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Le manifestazioni di protesta dei lavoratori dell’ISPESL: il comunicato dell’Assemblea permanente.
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Pubblichiamo il comunicato dell’Assemblea dei Lavoratori dell’ISPESL
Soppressione dell’ISPESL
unico ente di ricerca nel settore della prevenzione della sicurezza del lavoro
Contesto Nell’ambito della manovra
finanziaria straordinaria appena varata dal Governo in materia di razionalizzazione
delle spese delle Amministrazioni è inserita la disposizione di soppressione
dell’Istituto Superiore per la
Prevenzione e Sicurezza del Lavoro (ISPESL) e la relativa
attribuzione delle funzioni e del personale di ruolo all’Istituto Nazionale
delle Assicurazioni sugli Infortuni sul Lavoro (INAIL).
Mobilitazione
del personale Il personale dell’ISPESL, organizzatosi in assemblea permanente,
ritiene capitale evidenziare il ruolo primario dell’ente nel sistema
della
ricerca italiana in un settore particolarmente critico come quello della
prevenzione e sicurezza del lavoro.
Architettura e missione L’Istituto di ricerca nella sua multidisciplinarietà annovera un
nucleo
altamente qualificato di ricercatori e tecnologi nei settori scientifici
di
riferimento della prevenzione e della sicurezza negli ambienti di vita e
di
lavoro, quali le tecnologie di sicurezza, la conformità e la
certificazione di
prodotti ed impianti, l’igiene e la medicina del lavoro, le
installazioni di
produzione e gli insediamenti antropici, che sono impegnati a livello
nazionale
ed internazionale nelle funzioni istituzionali di studio, ricerca e
sviluppo di
nuovi approcci.
La specificità dell’ISPESL è proprio quella di essere cinghia di
trasmissione
delle conoscenze che dalla ricerca applicata generano prodotti di
immediata
fruizione finalizzati all’abbattimento del rischio ed orientati alle
imprese, ai
lavoratori, alle istituzioni e ai cittadini.
Queste attività trovano capillare diffusione anche attraverso l’azione
efficace
del personale altamente qualificato dei Dipartimenti Territoriali
dislocati in
tutte le Regioni, che creano un raccordo sistematico con il tessuto
produttivo
e dei servizi e con gli organi di governo nei diversi livelli. Per
questa
attività l’Istituto produce un introito annuo di circa 32 milioni di
euro.
Ricerca e capacità di attrarre risorse La ricerca, cardine delle funzioni attribuite all’Istituto,
trova
articolazione nel Piano Triennale di Attività approvato, per altro, dai
Ministeri Competenti (Salute, Economia e Finanze e Dipartimento della
Funzione
Pubblica) che ne autorizzano anche il finanziamento.
Oltre al Piano di Attività della ricerca corrente l’Istituto, proprio in
quanto
Ente Pubblico di Ricerca, ha in corso numerosi progetti finanziati dal
sistema
nazionale ed internazionale della ricerca con il coinvolgimento delle
reti di
eccellenza delle Università, degli Istituti di Ricerca di Ricovero e
Cura a
Carattere Scientifico (IRCCS), delle Regioni, e degli Istituti
internazionali
impegnati nel settore.
L’attività di ricerca, organizzata in progetti nazionali ed europei
attualmente
in corso, attrae risorse pari a circa 18 milioni di euro.
Impatto e rischi La soppressione dell’ISPESL, Ente Pubblico di Ricerca, ed il suo
assorbimento nell’INAIL assieme all’IPSEMA, quest’ultimi enti
previdenziali, “…
al fine di assicurare la piena integrazione delle funzioni assicurative e
di
ricerca connesse alla materia della tutela della salute e della
sicurezza dei
lavoratori… ottimizzando le risorse ed evitando duplicazioni di
attività”, come
recita la manovra economica, evidenzia criticità ed incongruenze che
rischiano
di compromettere tutto il sistema della ricerca nel settore della tutela
della
salute e sicurezza dei lavoratori.
La manovra, che ha come obiettivo la riduzione della spesa pubblica, non
offre
strumenti adeguati per la prosecuzione delle attività e delle
attribuzioni cui
l’Istituto fa fronte secondo quanto previsto dalle norme in favore delle
Amministrazioni centrali dello Stato e dell’Autorità giudiziaria. Per
altro non
prevede le modalità per la prosecuzione delle attività di ricerca
attraverso il
completamento ed il funzionamento del piano triennale di ricerca ISPESL
2009-2011 che, interrotto nel suo percorso, comporterebbe uno spreco
delle
risorse ad oggi impegnate e già approvate dagli stessi Ministeri
promotori del
processo di soppressione.
La complessità del sistema e delle criticità derivanti dall’integrazione
con
enti previdenziali sono ben note al Parlamento che ha proceduto nei mesi
scorsi
a formulare nel Disegno di Legge n. 1167-B/BIS, attualmente in fase di
approvazione tramite apposita delega al Governo, il riordino degli enti
vigilati dai Ministeri della Salute e del Lavoro (INAIL – ISPESL)
attraverso il
coordinamento e l’ottimizzazione delle rispettive attività e non la
soppressione del solo ISPESL.
Tale processo legislativo, il cui iter durerà verosimilmente numerosi
mesi,
appare la sede corretta del riordino del sistema poiché, garantendo
l’autonomia
tecnico-scientifica dell’ISPESL nel settore della tutela della salute e
sicurezza nei luoghi di lavoro, permette di mantenerne la competitività
nel
quadro della ricerca nazionale ed europea.
La scomparsa dell’ISPESL creerebbe un’assoluta anomalia nel contesto
internazionale. Tutti i paesi europei hanno attivi istituti di ricerca a
carattere nazionale autonomi nel settore (BAuA – Germania, INRS Francia,
TNO
Olanda, HSL Regno Unito, INHST Spagna, NRCWL Danimarca, CIOP Polonia,
ecc.).
Nell’unico caso, quello svedese, in cui è stato soppresso nel 2007 il
NIWL, Istituto
di ricerca nazionale nel settore, si osserva un netto calo della
partecipazione
della Svezia a progetti europei in tale ambito, contestualmente al
peggioramento di tutti gli indicatori di salute e sicurezza negli ultimi
anni
(Fonte Agenzia Europea EU-OSHA).
A fronte di una importante destrutturazione del sistema della ricerca in
materia di tutela della salute e sicurezza del lavoro, con la
soppressione
dell’ISPESL, il risparmio di spesa ammonta ad appena 426.248 euro, come
emerge
dalla relazione tecnica di accompagnamento al decreto del Ministero
delle Economie
e delle Finanze, a fronte dei costi della mancata prevenzione nei luoghi
di
lavoro che sono stimati pari al 3% del PIL (fonte Strategia Europea
2007-2012
della Commissione Europea).
Si pensi che i fondi del bilancio dell’ISPESL posti a carico dello Stato
ammontano a circa 57 milioni di euro e che l’Istituto ricava dal mercato
ed
attrae risorse per ulteriori 50 milioni di euro, impiegando, oltre i
dipendenti
di ruolo, ricercatori precari che contribuiscono in modo essenziale alla
realizzazione delle attività e che, a causa della soppressione
dell’Istituto,
potrebbero cessare anticipatamente il rapporto di lavoro.
Appello In tale prospettiva è vitale garantire la prosecuzione ed il
completamento di tutte le attività in essere dell’ISPESL nonché tutti i
progetti
finanziati e/o approvati dal sistema di ricerca nazionale ed europeo.
“L’ISPESL è tra le più importanti organizzazioni di ricerca nel settore
OSH (Occupational Safety and Health) nel
mondo ed un partner chiave nelle reti PEROSH (Partnership
for European Research in Occupational Safety and Health)
e OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e della rete Sheffield
Group” come afferma Eddy
Morland Presidente dello Sheffield
Group che è la rete mondiale degli istituti di ricerca nel settore,
uno tra
gli oltre 9000 firmatari dell’appello sottoscritto dal mondo della
società
civile, delle istituzioni, della cultura e della ricerca provenienti da
oltre
20 paesi.
Nel segno dell’autonomia della ricerca, nella convinzione che questa
permetta
all’ISPESL di svolgere un ruolo fondamentale di difesa e promozione dei
valori
della salute e sicurezza dei lavoratori nel processo evolutivo della
società
civile e del mondo produttivo e dei servizi, si motiva la mobilitazione
oggi in
atto quale gesto estremo e consapevole di salvaguardia delle competenze
maturate e delle azioni intraprese dai ricercatori, tecnologi, tecnici
diplomati
e amministrativi tutti, quale patrimonio culturale, scientifico e
tecnologico
la cui azione di tutela non può essere affidata solo ai lavoratori
dell’Istituto di ruolo e precari, ma fatta propria da tutti coloro che
ne
condividono le finalità e l’indispensabilità.