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Anno 9 - numero 1714 di lunedì 21 maggio 2007

Qualita' e medicina occupazionale


Disponibile on line un approfondimento sul tema della qualità dei dati di laboratorio nella valutazione del rischio e dell’idoneità lavorativa.

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In ambito occupazionale, la medicina di laboratorio fornisce un contributo essenziale sia nella valutazione del rischio da esposizione ai vari fattori ambientali, biologici, chimici, fisici, sia nella gestione dell’idoneità lavorativa. I risultati forniti  devono essere affidabili.

Un articolo recentemente pubblicato dal Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia affronta il tema della necessità di migliorare la qualità dei risultati di laboratorio nello studio del rischio biologico occupazionale.
Gli autori dell'articolo sono  M.C. D’Ovidio, S. Signorini, S. Iavicoli del  Dipartimento di Medicina del Lavoro  dell'ISPESL.

L’efficacia delle misure finalizzate alla tutela della salute e all’individuazione di interventi basati in parte o totalmente sulle determinazioni di laboratorio, dipende in larga misura dall’affidabilità dei risultati analitici, che devono essere inequivocabilmente documentati anche attraverso l’attuazione di controlli di qualità interni ed esterni.

Negli ultimi anni si è assistito ad un innovativo interesse riguardante l’esposizione occupazionale agli agenti biologici. “In tale ambito  - affermano gli autori – riveste particolare importanza lo studio dello stato immunitario dei lavoratori indotto sia naturalmente, che in seguito all’utilizzo di vaccini ma instauratosi, in ogni caso, dopo esposizione a diversi agenti biologici nel corso dell’attività lavorativa. Per poter documentare una infezione recente o pregressa, ma anche per valutare la protezione immunitaria in soggetti vaccinati, o per identificare i soggetti ipersuscettibili (immunodepressi, non immunocompetenti) la medicina di laboratorio rappresenta un valido supporto, soprattutto attraverso l’impiego di metodologie immunoenzimatiche. […]
Benché siano ampiamente utilizzati i metodi immunoenzimatici, la standardizzazione e i controlli di qualità spesso sono assenti.
Inoltre nella maggioranza dei casi mancano linee guida per una corretta interpretazione dei risultati di laboratorio. Un problema ulteriore, derivante dall’utilizzo dei kit commerciali, è che differenti kit possono generare differenti risultati.”

Anche per le indagini molecolari, ampiamente utilizzate nella medicina occupazionale, dovrebbero essere promossi sistemi di controllo di qualità adeguati.

“La medicina del lavoro - al pari della medicina di laboratorio - dovrebbe mettere in atto dei programmi di “Assicurazione della Qualità” rivolti non soltanto allo studio delle diverse infezioni occupazionali, ma anche all’utilizzo delle diverse metodologie di laboratorio, comprendendo metodologie immunochimiche, cellulari, molecolari e le cosiddette …omiche (proteomica, genomica, transcriptomica, ecc.)”

Gli autori evidenziano inoltre la “necessità di integrare le competenze delle varie figure professionali coinvolte nella “Gestione della Prevenzione”, tale da incentivare la cooperazione e il confronto tra medici del lavoro, medici di laboratorio, biologi, tecnici, non soltanto per una maggiore comprensione del dato di laboratorio, ma anche e soprattutto per garantire una maggiore trasparenza e affidabilità del dato analitico di laboratorio.”

Il testo completo dell’articolo è consultabile qui.



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