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10 maggio 2017 - Cat: PUBBLIREDAZIONALE
  

I 3 errori più frequenti nella Formazione alla Sicurezza


Analisi e strategie pratiche per formare efficacemente i lavoratori e coinvolgere l’aula.

Qual è stata l’ultima volta che hai partecipato a una conferenza o a un seminario di formazione tecnica? A me è capitato qualche giorno fa in occasione di una conferenza su web e tecnologie digitali a cui sono stato invitato.

Nonostante l’argomento fosse piuttosto interessante per un ragazzo della mia età ho passato ore intere in uno stato di sonnolenza e torpore degne del peggior film cecoslovacco (per dirla alla Fantozzi).

Cercando di dare comunque un senso a quell’esperienza ho capito il profondo apprendimento che mi sarei potuto portare via da quella giornata: la profonda differenza tra sapere e saper trasmettere.

Nonostante i relatori fossero indubbiamente preparati nel loro settore, avendo peraltro anni di esperienza sulle spalle, faticavano tremendamente nel condividere il proprio know-how con la platea. Fare formazione, indipendentemente dall’oggetto del seminario, è un’attività che richiede specifiche competenze professionali. Infatti, quando vogliamo comunicare qualcosa agli altri non è solo il contenuto del messaggio ad avere importanza ma soprattutto il modo in cui comunichiamo questo contenuto.

Mi batto da anni contro i burocrati che vorrebbero circoscrivere la Sicurezza sul Lavoro alla sola conoscenza tecnica e all’aggiornamento normativo, trascurando best practice connesse alla comunicazione efficace, al cambiamento dei comportamenti e alla motivazione umana.

Il mio punto di vista è questo:

 

Se non viene condivisa, la conoscenza è inutile

 

Per dirla in altre parole sapere tutto non ci aiuterà a proteggere la vita delle persone.

Proprio per questo motivo con la mia azienda abbiamo creato dei corsi specifici per allenare la capacità di trasmettere la propria conoscenza. Prima di parlartene però voglio condividere con te quelli che ritengo essere i 3 errori più frequenti nella Formazione alla Sicurezza.

  

  1.  Le slide hanno troppo testo


Il nostro cervello ama la semplicità. Tra gli errori più comuni nella Formazione al Safety c’è senza dubbio la creazione di Slide “inzeppate” di testo.

Ridurre la quantità di informazioni permette al nostro cervello di fissare al meglio i contenuti e focalizzare le cose importanti.

Altro aspetto essenziale per creare Slide di qualità è aggiungere immagini che stimolino l’emisfero creativo e attivino l’attenzione.

 

  1. Il formatore resta fermo immobile

 

Anche questo è un errore piuttosto frequente, che mi diverto a etichettare come effetto-statua. Alcuni relatori restano pietrificati sul loro podio o peggio ancora sulla loro sedia senza minimamente sfruttare il loro corpo e i loro movimenti per attrarre la platea e rafforzare i concetti espressi.

Il tuo corpo è fondamentale e comunica molto più delle tue parole, ricorda di usarlo per creare movimento (senza esagerare) e richiamare i partecipanti da momenti di scarsa attenzione.

 

  1. Troppa serietà ammazza le relazioni

 

Divertirsi, che bella cosa! Quando durante la formazione spezziamo il ritmo con una battuta, un racconto o un video divertente sul tema, creiamo un’atmosfera piacevole e facilitiamo l’empatia, la condivisione e lo scambio tra i partecipanti.

Ricordati che l’umorismo è tra le armi più potenti per fare formazione.

 

Abbiamo visto 3 errori molto frequenti che possono ridurre l’efficacia di un momento formativo.

Per approfondire queste tematiche e per scoprire strumenti e strategie per coinvolgere alla sicurezza ti invito a visitare i nostri programmi di formazione:

 

Coinvolgere alla Sicurezza – Metodi e strumenti per formare efficacemente

 

Safety Coaching – Competenze di Coaching per la Sicurezza sul lavoro

 

Se hai qualche domanda sul nostro approccio ti aspetto su Linkedin!

Matteo Fiocco

 

Per iscrizioni o richiesta informazioni:

Outliers – Training Performance Coaching

800 300 496

info@outliers.it

 

 


Forum PuntoSicuro

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Rispondi Autore: Giuseppe Scarpino11/05/2017 (10:26:22)
Articolo interessante. Pur tuttavia, io non credo possa esistere una ricetta perfetta che alla fine dia un efficacie risultato in termini di formazione sulla Sicurezza. I motivi sono molteplici, le variabili a che, ma quello che fa la differenza tra un atteggiamento - e/o approccio procedurale - corretto e sicuro rispetto ad uno meno sicuro, alla fine è l'uomo. L'uomo, oltre ad essere formato, dovrebbe avere la serenità di sapere che ciò di cui è preposto lo è in senso compiuto e motivato. Questo aspetto a mio avviso determinante in termini - anche - di Sicurezza, abbraccia però tutto il settore del lavoro. Dall'ingresso per un giovane (che dovrebbe avvenire secondo canoni certi ed oggettivo per cui si dovrebbe selezionare persone giusta per il posto giusto), alla carriera (che negli anni dovrebbe essere in continuo crescendo economico e sociale secondo le attitudini e le calamità del soggetto), e fino all'uscita per la quiescienza (a che qui il soggetto dovrebbe raccogliere meritatamente ciò che ha dato durante la sua vita lavorativa e non subire ingiustizie sociali aggravati da sperequazioni inammissibili quali quelle - ad es. - di alcune categorie che solo perché hanno avuto responsabilità nella pubblica amministranistrazione e/o politica si dei amo ad avere un inammissibile assegno di pensione).
Pedanti, parlare di efficacia della formazione in materia di Sicurezza, è argomento molto difficile proprio perché la formazione sulla Sicurezza potrebbe essere efficacie solo in di alone della tanta variabili che interessano la sensibilità e l'intelligenza della singola persona.
Ciascuna persona ha delle attitudini più o meno spiccata verso la cultura della sicurezza. Non è sempre facile raggiungere gli stessi risultati su un gruppo di persone pur avendo somministrato la medesima formazione. Spesso, il mondo del lavoro fa si che l a Sicurezsa alla fine diventi quasi un adempimento burocratico-formale. Chi non ha funzioni dirigenziali si sente ripetere che per certi aspetti quali quelli della Prevenzione e Sicurezza, che non ci sarebvero risorse. Poi però si verificano eventi (non sempre ler fodtuna) per cui le predette risorse si spendono male. Ci si ritrova quindi non solo in ritardo perché quando era il momento non si è potuto fare Sicurezza, ma ci trova a dover recuperare ciò che diverrà irrecuperabile per il semplice fatto che gli imprevisti legati ad una gestione discutibile continueranno ad presentarsi.
Non se ne esce! L'uomo dovrebbe essere al centro del tutto. In tutto e per tutto. Dall'ingresso, alla retribuzione, all'uscita.
Rispondi Autore: Giuseppe Scarpino11/05/2017 (10:44:21)
Chiedo scusa per gli errori generati dal correttore ortografico automatico del mio smartphone
Rispondi Autore: Claudio Aradori13/05/2017 (20:57:05)
Articolo interessante e condivisibile , ma se la formazione è praticamente solo teorica e legislativa , il fine non verrà mai raggiunto, il problema è che questa cosa conviene purtroppo a troppe persone e per quanto riguarda i corsi antincendio in primis ai vigili del fuoco , lì senza scomodare Totò è una comica .
Rispondi Autore: Ruggero rivolta14/05/2017 (09:15:02)
Concordo con quanto sostenuto nell'articolo che mi sembra molto ben articolato e centrato
Rispondi Autore: matteo16/05/2017 (17:46:06)
"la profonda differenza tra sapere e saper trasmettere" ... concordo, ma servono entrambe le cose.. vedo troppo troppo insistere sul saper trasmettere e troppo troppo poco ricordarsi del sapere

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