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Dal 1999 quotidiano di approfondimento sulla sicurezza sul lavoro per RSPP, RLS, tecnici della prevenzione, esperti 81/08, consulenti e addetti alla sicurezza. |
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Anno 11 - numero 2287 di lunedì 23 novembre 2009
Un kit per la prevenzione per le piccole imprese artigiane Il progetto “La sicurezza a portata di mano” di EBRAU-INAIL per le piccole imprese artigiane: un kit per la prevenzione per organizzare e gestire le attività di formazione e informazione, la valutazione dei rischi e le misure di sicurezza.
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Dal 29 settembre al primo ottobre 2009 a Varese si è tenuto il sesto seminario di aggiornamento dei
professionisti Contarp (Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e
Prevenzione) su temi che hanno spaziato dalla valutazione del rischio associato
a particolari agenti, ai sistemi per la gestione della sicurezza sul lavoro,
alla consulenza alle aziende in tema di prevenzione.
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Di questo convegno PuntoSicuro ha già approfondito alcuni interventi, ad
esempio in merito al fattore
umano negli eventi infortunistici o in merito a modelli
di SGSL per le piccole aziende.
L’ultimo intervento di cui ci occupiamo – pubblicato dall’Inail
insieme agli altri atti del convegno – presenta i risultati e gli sviluppi di
un progetto dedicato al mondo
imprenditoriale artigiano.
In “‘La
sicurezza a portata di mano’: cultura, tecnica ed organizzazione della
prevenzione nelle piccole imprese artigiane”, a cura di A. Preiti, A.
Cerquaglia, A. Ligi e F. Ruspolini, si parla del progetto “La
sicurezza a portata di mano”, un progetto che nasce dalla collaborazione
tra Ente Bilaterale Regionale Artigianato (E.B.R.A.U.) e INAIL dell’Umbria.
Il progetto affronta un “tema molto sentito nell’ambito delle piccole
imprese artigiane e non, che si sostanzia nella messa a punto di una
metodologia per organizzare e gestire in forma complessiva e sistematica le
attività a favore della tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di
lavoro”.
La sintesi di questo lavoro, con il “deliberato proposito di offrire soluzioni
pratiche, facilmente spendibili nell’ambito delle piccole realtà artigiane”, è
rappresentato dal “kit della prevenzione”,
uno “strumento operativo per una corretta autogestione dell’attività
prevenzionale aziendale”.
Si estende dunque “l’attenzione dai tradizionali temi della formazione,
informazione ed addestramento del personale, verso una disamina dell’intero
sistema produttivo ricercando ed evidenziando in esso, carenze di natura
tecnica, organizzativa e valutativa quali potenziali sorgenti di pericolo per i
lavoratori”.
Il progetto viene incontro anche alle finalità del recente Decreto
legislativo 81/2008, alla rilevanza della valutazione dei rischi aziendale
e di un sistema
gestionale efficace orientato ai risultati.
Gli autori ricordano che a fronte dei potenziali benefici che derivano dal
potenziamento di strumenti di gestione e controllo, “ne conseguono ‘ipso facto’
oneri di tipo attuativo sicuramente non trascurabili e che hanno naturalmente
un ‘peso’ tanto maggiore quanto minore è la dimensione
aziendale”.
È dunque proprio “in questo target di
piccole imprese che si rileva la necessità di un intervento esterno
all’azienda con compiti di orientamento, supporto e assistenza”.
In particolare gli strumenti individuati dal progetto EBRAU-INAIL
forniscono:
- “formazione ed informazione di base sui temi della salute e sicurezza sui
luoghi di lavoro e relativi obblighi;
- verifica dei principali adempimenti prevenzionali;
- percorsi guidati per la valutazione dei rischi aziendale;
- strumenti organizzativi e gestionali per attuare efficacemente le misure di
prevenzione;
- raccolta ordinata e sistematica dei documenti inerenti gli obblighi
prevenzionali”.
Attraverso la sperimentazione del kit della prevenzione e l’utilizzo delle
schede di controllo - con un monitoraggio che ha riguardato 1.200 imprese - è
stato possibile “costruire uno spaccato, statisticamente attendibile, sulla
condizione prevenzionale nella generalità delle imprese artigiane dell’Umbria”.
In particolare “la fascia di aziende che risultano critiche e molto critiche è
non meno del 20%”: una su cinque.
Rispetto poi ai “cinque diversi fattori di rischio (luoghi di lavoro, processi,
personale, misure tecnico - organizzative, valutazione rischi) le maggiori criticità sono concentrate
nelle misure tecnico organizzative e ciò in qualche misura per ragioni
fisiologiche, dato che si tratta di imprese che tendenzialmente praticano una
prevenzione sul campo di cui lasciano poca traccia documentale”.
In queste imprese spesso il “datore
di lavoro è anche RSPP
e preposto il che presuppone un collegamento e controllo diretto sull’operato
degli altri lavoratori”.
Inoltre dalle rilevazioni risulta che “le criticità sono più rilevanti nelle
micro imprese fino a tre, quattro addetti” e che “non si osservano sostanziali
differenze tra i diversi comparti produttivi, in relazione con la presenza del RSPP
esterno o con la presenza del Rappresentante
dei lavoratori aziendale o territoriale”.
Il quadro complessivo che ne emerge è dunque quello di un “bisogno ampio e
generalizzato di assistenza necessaria per realizzare sia il salto di qualità
in termini di approccio ai temi della prevenzione che per assolvere pienamente
e compiutamente i relativi adempimenti di Legge”.
Quali gli sviluppi futuri?
Attualmente l’attività di sviluppo del progetto è “indirizzata verso la ricerca
di una ‘batteria di indicatori’ ritenuti rilevanti e rappresentativi dello
standard prevenzionale aziendale in termini sia tecnici che organizzativi”.
Si tratta di “feedback” (invio di dati ed informazioni da parte delle imprese
che decidono volontariamente di aderire al progetto) “basati sul principio
dell’autocertificazione da parte di ciascun datore di lavoro attraverso i quali
l’ente bilaterale dell’artigianato ha modo di qualificare l’operato delle
imprese e attivare di conseguenza opportuni meccanismi
premiali”.
Si tratta dunque di “costruire opportuni indici di performance che sebbene non
possano spingersi fino a certificare lo stato prevenzionale delle aziende
possano quantomeno attestare le imprese che, in forma del tutto volontaria,
hanno scelto di seguire precisati percorsi professionalizzanti sui temi della
prevenzione costruiti dalla bilateralità, debitamente qualificati e ampiamente
sperimentati sul campo”.
“‘La
sicurezza a portata di mano’: cultura, tecnica ed organizzazione della
prevenzione nelle piccole imprese artigiane”, a cura di A. Preiti, A.
Cerquaglia (Ente Bilaterale Regionale Artigianato Umbro), A. Ligi (INAIL –
Direzione Regionale Umbria) e F. Ruspolini (INAIL – Direzione Regionale Umbria
– Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione), tratto dagli atti del sesto seminario di
aggiornamento dei professionisti Contarp (formato PDF, 526 kB).
Tiziano Menduto
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