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Anno 11 - numero 2212 di venerdì 17 luglio 2009

Le malattie da stress lavoro correlate


Un approfondimento sulle malattie da stress lavoro correlato: il rapporto con l’ambiente lavorativo, le situazioni considerate più stressanti, le patologie conseguenti. A cura della Direzione Sanità della Regione Piemonte.

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Riportiamo di seguito un approfondimento relativo a “Le malattie da stress lavoro correlate” pubblicato sul numero di giugno del Bollettino Regionale sulla Salute e Sicurezza nei luoghi di Lavoro “Io scelgo la sicurezza” a cura della Direzione Sanità, Prevenzione Sanitaria ambienti di vita e di lavoro della Regione Piemonte.
 
L’articolo è a cura di F. Gota e O. Righello (ASL CN1).


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Le malattie da stress lavoro correlate
Il concetto di stress ha avuto in questi ultimi anni un’evoluzione dinamica e multidisciplinare, tanto da essere identificato come rischio residuo del benessere sociale del lavoratore.
Nella fisiologia del lavoro lo stress viene interpretato come una serie di situazioni che rompono un equilibrio interiore all’organismo a livello di attività biochimiche e metaboliche inducendo una sindrome di adattamento.
 
Ogni individuo ha dapprima una reazione di difesa o di allarme in cui cerca di utilizzare tutte le energie e le risorse in suo possesso; successivamente nella fase di resistenza o di omeostasi il soggetto tramite i propri processi di difesa può raggiungere un equilibrio; nella fase di esaurimento l’individuo esaurisce le proprie capacità di adattamento alle situazioni.
 
Questo significa che lo stress è un fenomeno soggettivo che non insorge unicamente con la presenza di situazioni stressanti, ma a seguito del modo con cui ogni lavoratore vive emotivamente certe situazioni.
 
In ambito lavorativo, tanti sono gli stimoli: di natura fisica come ad esempio quantità di luce, di temperatura e rumorosità dell’ambiente, di natura chimica quali agenti cardiotossici diretti, fattori psicologici e sociali, fattori oggettivi ed organizzativi.
 
Ci sono situazioni stressanti che possono essere considerate comuni a più soggetti quali la precarietà dei contratti di lavoro, le ristrutturazioni aziendali e gli orari di lavoro con ritmi variati e altre individuali ovvero che si manifestano in singoli individui per le caratteristiche personali con cui affrontano l’attività lavorativa e i problemi dell’esistenza.
 
Tra queste ultime troviamo: a) la performance, ovvero il risultato che ogni compito richiede al singolo lavoratore; essa può essere sovradimensionata rispetto alle capacità psicofisiche e attitudinali e da ciò può scaturirne un non riconoscersi all’altezza di quanto richiesto, oppure sottodimensionata creando un senso di frustrazione per mancata valorizzazione delle proprie capacità operative; b) variazioni individuali con l’attività assegnata: a fronte di compiti uguali alcuni lavoratori necessitano di informazioni precise per lo svolgimento, necessitando pertando di un percorso attuativo rigido per non trovarsi in uno stato di ansia; altri richiedono solo il risultato finale del compito assegnato avocando a sé, in modo autonomo, le scelte decisionali e operative per il suo espletamento.
 
In queste situazioni lavorative di disfunzionalità protratte nel tempo, possono originarsi a carico dei lavoratori dei sintomi che possono interessare la sfera psichica quali fenomeni di ansia, paura, ossessione, ipocondria, isteria, paranoia, cinismo, depressione, aggressività, psico-astenia, bassa autostima.
 
Possono interessare anche alcuni organi e apparati quali il sistema cardiovascolare con ipertensione arteriosa, aritmie cardiache ecc, l’apparato gastrointestinale con gastrite, ulcera gastrica, discinesie colicistiche, colite ulcerosa, la cute con eruzioni cutanee aspecifiche, dermatite seborroica, psoriasi, alopecia areata e perdita di capelli e l’apparato osteo- articolare con dolori del rachide, periartrite scapolo-omerale, tensioni muscolari del cingolo scapolo-omerale.
 
E’ necessaria pertanto una attenta valutazione di alcuni comportamenti indicativi di situazioni di stress: tra questi, si rilevano stati di assenteismo ripetuto e prolungato causato dal desiderio di “fuga da un lavoro” non soddisfacente, diminuzione della qualità lavorativa comportante un aumento del numero degli errori, incapacità di completare il compito assegnato o rispettare i tempi di consegna, difficoltà nelle relazioni interpersonali con rifiuto delle regole, eccessivo appoggio sui superiori, incapacità a collaborare con i colleghi, eccesso di competitività, demotivazione, distacco emotivo.
 
Si ritiene pertanto che lo stress in ambito lavorativo possa essere considerato come un modo di reagire a stimoli esterni, che tuttavia se eccessivi possano comportare delle conseguenze assai gravi sullo stato di salute dell’individuo.
 
 



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