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Dal 1999 quotidiano di approfondimento sulla sicurezza sul lavoro per RSPP, RLS, tecnici della prevenzione, esperti 81/08, consulenti e addetti alla sicurezza. |
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Anno 12 - numero 2347 di giovedì 04 marzo 2010
Manifesto 2010 per la salute e la sicurezza: testo e riflessioni Il Manifesto 2010 per la sicurezza e la salute sul lavoro presentato il primo marzo a Roma: i commenti sull’iniziativa, gli obiettivi dei promotori, il testo del Manifesto 2010 e un’intervista video per trarre le conclusioni della giornata.
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Il primo marzo si è tenuta a Roma la presentazione del “Manifesto
2010 per la salute e la sicurezza sul lavoro”, un’iniziativa che nasce
dall’AIDII, Associazione Italiana degli
Igienisti Industriali, insieme alla FIRAS-SPP,
Federazione dei Responsabili e Addetti alla Sicurezza, e con il supporto del COPIT
OnLus, Comitato Parlamentari per l’Innovazione Tecnologica e lo Sviluppo
Sostenibile.
PuntoSicuro non poteva mancare, non solo per il valore simbolico di questa
raccolta d'intenti, ma per pesare e valutare la capacità di raccogliere insieme
persone e associazioni molto diverse nell’ambito della sicurezza sul lavoro.
Era inoltre evidente, in questa presentazione, il tentativo di far dialogare
società e politica seguendo il monito del Presidente della Repubblica
Napolitano: la sicurezza nei luoghi di lavoro “richiede il concorso e l’impegno
congiunto, convinto e determinato, delle forze sociali e istituzionali del
Paese”. Politica che, diciamo, non sempre è stata sufficientemente sensibile ai
moniti di Napolitano o alle necessità di chi opera in prima linea per la
prevenzione.
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In questo senso la presentazione ha avuto un buon successo: la sala era
stracolma, erano presenti centinaia di professionisti della prevenzione,
rappresentanti delle istituzioni e decine di associazioni e
organizzazioni del
settore.
Associazioni che hanno, tra l’altro, richiesto che questo
incontro/confronto
possa preludere anche ad un coordinamento di tutti coloro che operano
nell’ambito della sicurezza e della salute sul lavoro.
E malgrado l’assenza dei ministri inizialmente previsti, anche l’impatto
con la
politica ha avuto risvolti positivi: al di là della presenza del Copit,
che
opera istituzionalmente per l’incontro tra società e politica
istituzionale, è
da rilevare l’invito di Silvano Moffa - Presidente della Commissione
Lavoro
alla Camera dei Deputati - ai promotori del Manifesto e ai
rappresentanti dei
sottoscrittori per partecipare a un’audizione di confronto con la
Commissione.
Il manifesto,
a cui hanno aderito molte associazioni (ad esempio l’AIAS, Associazione italiana fra
gli
addetti alla sicurezza), è stato presentato da Michele Casciani,
presidente di
AIDII.
L’obiettivo dei promotori è quello di raccogliere consensi e firme per
sviluppare un movimento di proposta per la crescita dell’attenzione
sociale
sulla sicurezza sul lavoro e sul ruolo dei professionisti
che lavorano per la sicurezza
sul
lavoro.
Prima di mostrare il testo del Manifesto 2010 riportiamo una breve
intervista
ad uno dei promotori del documento: Giancarlo D'Andrea, segretario
FIRAS-SPP.
L’intervista raccoglie le conclusioni relative all’incontro, alcune
delle
proposte fatte dalle associazioni e offre un brevissimo approfondimento
sul
tema della formazione a distanza (in attesa dell’accordo in sede di
Conferenza
Stato-Regioni su metodologie e contenuti della formazione di lavoratori,
dirigenti e datori di lavoro).
Il testo del Manifesto 2010 per la
salute e la sicurezza sul lavoro (sottotitolo: 10 azioni su cui far
convergere l’attenzione del Paese):
1. prevenzione
Potenziare e orientare all’assistenza l’azione degli organi di vigilanza
Per una azione dello Stato programmata e coordinata, con una forte
connotazione
propositiva e preventiva, accanto all’azione repressiva
2. igiene del lavoro
Mobilitare il Paese sul tema delle malattie
professionali
Per sviluppare, a fianco della vigilanza antinfortunistica, l’igiene e
la
medicina del lavoro per la prevenzione dei rischi da agenti
chimici, fisici e biologici, recentemente di nuovo in aumento
3. professionalità
Sviluppare e istituzionalizzare il ruolo degli RSPP/ASPP
Per responsabilizzare e qualificare i professionisti e gli operatori
della salute e della
sicurezza nei luoghi di lavoro e per l’istituzione di una conferenza
tematica
annuale
4. diritti
Per una carta dei diritti dei lavoratori in materia di salute e
sicurezza
Per una maggiore consapevolezza dei lavoratori e per la creazione di una
rete
nazionale di Rappresentanti
dei
lavoratori
per la Sicurezza, perché non c’è prevenzione e sicurezza
senza la partecipazione dei lavoratori
5. innovazione
Incentivare l’innovazione e il progresso scientifico-tecnologico
finalizzato alla prevenzione
Per fornire nuove e migliori risposte tecniche alle situazioni di
rischio, ogni
volta che il progresso scientifico-tecnologico lo consente
6. incentivazione
Sviluppare il sistema INAIL che premia la prevenzione e i suoi risultati
Per innescare meccanismi virtuosi di investimento nella sicurezza, per
promuovere
buone prassi e modelli gestionali efficienti, sfruttando le potenzialità
dell’INAIL
7. formazione
Migliorare i percorsi
formativi sulla prevenzione
Per riorganizzare e coordinare i corsi universitari, l’alta formazione e
la
formazione continua e indirizzare le risorse economiche del FSE e dei
fondi
professionali al know how della prevenzione, ad ogni livello
8. assistenza
Organizzare l’assistenza per la prevenzione alle piccole e medie imprese
e agli
artigiani
Per sollecitare la creazione di servizi territoriali multiaziendali di
assistenza tecnica alle PMI e alle attività
artigiane, anche attraverso la valorizzazione degli organismi
paritetici bilaterali
9. inclusione
Favorire politiche e buone prassi ispirate all’integrazione e
all’inclusione
dei lavoratori
stranieri e dei diversamente abili
Per la diffusione della cultura della sicurezza anche tra le categorie
più
esposte, favorendo ogni forma utile e innovativa di mediazione
linguistica e
culturale
10. semplificazione
Ridurre le formalità promuovendo un orientamento finalizzato a risultati
concreti e misurabili
Per ripensare l’approccio alla standardizzazione o alla customizzazione
dei
sistemi di prevenzione. Per un cambiamento, prima culturale e poi
professionale, che guardi soprattutto ai fatti, anche pensando alla
competitività delle imprese
medie
e
piccole
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Manifesto
2010
per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro (formato DOC, 223 kB).
Tiziano Menduto
Commenti alla pagina.
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