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Anno 12 - numero 2424 di mercoledì 23 giugno 2010
Manutenzione sicura: regole di base per non sbagliare I principi comuni e le regole di base per non sbagliare nelle attività di manutenzione. Un approfondimento sull’uso di attrezzature adeguate, procedure e monitoraggio dell’attività e su controlli, verifiche e relazioni finali.
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Riprendiamo con questo articolo la presentazione di documenti e informazioni
prodotte dall’Agenzia Europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) per la campagna sulla manutenzione
sicura nei luoghi di lavoro.
Sul sito dell’EU-OSHA è presente una pagina web dal titolo “Regole
di base per non sbagliare”. In particolare vengono presentati alcuni
concetti, in parte già espressi in altri documenti che abbiamo presentato nei
giorni scorsi, ma con ulteriori specificazioni e indicazioni che possono
tornare utili alle aziende che vogliono migliorare la sicurezza dei propri
addetti alla manutenzione.
Per prima cosa vengono
indicati i principi
comuni che devono ispirare qualunque attività di manutenzione:
- “integrazione della gestione della SSL
nella gestione della manutenzione;
- approccio strutturato basato sulla valutazione
del
rischio;
- ruoli e responsabilità definiti;
- sistemi di lavoro sicuri e chiari orientamenti da seguire;
- formazione e competenza adeguate;
- coinvolgimento dei lavoratori nel processo di valutazione
del
rischio e gestione della manutenzione;
- comunicazione efficace”.
Successivamente vengono presentate le cinque
regole di base per una manutenzione sicura:
- pianificazione;
- messa in sicurezza dell'area di lavoro;
- uso di attrezzature
adeguate;
- lavoro svolto secondo quanto pianificato;
- verifica finale”
Vediamo di approfondire il punto relativo all’uso di
attrezzature adeguate.
Sappiamo che i lavoratori che svolgono compiti di manutenzione
“devono disporre degli strumenti e delle attrezzature adeguati, che
possono
essere diversi dagli strumenti che utilizzano normalmente”. Inoltre
che, potendo trovarsi a lavorare “in
aree non predisposte per la presenza di persone” o esposti a diversi
pericoli, “devono essere anche muniti di
adeguate attrezzature
di
protezione individuale”.
In relazione all'attrezzatura e gli strumenti da usare, l’EU-OSHA indica
dunque
che i datori di lavoro devono garantire
che:
- “sia disponibile il giusto strumento e la giusta attrezzatura
per il lavoro da svolgere (insieme alle istruzioni per usarli, ove
necessario);
- tale strumento sia in condizioni
adeguate;
- sia adatto all'ambiente di lavoro (ad. es., non si deve usare nessuno
strumento che provochi scintille in atmosfere infiammabili);
- abbia un design ergonomico”.
Inoltre tutte le attrezzature di
protezione individuale devono:
- “essere adeguate ai rischi identificati, senza aggravare di per sé
nessun
altro rischio
- essere commisurate alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro
- tener conto dei requisiti ergonomici e dello stato di salute del
lavoratore
- calzare correttamente a chi le indossa dopo le eventuali regolazioni”.
Un esempio: gli “addetti alla pulizia o alla sostituzione dei filtri
della ventilazione
ad
aspirazione possono essere esposti a concentrazioni di polvere
molto più
elevate del normale per un determinato luogo di lavoro.
L'accesso a questi filtri, situato spesso nella zona del soffitto, deve
essere
messo anch'esso in sicurezza”.
Riguardo alla quarta regola (svolgere
l’attività secondo quanto pianificato) il documento sottolinea che
le
“procedure di lavoro sicure devono essere comunicate, comprese dai
lavoratori e
dai supervisori e applicate correttamente”.
Inoltre il lavoro deve essere “monitorato in modo tale che vengano
rispettati
la sicurezza concordata dei sistemi di lavoro e le norme degli
impianti”.
Se ci sono casi in cui la manutenzione
è sotto pressione – ad esempio “quando
un'avaria ha provocato l'arresto del funzionamento” - occorre comunque
seguire procedure sicure:
“eventuali scorciatoie potrebbero costare molto care se causano incidenti,
lesioni o danni alla proprietà”.
Inoltre è bene disporre di procedure per
eventi inattesi.
Nella gestione della sicurezza aziendale è necessario prevedere l'arresto del lavoro “quando ci si trova
di fronte ad un problema imprevisto o ad un problema che va oltre le
proprie
competenze”. Oltrepassare i limiti delle proprie abilità e competenze
può
provocare gravi incidenti.
Infine alcune indicazioni relative all’ultima regola: i controlli
finali.
In un precedente
articolo avevamo accennato al fatto che ogni processo di manutenzione
“deve terminare con le verifiche
necessarie a garantire che il compito sia stato completato, che
l'elemento
sottoposto a manutenzione
sia in condizioni sicure e che tutto il materiale di scarto generato
durante il
processo di manutenzione
sia stato rimosso”.
Una volta che tutto sia stato controllato e dichiarato sicuro, “si può
chiudere
il compito e informare i supervisori ed altri lavoratori”.
L’EU-OSHA ricorda anche che la fase finale prevede la “compilazione
di un resoconto che descrive il lavoro eseguito
aggiungendo eventuali osservazioni sulle difficoltà incontrate, nonché
raccomandazioni per ulteriori migliorie”.
E l'ideale, continua l’Agenzie, sarebbe che “se ne discuta anche ad una riunione del personale dove i
lavoratori coinvolti nel processo, nonché coloro che vi lavorano a
margine,
possano esprimere le loro osservazioni sull'attività di manutenzione
e proporre suggerimenti adeguati per migliorarla”.
EU-OSHA, pagina del sito intitolata “Regole
di
base per non sbagliare”.
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