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La sicurezza nel comparto plastica: le ispezioni brevi, i problemi di inventario e di conformità delle macchine, le carenze nella formazione. Dallo Spisal di Vicenza.
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Ogni tanto PuntoSicuro pubblica i risultati delle azioni di vigilanza, controllo e informazione attuate dai Servizi
di Prevenzione nella Regione Veneto e in particolare dal Servizio Prevenzione
Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (Spisal) dell’ULSS 6 di Vicenza.
Lo abbiamo fatto, ad esempio, dando informazioni sul comparto
lapideo e quello edile.
Per quanto siano informazioni legate al territorio vicentino, ci permettono di
fare luce sulla situazione reale della sicurezza nelle aziende.
In questo caso ci
occupiamo del comparto
plastica, dove
l’ULSS vicentina tra il 2002 e il 2004, dopo aver distribuito materiale
informativo, ha effettuato un intervento di vigilanza.
E nel 2009 ha inviato un questionario e
successivamente ha elaborato le risposte, preannunciando future
“ispezioni
brevi”.
Il documento “Lettera
per le
aziende con questionario – anno 2009” comunica alle aziende del comparto
plastica che il controllo svolto a partire dal 2002 “ha avuto un
buon
riscontro in quanto ha determinato iniziative per ridurre gli infortuni
(sicurezza
macchine, movimento carichi ecc.) e le malattie professionali
(aspirazione
macchine, contenimento rumore ecc) e perché ha comportato il riscontro,
da
parte dello SPISAL, di un numero ridotto di violazioni”.
La lettera si accompagna ad un questionario
inviato per raccogliere informazioni su come le aziende garantiscono la
salute
e la sicurezza dei lavoratori. Un questionario che è servito alle
aziende per
verificare di essere in regola con la normativa vigente.
Inoltre la lettera annuncia che, dopo l’elaborazione dei questionari, inizieranno delle “ispezioni brevi” da gennaio 2010
nelle aziende del settore. Anche
in vista di tali ispezioni il questionario può essere “un ulteriore
sprone per
le ditte che vogliono impegnarsi a prevenire gli infortuni e le malattie
professionali, migliorando in questo modo le condizioni di lavoro ed i
rapporti
in azienda”.
La campagna ispettiva dello Spisal nelle Aziende del comparto
plastica servirà in particolare a “verificare la permanenza dei
requisiti
di salute e sicurezza sul lavoro raggiunti dopo anni d’impegno comune
con le
Associazioni Imprenditoriali e le altre Parti Sociali”.
La metodologia adottata è quella dell’ispezione breve, rivolta cioè a
pochi
indicatori (ad es. una macchina, una struttura, un impianto produttivo).
Alla
constatazione di condizioni di pericolo o di violazione di norme seguirà
un
verbale di prescrizioni o di disposizioni. Il sopralluogo di verifica
successivo costituirà poi “l’occasione per una valutazione complessiva
degli
aspetti di prevenzione e protezione aziendale sulla base dei materiali
divulgativi già consegnati”. E le “aziende in cui si riscontreranno
carenze
ulteriori al momento della verifica, oltre a ricevere un nuovo verbale,
saranno
inserite in un ciclo pluriennale di sopralluoghi periodici”.
Nel documento “Risultati
del
questionario – anno 2010” vengono invece comunicati alle aziende
i
risultati dell’elaborazione delle risposte al questionario precedente.
Dai questionari elaborati (66) emergono alcune indicazioni:
- ORGANIZZAZIONE AZIENDALE: si
segnalano molte risposte non compilate (NC) e alcune risposte negative
relative
all’analisi degli eventi che sono alla causa degli infortuni accaduti e
alla
verifica dell’efficacia delle azioni per evitare il loro ripetersi. È
poi
“negativo che 10 aziende non abbiano l’inventario delle macchine
e 11 non registrino i controlli periodici che effettuano su di queste.
Questi
interventi riguardano attività utili anche a garantire la produzione
(oltre
alla sicurezza)”. Ricordiamo, come fa l’ULSS, che per il 2010 il tema
della campagna
dell’EU-OSHA riguardo alla sicurezza sul lavoro è relativo alla “manutenzione”;
- SICUREZZA MACCHINE: “sorprendente”
che vi sia ancora un numero elevato di macchine
vendute senza “attestazione
di
conformità”. Inoltre un’azienda dichiara che per alcune macchine
marcate CE sono senza manuale d’istruzione e d’uso: “opportuno
richiederlo
perché la non fornitura è già una violazione della norma”;
- SICUREZZA STOCCAGGI E MOVIMENTAZIONE
MECCANICA DEI CARICHI: ben 22 risposte negative (e 7 non compilate)
relative alla registrazione delle le verifiche per il rispetto delle
procedure
stabilite per la movimentazione
e il prelievo dei materiali in sicurezza. Anche 6 risposte negative (e
14 non
compilate) sulle verifiche obbligatorie periodiche degli accessori di
sollevamento.
Anche riguardo all’uso di carriponte e carrelli
sembra che diversi operatori non seguano le indicazioni ricevute
nell’addestramento: “serve formazione e controllo!”;
- DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE:
in 15 casi non sono definite le modalità di segnalazione e di
registrazione dei
difetti o inconvenienti dei DPI
e in 8 casi (oltre a 4 NC) la formazione dei lavoratori all’uso di DPI
non è documentata;
- VALUTAZIONE DEI RISCHI: 3 ditte
dichiarano di non avere le schede di sicurezza dei prodotti utilizzati e
4 di
non aver non analizzato i rischi da movimentazione manuale dei carichi e
da
movimenti ripetuti;
- FORMAZIONE: in questo capitolo si
registra il maggior numero di risposte negative e di NC.
“Alcune domande fanno riferimento a specifici obblighi di legge, il dato
è
quindi inatteso”. Ad esempio in 11 ditte non esiste un programma scritto
delle
iniziative di formazione, in 16 ditte non viene tenuta la riunione
periodica
annuale prevista dall’art. 35 del D.Lgs.
81/2008, in 10 ditte il RLS
non ha seguito il corso di formazione di 32 ore. L’ULSS ricorda che
l’aspetto
della formazione “deve essere preso in seria considerazione dalle
aziende
perché lo valuteremo durante i sopralluoghi e soprattutto perché è
difficile
attuare la prevenzione senza la piena partecipazione dei lavoratori”;
- SERVIZI IGIENICO-ASSISTENZIALI:
molte risposte positive, ma in 19 casi non è presente un “locale
riscaldato e
fenestrato, munito di mezzi per conservare e riscaldare i cibi e lavare i
recipienti dove i lavoratori, che ne hanno la necessità, possono
consumare i
pasti”: locale che tuttavia “non è obbligatorio per tutte le aziende”;
- SORVEGLIANZA SANITARIA: poche le risposte negative,
ma 4 aziende
eludono la domanda sulla sorveglianza
sanitaria.
Nel complesso, conclude l’ULSS, si può affermare “che le aziende hanno
risposto
dimostrando un orientamento positivo alla gestione dell’igiene e della
sicurezza e questo, oltre ad essere di buon auspicio, è il primo passo
per
l’implementazione di un Sistema di gestione della scurezza”.