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Anno 12 - numero 2414 di mercoledì 09 giugno 2010

Sicurezza e vigilanza nel comparto della plastica


La sicurezza nel comparto plastica: le ispezioni brevi, i problemi di inventario e di conformità delle macchine, le carenze nella formazione. Dallo Spisal di Vicenza.

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Ogni tanto PuntoSicuro pubblica i risultati delle azioni di vigilanza, controllo e informazione attuate dai Servizi di Prevenzione nella Regione Veneto e in particolare dal Servizio Prevenzione Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (Spisal) dell’ULSS 6 di Vicenza.
Lo abbiamo fatto, ad esempio, dando informazioni sul comparto lapideo e quello edile. Per quanto siano informazioni legate al territorio vicentino, ci permettono di fare luce sulla situazione reale della sicurezza nelle aziende.




In questo caso ci occupiamo del comparto plastica, dove l’ULSS vicentina tra il 2002 e il 2004, dopo aver distribuito materiale informativo, ha effettuato un intervento di vigilanza.  E nel 2009 ha inviato un questionario e successivamente ha elaborato le risposte, preannunciando future “ispezioni brevi”.

Il documento “Lettera per le aziende con questionario – anno 2009 comunica alle aziende del comparto plastica che il controllo svolto a partire dal 2002 “ha avuto un buon riscontro in quanto ha determinato iniziative per ridurre gli infortuni (sicurezza macchine, movimento carichi ecc.) e le malattie professionali (aspirazione macchine, contenimento rumore ecc) e perché ha comportato il riscontro, da parte dello SPISAL, di un numero ridotto di violazioni”.

La lettera si accompagna ad un questionario inviato per raccogliere informazioni su come le aziende garantiscono la salute e la sicurezza dei lavoratori. Un questionario che è servito alle aziende per verificare di essere in regola con la normativa vigente.

Inoltre la lettera annuncia che, dopo l’elaborazione dei questionari,  inizieranno delle “ispezioni brevi” da gennaio 2010 nelle aziende del settore. Anche in vista di tali ispezioni il questionario può essere “un ulteriore sprone per le ditte che vogliono impegnarsi a prevenire gli infortuni e le malattie professionali, migliorando in questo modo le condizioni di lavoro ed i rapporti in azienda”.
La campagna ispettiva dello Spisal nelle Aziende del comparto plastica servirà in particolare a “verificare la permanenza dei requisiti di salute e sicurezza sul lavoro raggiunti dopo anni d’impegno comune con le Associazioni Imprenditoriali e le altre Parti Sociali”.
La metodologia adottata è quella dell’ispezione breve, rivolta cioè a pochi indicatori (ad es. una macchina, una struttura, un impianto produttivo). Alla constatazione di condizioni di pericolo o di violazione di norme seguirà un verbale di prescrizioni o di disposizioni. Il sopralluogo di verifica successivo costituirà poi “l’occasione per una valutazione complessiva degli aspetti di prevenzione e protezione aziendale sulla base dei materiali divulgativi già consegnati”. E le “aziende in cui si riscontreranno carenze ulteriori al momento della verifica, oltre a ricevere un nuovo verbale, saranno inserite in un ciclo pluriennale di sopralluoghi periodici”.

Nel documento “Risultati del questionario – anno 2010” vengono invece comunicati alle aziende i risultati dell’elaborazione delle risposte al questionario precedente.

Dai questionari elaborati (66) emergono alcune indicazioni:

- ORGANIZZAZIONE AZIENDALE: si segnalano molte risposte non compilate (NC) e alcune risposte negative relative all’analisi degli eventi che sono alla causa degli infortuni accaduti e alla verifica dell’efficacia delle azioni per evitare il loro ripetersi. È poi “negativo che 10 aziende non abbiano l’inventario delle macchine e 11 non registrino i controlli periodici che effettuano su di queste. Questi interventi riguardano attività utili anche a garantire la produzione (oltre alla sicurezza)”. Ricordiamo, come fa l’ULSS, che per il 2010 il tema della campagna dell’EU-OSHA riguardo alla sicurezza sul lavoro è relativo alla “manutenzione”;

- SICUREZZA MACCHINE: “sorprendente” che vi sia ancora un numero elevato di macchine vendute senza “attestazione di conformità”. Inoltre un’azienda dichiara che per alcune macchine marcate CE sono senza manuale d’istruzione e d’uso: “opportuno richiederlo perché la non fornitura è già una violazione della norma”;

- SICUREZZA STOCCAGGI E MOVIMENTAZIONE MECCANICA DEI CARICHI: ben 22 risposte negative (e 7 non compilate) relative alla registrazione delle le verifiche per il rispetto delle procedure stabilite per la movimentazione e il prelievo dei materiali in sicurezza. Anche 6 risposte negative (e 14 non compilate) sulle verifiche obbligatorie periodiche degli accessori di sollevamento. Anche riguardo all’uso di carriponte e carrelli sembra che diversi operatori non seguano le indicazioni ricevute nell’addestramento: “serve formazione e controllo!”;

- DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE: in 15 casi non sono definite le modalità di segnalazione e di registrazione dei difetti o inconvenienti dei DPI e in 8 casi (oltre a 4 NC) la formazione dei lavoratori all’uso di DPI non è documentata;

- VALUTAZIONE DEI RISCHI: 3 ditte dichiarano di non avere le schede di sicurezza dei prodotti utilizzati e 4 di non aver non analizzato i rischi da movimentazione manuale dei carichi e da movimenti ripetuti;

- FORMAZIONE: in questo capitolo si registra il maggior numero di risposte negative e di NC.
“Alcune domande fanno riferimento a specifici obblighi di legge, il dato è quindi inatteso”. Ad esempio in 11 ditte non esiste un programma scritto delle iniziative di formazione, in 16 ditte non viene tenuta la riunione periodica annuale prevista dall’art. 35 del D.Lgs. 81/2008, in 10 ditte il RLS non ha seguito il corso di formazione di 32 ore. L’ULSS ricorda che l’aspetto della formazione “deve essere preso in seria considerazione dalle aziende perché lo valuteremo durante i sopralluoghi e soprattutto perché è difficile attuare la prevenzione senza la piena partecipazione dei lavoratori”;

- SERVIZI IGIENICO-ASSISTENZIALI: molte risposte positive, ma in 19 casi non è presente un “locale riscaldato e fenestrato, munito di mezzi per conservare e riscaldare i cibi e lavare i recipienti dove i lavoratori, che ne hanno la necessità, possono consumare i pasti”: locale che tuttavia “non è obbligatorio per tutte le aziende”;

- SORVEGLIANZA SANITARIA:  poche le risposte negative, ma 4 aziende eludono la domanda sulla sorveglianza sanitaria.

Nel complesso, conclude l’ULSS, si può affermare “che le aziende hanno risposto dimostrando un orientamento positivo alla gestione dell’igiene e della sicurezza e questo, oltre ad essere di buon auspicio, è il primo passo per l’implementazione di un Sistema di gestione della scurezza”.
 

I documenti:
- Lettera per le aziende con questionario – anno 2009 (formato PDF, 821 kB);
- Risultati del questionario – anno 2010 (formato PDF, 133 kB).




Tiziano Menduto
 



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