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Novita' nella valutazione dei rischi biomeccanici

19/05/2009: La prevenzione dei rischi in attività lavorative con movimenti ripetitivi a carico degli arti superiori. Le informazioni sui progressi dell’Analisi del Movimento e l’analisi dello standard ISO 11228-3 segnalato nel D.Lgs. 81/2008.
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Sul supplemento del numero di Luglio/Settembre 2008 del Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia sono presenti una serie di interventi che possono essere di utilità per i nostri lettori, in relazione ai rischi, patologie e prevenzione nelle attività lavorative comportanti movimenti ripetitivi a carico degli arti superiori.
 

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In un precedente articolo abbiamo presentato il documento “Esperienze di applicazione della valutazione del rischio dalle Linee Guida SIMLII sul rischio biomeccanico per l’arto superiore”,  in cui si opera una valutazione dei risultati dell’applicazione delle linee guida presentando i dati della loro applicazione in circa 300 postazioni di lavoro.
 
Continuiamo a parlare di rischi da sovraccarico biomeccanico per l’arto superiore (UEWMSDs) con altri interventi sul tema.
 
Nell’intervento “Attività lavorative comportanti movimenti ripetitivi a carico degli arti superiori: confronto di diversi metodi di valutazione del rischio”, scritto da E. Occhipinti (UOOML-CEMOC - Fondazione IRCCS Policlinico MaRe), si ricorda che il problema di una adeguata scelta dei metodi di valutazione è ancora di piena attualità anche in relazione alle nuove normative e al recente inserimento delle patologie muscoloscheletriche nella nuova tabella delle malattie professionali indennizzabili.
 
Il presente intervento “assume il punto di vista ed intende illustrare e discutere lo scopo, i criteri ed i contenuti di un recente standard ISO (ISO 11228-3: Movimentazione di carichi leggeri ad alta frequenza) dedicato alla materia”.
In questo standard infatti “diversi principali metodi proposti in letteratura sono stati esaminati alla luce di un modello generale di riferimento, sono stati classificati come metodi di primo livello o di analisi dettagliata e sono stati suggeriti (con le relative raccomandazioni) all’interno di un percorso a steps successivi che parte dall’identificazione del rischio, passa per la sua stima semplificata (metodi di primo livello) nonché, se necessario, ad una valutazione più dettagliata, per approdare poi conseguentemente ad azioni di riduzione del rischio”.
Il documento ha dunque la finalità di fornire un ulteriore strumento di orientamento per operare quelle valutazioni di rischio di sovraccarico biomeccanico degli arti superiori richieste dal Decreto legislativo 81/2008, ricordando inoltre che tale standard “è, assieme ad altri, specificamente menzionato nell’Allegato XXXIII (relativo alla movimentazione dei carichi)” del decreto.
 
L’autore, dopo aver affrontato l’analisi dello standard ISO 11228-3 (metodi considerati, identificazione del rischio, metodi semplificati, metodi dettagliati, limiti e sviluppi, …), ricorda che se il D.Lgs. 81/2008 “non entra direttamente nel merito dei metodi e criteri specifici di tale valutazione (si aspetta, se mai verrà, una apposita direttiva, o altro documento di indirizzo, da parte della UE, come più volte annunciato e mai concretizzato)”, disponiamo comunque di strumenti e metodi sufficientemente validi per valutare i rischi e mettere in atto le conseguenti azioni.
E dunque per chi si occupa di prevenzione sul campo non è ormai più possibile sfuggire alla gestione del rischio correlato a movimenti e sforzi ripetuti degli arti superiori, “dato che si dispone di tutto quanto è allo scopo necessario e dato che i correlati effetti di salute (UL WMSDs) rappresentano nel nostro Paese, e sempre più rappresenteranno nel prossimo futuro, una quota assolutamente rilevante delle malattie professionali denunciate ed indennizzate”.
 
Nell’intervento “Approcci innovativi per la valutazione del rischio da movimenti ripetuti dell’arto superiore”, scritto da F. Draicchio, A. Silvetti, A. Ranavolo, S. Iavicoli (ISPESL, Dipartimento di Medicina del Lavoro - Laboratorio di Fisiologia, Ergonomia, Postura e Movimento), si testimoniano i progressi che l’Analisi del Movimento ha compiuto dal punto di vista tecnico in questi anni. Progressi che, dopo un ampio utilizzo in ambito neurologico, ortopedico, riabilitativo e delle scienze motorie, possono tornare utili anche in Medicina del Lavoro.
Infatti “lo studio del programma motorio che gestisce l’esecuzione del compito lavorativo, può condurre a risultati utili ai progettisti al fine di ottimizzare la funzionalità del compito stesso, di minimizzare il rischio biomeccanico e di riprogettare le postazioni nella fase di reinserimento post infortunio”.
In particolare nell’intervento in oggetto si mostra l’utilizzo di questi sistemi innovativi per investigare la coordinazione gomito-spalla-tronco in movimenti ripetuti dell’arto superiore.
La conclusione è che tale approccio può essere utile:
- “nei soggetti normali per adottare corrette strategie motorie che prevengano posture incongrue, tensioni muscolari e dolore”;
- nei soggetti patologici “per la valutazione delle funzioni residue dell’arto superiore e nella individuazione delle strategie di compenso adottate (riprogettazione e reinserimento post infortunio)”.
 
Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia, VOLUME XXX - N. 3/Suppl., luglio-settembre 2008, “Attività lavorative comportanti movimenti ripetitivi a carico degli arti superiori: confronto di diversi metodi di valutazione del rischio”, scritto da E. Occhipinti, UOOML-CEMOC - Fondazione IRCCS Policlinico MaRe (formato PDF, 254 kB).
 
 
Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia, VOLUME XXX - N. 3/Suppl., luglio-settembre 2008, “Approcci innovativi per la valutazione del rischio da movimenti ripetuti dell’arto superiore”, scritto da F. Draicchio, A. Silvetti, A. Ranavolo, S. Iavicoli - ISPESL, Dipartimento di Medicina del Lavoro - Laboratorio di Fisiologia, Ergonomia, Postura e Movimento (formato PDF, 141 kB).



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Rispondi Autore: ledda gavino luigi - likes: 0
15/03/2019 (11:38:31)
ho 58 anni mi obligano sul posto di lavoro a movimentare 50 pani di gomma da kg 30 in 8 0re solevarle e mettere su un nastro trasportatore possono continuare a obligarmi a farlo ?

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