, che toglieva tempo alla famiglia, per dedicarsi ai temi ed alle persone per la loro sicurezza sul lavoro.
 
Per anni il suo impegno sociale è stato nella Fondazione Radaelli, casa di riposo per anziani, dove seguiva alcuni casi di persone in difficoltà.
Ricordo le telefonate ed i racconti di quando sua figlia aspettava un bambino e di come diventò nonno. Poi, sapendo che andavo in vacanza in una nota località dove si raccoglievano funghi mi rivelò come, ogni anno organizzava un convegno vicino a Borgotaro in modo che il giorno successivo - con tanto di permesso, ci teneva a precisare - andava a raccogliere porcini.
 
Questo è il Rino Pavanello che ho conosciuto e che non potrò mai dimenticare a livello professionale ed a livello umano come amico.
Oggi, a Roma, è stato beatificato Giovanni Paolo II e Rino, da laico, aveva appeso alle pareti del suo piccolo ufficio due fotografie che lo ritraevano, negli anni giovanili, una con Sandro Pertini ed una con Papa Wojtyla.
Adesso se ne è andato con loro per sempre.
 
 
Rocco Vitale, Presidente di AiFOS
 
 

Il direttore di PuntoSicuro, Luigi Matteo Meroni, e tutta la redazione condividono la commozione di Rocco Vitale ed esprimono le più sentite condoglianze per la scomparsa prematura del collega Rino Pavanello.
 

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