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Anno 11 - numero 2286 di venerdì 20 novembre 2009
Procedure di sicurezza nell’utilizzo di gas liquefatti criogenici La prevenzione dei rischi per gli operatori che utilizzano liquidi criogenici e bombole di gas liquefatto: procedure, sottossigenazione, travaso. Come comportarsi in caso di emergenza? I pericoli più comuni e alcune indicazioni di primo soccorso.
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Sul sito dell’Università
degli Studi di Roma Tor Vergata sono presenti diversi documenti
che contengono norme d´uso ed informazioni utili per i lavoratori che operano
con bombole
che contengono gas.
Riguardo alle misure precauzionali nel maneggiare recipienti di gas compressi,
PuntoSicuro ha già presentato alcuni giorni fa due
documenti dell’Università.
Focalizziamo ora la nostra attenzione su un terzo documento, dal titolo “Procedure
di sicurezza da adottare nell’utilizzo di liquidi criogenici”, dedicato
alla prevenzione dei rischi per gli operatori che utilizzano liquidi
criogenici; ad esempio gas atmosferici liquefatti come ossigeno liquido (LOX),
argon liquido (LAR), azoto liquido (LIN), kripton, xenon, neon, che sono di uso
frequente nell’industria e nei laboratori. Gas
che hanno in comune due proprietà: la temperatura estremamente bassa ed il
notevole aumento di volume che accompagnano la vaporizzazione.
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Seguendo l’indice del documento ci occuperemo dunque di:
- norme generali e comportamentali;
- sottossigenazione;
- norme di comportamento in caso di emergenza;
- i pericoli più comuni;
- rischi da contatto;
- primo soccorso.
Norme generali e comportamentali
L'utilizzo dei liquidi criogenici nei laboratori “prevede l'adozione, oltre
che delle norme generali riguardante l’uso di bombole di gas
compressi, anche delle seguenti regole comportamentali:
- seguire esattamente le indicazioni riportate nelle schede di sicurezza delle
sostanze fornite dalla Ditta produttrice (qualora se ne fosse sprovvisti,
occorre farsene inviare una copia);
- utilizzare solo contenitori e chiusure progettati e certificati
specificatamente per l'uso richiesto;
- quando si carica un contenitore "caldo" stare lontani dai vapori
che si sviluppano;
- l'operatore deve sempre indossare i Dispositivi
di Protezione Individuale idonei (ad esempio, guanti,
visiera, occhiali, calzature protettive);
- mantenere pulite le superfici su cui l’aria si condensa, soprattutto in
prossimità delle valvole e degli sfiati, dove può essere presente olio o altro
lubrificante (l’aria condensata è arricchita di ossigeno)
dove un’elevata concentrazione di ossigeno può accrescere il rischio di incendio;
- in caso di perdite con formazione di nubi di vapore, l'operatore deve
allontanarsi (azoto,
argon e elio, in quantità eccessiva, riducono la concentrazione di ossigeno
nell'aria e possono determinare asfissia);
- mantenere sempre pulite le superfici dei contenitori contenenti liquidi
criogenici, per evitare che l’aria condensata (arricchita di ossigeno), sui
bordi del recipiente, venga intrappolata nel contenitore al momento della
chiusura, con successivo pericolo di scoppio dello stesso.
- l'accesso ai locali dove sono utilizzati liquidi criogenici, deve essere
limitato al personale autorizzato;
- il trasporto in ascensore di contenitori con liquidi
criogenici deve essere fatto disponendo il contenitore in ascensore e
richiamando quest’ultimo dal piano di destinazione; nessuna persona deve essere
presente in ascensore insieme ai contenitori di liquidi criogenici;
- le operazioni di travaso devono essere fatte da operatori opportunamente
informati sui rischi potenziali associati alla manipolazione”.
In particolare prima e durante le operazioni
di travaso:
- “controllare che il sensore di monitoraggio dell’ossigeno, ove presente, sia
correttamente funzionante;
- controllare la pressione su entrambi i contenitori: quello che viene svuotato
e quello che viene riempito;
- indossare i dispositivi di protezione idonei quali guanti
resistenti al freddo
e se necessario visiera o occhiali;
- evitare ogni contatto diretto con le sostanze criogeniche;
- mantenere attivo l’impianto di areazione o spalancate le aperture verso
l’esterno;
- nel caso in cui una persona si sentisse intontita o perdesse i sensi,
trasportarla immediatamente in un’area ben ventilata;
- nel caso di ustione da contatto della cute con liquidi criogenici o con gas
evaporato le misure di pronto soccorso da mettere in atto sono le stesse
adottate nel caso di ustioni da temperature elevate”.
Sottossigenazione
Particolare cura “deve essere esercitata allo scopo di evitare la
formazione di una atmosfera sotto ossigenata dovuta ad evaporazione eccessiva
di liquido criogenico, sia durante il suo normale utilizzo che a seguito di
evenienze accidentali dovute ad esempio a spandimenti di liquido al di fuori
degli adatti contenitori”.
In merito alla sottossigenazione
il documento riporta le seguenti misure
di prevenzione e protezione:
- “accertarsi che il locale sia sufficientemente aerato e che sia garantito un
buon ricambio d’aria, sia naturale, attraverso apertura di porte e finestre,
sia forzato, attraverso aspiratori o mezzi di ventilazione meccanica capaci di
prevenire accumuli di gas specialmente nelle parti più basse del locale;
- quando non possano essere evitati la manipolazione e l’uso di liquidi
criogenici in ambienti scarsamente aerati, è indispensabile l'utilizzo di
analizzatori (ossimetri), con segnalatore di allarme acustico-luminoso
(accertarsi che sia correttamente funzionante prima dell’inizio di qualsiasi
operazione) tarati in modo da entrare in funzione quando la concentrazione di
ossigeno scende a livelli inferiori al 19 %. Tale sistema deve segnalare anche
il livello di attenzione, ossia l’eventuale eccessiva concentrazione di
ossigeno (livello massimo pari al 25%)”.
Norme di comportamento in caso di
emergenza
Abbiamo affrontato i rischi della sottossigenazione, vediamo ora di capire
cosa fare quando entra in funzione l’allarme del dispositivo relativo al
livello di ossigeno nell’ambiente di lavoro.
Innanzitutto si deve:
- “abbandonare rapidamente il locale;
- attendere un certo periodo prima di rientrare;
- effettuare l’operazione di rientro alla presenza almeno di un altro operatore
all’esterno del locale e pronto ad intervenire”.
Inoltre non dimentichiamo che:
- se sono presenti persone che si sentono intontite o hanno perso i sensi, è
necessario portarle in un’area ben ventilata ed attivare le procedure di pronto
soccorso;
- in caso di “ustione
da contatto della cute con liquido criogenico o con gas evaporato che si trova
ancora a temperature criogeniche”, è bene trattare la parte di cute interessata
“con le stesse modalità di pronto soccorso da adottare nel caso di ustioni
provocate da temperature elevate”.
I pericoli più comuni
Vediamo dunque una breve rassegna dei pericoli più comuni legati all’uso di
liquidi criogenici in ambito lavorativo:
- “ustioni dovute alle basse temperature;
- congelamenti
dovuti a esposizioni prolungate;
- danneggiamento
dei polmoni in seguito all’inalazione di vapori a basse temperature;
- lesioni oculari dovuti a liquidi e vapori criogenici;
- lacerazioni della cute in seguito a contatto di superfici molto fredde;
- asfissia”.
Rischi da contatto
Alcune semplici misure di prevenzione possono aiutarci a evitare il
pericoloso contatto con il liquido o vapori freddi. Contatto che può essere dovuto,
ad esempio, “a spruzzi sul viso o altre parti del corpo di liquido durante le
operazioni di travaso o riempimento di un contenitore”, al “contatto
accidentale delle mani o altre parti del corpo con tubazioni fredde non
isolate”, alla penetrazione di liquido all'interno delle calzature, …
Per evitare questi contatti - ricordando che
è bene “maneggiare i recipienti lentamente e con cautele onde evitare
sobbalzi e schizzi” - è necessario:
- “usare occhiali o visiere
facciali durante le operazioni per le quali si prevedono spruzzi di liquido
(travasi e altro);
- indossare appositi guanti
diatermici molto larghi in modo da poterli sfilare facilmente;
- usare tenaglie o altri attrezzi per immergere o estrarre materiali dal
criogenico;
- indossare camice e pantaloni lunghi o tuta contro gli spruzzi alle gambe o
altre parti del corpo (pantaloni non infilati nelle scarpe e senza risvolti);
- non indossare scarpe aperte o porose”.
Primo soccorso
Qualche indicazione di primo soccorso.
In caso di contatto con la pelle o con
gli occhi, è necessario:
- “lavare le parti colpite con abbondante acqua tiepida per almeno 15 minuti;
- non esporre le parti a calore diretto;
- proteggere le parti colpite con garza sterile o con un indumento soffice,
asciutto e pulito;
- evitare di provocare ristagni nella circolazione;
- mantenere il paziente al caldo e non somministrare bevande alcoliche”.
Il documento ricorda che “nel caso di sintomi di congelamento, lesioni agli
occhi”, è necessario richiedere subito assistenza medica.
In caso di asfissia (intesa come
difficoltà o arresto della funzione respiratoria), è necessario innanzitutto
“trasportare l’infortunato in un ambiente ad atmosfera normale”; non
dimenticando, tuttavia, che è possibile intervenire in un ambiente con scarsità
di ossigeno “solo se muniti di autorespiratori
o manichette d’aria”.
In caso di arresto
respiratorio è necessario chiamare subito il soccorso medico e, se già
addestrati per farlo, praticare la respirazione
cardiopolmonare.
Ricordiamo infine che in caso di emergenze nei luoghi di lavoro è comunque
necessario rispettare e attenersi alle specifiche procedure interne previste.
Università degli Studi di Roma Tor Vergata, “Procedure
di sicurezza da adottare nell’utilizzo di liquidi criogenici” (formato PDF,
49 kB).
Tiziano Menduto
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