Dopo aver brevemente presentato, in un
precedente articolo, le linee guida prodotte dal Coordinamento Tecnico per la Sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e delle Province Autonome, vediamo ora le linee guida presenti in questo
sito e prodotte dalla Regione Veneto - Direzione Regionale per la Prevenzione:
Il primo documento, relativo alle “Linee guida per l‘applicazione nei luoghi di lavoro del D.Lgs. 25/02”, è diviso in più parti:
- la lettura del testo di legge, che “risulta non privo di punti poco chiari, secondo le interpretazioni più condivise dal Gruppo di lavoro e più coerenti con quanto, in tema di rischi e di valutazione degli stessi, è stato già sperimentato ed espresso in dieci anni di applicazione del DLgs 626/94”;
- le interpretazioni in merito ai “punti più controversi (la normativa preesistente e la valutazione del rischio, la definizione di rischio moderato, il ruolo del medico competente, le schede di sicurezza), recependo gli indirizzi già espressi a riguardo dal Coordinamento Tecnico per la Sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e delle Province autonome e del Comitato Consultivo ex art. 72-terdecies del
DLgs 25/2002”;
- “considerazioni critiche nel merito del decreto”.
Le “Linee Guida per l’applicazione del Titolo VII del D.Lgs. 626/94, come modificato dal D.Lgs. 66/2000, alle attività comportanti esposizione a polveri di legno” hanno come obiettivo di fornire alle aziende ed ai Servizi di Prevenzione negli Ambienti di Lavoro (SPISAL):
- “indicazioni in merito all’interpretazione ed alla corretta applicazione del Titolo VII del
D.Lgs.
- indirizzi sulle misure di prevenzione essenziali per rispondere al dettato della Legge di mantenere il rischio al livello più basso tecnicamente possibile, tenuto conto della realtà regionale, anche ai fini della progettazione di nuove realtà produttive;
- criteri per la misurazione dell’esposizione dei lavoratori, per la valutazione dell’efficacia degli
impianti di ventilazione, tenuto conto della strumentazione attualmente diffusa nei Servizi delle Aziende ULSS e presso i Consulenti aziendali;
- indicazioni sulla sorveglianza sanitaria, sull’attività di informazione e formazione dei lavoratori e sulla gestione del Registro degli Esposti”.
L’ultimo documento, una
linea guida elaborata dal Centro Regionale di Riferimento per l’Ergonomia Occupazionale della Regione Veneto, affronta le principali metodiche per la
valutazione del rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori e le lavorazioni più esposte a tale rischio.
La pubblicazione è destinata in particolare ai medici competenti, ai datori di lavoro e agli SPISAL per l’attuazione della sorveglianza sanitaria negli esposti.
Ricordiamo che le patologie da movimenti ripetuti degli arti superiori hanno una elevata incidenza e stanno diventando uno dei principali problemi nell’ambito della tutela della salute dei lavoratori.
Queste linee guida prendono in esame alcune metodiche che appaiono di più facile utilizzo per determinare e quantificare il rischio, in particolare la
metodologia OCRA.
A tale riguardo, nei documenti allegati è disponibile la check list OCRA, la procedura breve per l’identificazione del rischio da sovraccarico degli arti superiori da lavoro ripetitivo.