E l’insieme di queste lesioni - definito sindrome da vibrazioni mano-braccio – è caratterizzato dalle seguenti componenti:
- “la componente vascolare della sindrome è rappresentata da una forma secondaria di fenomeno di Raynaud definita “vibration-induced white finger” (VWF) dagli autori anglosassoni;
- la componente neurologica è caratterizzata da una neuropatia periferica prevalentemente sensitiva con distribuzione multifocale oppure confinata alle dita delle mani, i cui sintomi sono costituiti da parestesie, riduzione della sensibilità tattile e termica, e limitazione della destrezza manuale e della capacità di manipolazione fine;
- la
componente osteoarticolare comprende lesioni cronico-degenerative (prevalentemente osteoartrosiche) a carico dei segmenti ossei ed articolari degli
arti superiori, in particolare a livello dei polsi e dei gomiti”.
E i disordini muscolo-scheletrici degli arti superiori “rappresentano un gruppo eterogeneo di lesioni infiammatorie e/o degenerative che comprendono sia ben definiti quadri clinici (es. tenosinoviti, sindrome del
tunnel carpale) o radiologici (es. osteoartrosi) sia disturbi aspecifici (dolore, rigidità articolare, parestesie) ai quali non è attribuita una precisa definizione nosologica”.
Lo studio si occupa in specifico delle possibili evidenze epidemiologiche nei problemi legati:
- alle
patologie del collo e del distretto collo-spalla (es.
cervicalgie, cervicobrachialgie aspecifiche, sindrome tensiva nucale, sindrome cervicale, …);
- alle patologie del gomito (es. epicondilite mediale o laterale del gomito);
- alle
patologie del distretto mano-polso-avambraccio (es. tendiniti, peritendiniti, tenosinoviti, malattia di De Quervain e dito a scatto in “operatori addetti alla macellazione e insaccatura di carne, lavori di sartoria e cucito, impacchettamento di prodotti vari e operazioni di assemblaggio, ovvero condizioni lavorative che comportano un’esposizione combinata a posture sfavorevoli e
movimenti ripetitivi e di forza”);
- alla malattia di Dupuytren (caratterizzata da “proliferazione nodulare del tessuto fibroso dell’aponeurosi palmare con conseguente contrattura e flessione permanente delle dita delle mani, in particolare del IV e V segmento digitale”);
- ai
disturbi muscolo-scheletrici aspecifici dell’arto superiore (ad esempio in relazione alle
mialgie, artralgie, rigidità articolare, parestesie e sensazione soggettiva di gonfiore agli arti superiori in “lavoratori esposti a vibrazioni e stress ergonomico, in particolare nei forestali”);
- alle osteoartropatie dell’arto superiore: ricordando che le possibili alterazioni osteoarticolari causate da vibrazioni trasmesse all’arto superiore rappresentano ad oggi “un tema controverso”.
Nel documento sono presente alcune tabelle esplicative in relazione:
- agli studi sulla possibile “associazione tra sindrome del tunnel carpale (STC) ed esposizione combinata a fattori di rischio ergonomico e vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio”;
- alle “lesioni anatomo-radiologiche a carico degli arti superiori in lavoratori di
fonderia esposti a
vibrazioni mano-braccio generate da scalpelli pneumatici e in controlli che svolgevano lavoro manuale pesante”;
- alla “prevalenza di entesopatia del gomito (sperone olecranico) in lavoratori di
fonderia esposti a vibrazioni mano-braccio generate da scalpelli pneumatici e in controlli che svolgevano lavoro manuale pesante, in rapporto all’età e all’esposizione giornaliera a vibrazioni espressa in termini di accelerazione equivalente normalizzata a 8 ore di lavoro”.
Riportiamo infine alcune delle conclusioni a cui giungono gli autori di questo lavoro:
- “le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio svolgono un ruolo autonomo e dominante nell’insorgenza del fenomeno di Raynaud e di varie forme di neuropatia periferica prevalentemente sensitiva nei lavoratori le cui mansioni comportano un regolare e prolungato uso di utensili vibranti;
- vi sono evidenze biomeccaniche che le vibrazioni di bassa frequenza e elevata ampiezza generate da utensili a movimento percussorio causano, in concorso con altri fattori di stress ergonomico,
alterazioni cronicodegenerative a carico dei segmenti ossei e delle articolazioni degli arti superiori, in particolare a livello del polso e del
gomito;
- vi sono forti evidenze epidemiologiche e sperimentali che l’esposizione combinata a vibrazioni mano-braccio e fattori di
rischio biomeccanico (
ripetitività, forza, postura) è associata ad un elevato e significativo aumento dell’occorrenza di sindrome del
tunnel carpale;
- vi è una limitata evidenza, documentata da un piccolo numero di studi epidemiologici, di una possibile associazione tra malattia di Dupuytren e uso professionale di utensili vibranti;
- vi sono insufficienti evidenze che l’esposizione a vibrazioni mano-braccio svolga un ruolo indipendente rispetto ad altri fattori di rischio biomeccanico nell’insorgenza di patologie muscolo-scheletriche sia aspecifiche sia clinicamente ben definite a carico del collo e degli
arti superiori”.