Competenze relazionali
Per individuare le competenze relazionali del medico competente è
stato
esaminato il ruolo agito da tale figura professionale, che vede il
soggetto,
rispondere, in modo personale e originale, con le proprie risorse di
conoscenza, abilità e comportamento, ai requisiti della situazione
operativa.
I compiti attribuiti dalla legge al medico competente sono stati
analizzati
con riferimento alla natura delle attività che egli è tenuto a
svolgere e
alla tipologia di soggetti interni ed esterni con cui deve
intraprendere e
mantenere relazioni per raggiungere gli obiettivi prefissati.
Sono stati considerati compiti relazionali di acquisizione,
aggiornamento e
trasferimento di informazioni tecniche, scientifiche, organizzative e
procedurali:
1) le informazioni che il
medico
competente è tenuto a fornire ai lavoratori, e su richiesta ai
rappresentanti
dei lavoratori per la sicurezza, sul significato della sorveglianza
sanitaria
cui sono sottoposti e, nel caso di esposizione ad agenti con effetti a
lungo
termine, sulla necessità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche
dopo la
cessazione della attività che comporta l’esposizione a tali agenti40;
2) la partecipazione alle riunioni periodiche di sicurezza e, in
occasione di
tali riunioni, la comunicazione per iscritto al datore di lavoro, al
responsabile del servizio di prevenzione protezione dai rischi, ai
rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, dei risultati anonimi
collettivi della
sorveglianza
sanitaria effettuata e le indicazioni sul significato di detti
risultati
ai fini della attuazione delle misure per la tutela della salute e
della
integrità psicofisica dei lavoratori41;
3) le informazioni da fornire al lavoratore sulla necessità di
conservazione
della documentazione sanitaria in suo possesso, che il medico
competente deve
consegnare allo stesso alla cessazione del rapporto di lavoro42;
4) la trasmissione ai servizi competenti per territorio,
esclusivamente per
via telematica, dei dati aggregati sanitari e di rischio dei
lavoratori sottoposti
a sorveglianza sanitaria43;
5) la comunicazione, mediante autocertificazione, del possesso dei
titoli e
dei requisiti formativi e professionali previsti per legge,
all’Ufficio II
della Direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero
della
salute44;
6) la partecipazione obbligatoria al programma di educazione continua
in
medicina (ECM)45.
Per chiarire la natura del processo relazionale che si attiva tra il
medico
competente e le altre figure professionali del sistema di prevenzione e
protezione, nonché le condizioni che determinano tale processo, le
variabili
che definiscono la relazione sono state classificate, fermo restando
comunque
la varietà del contesto in cui si verificano le azioni e l’influenza
dello
stesso nell’ambito del rapporto interpersonale, nelle seguenti sette
tipologie relazionali che il medico competente si trova ad agire in
modo
diretto, indiretto o reciproco:
• relazioni informative, attraverso cui mette al corrente, fornisce
notizie,
indirizza, si conforma a direttive, caratterizza, impronta il proprio e
l’altrui lavoro per definire e raggiungere i vari obiettivi;
• relazioni consultive, mediante le quali chiede a persone o analizza
documenti tecnici e scientifici, per ottenere suggerimenti, pareri,
risposte
per decidere e operare;
• relazioni propositive, con cui sottopone all’attenzione, alla
valutazione,
alla considerazione di qualcuno, intenzioni, argomenti, proposte per
la
risoluzione di problemi;
• relazioni negoziali, attraverso le quali si impegna a discutere per
avvicinare interessi e posizioni talora contrastanti, allo scopo di
raggiungere un accordo soddisfacente per ciascuna delle parti in
relazione;
• relazioni di controllo, per mezzo delle quali con attenzione
scrupolosa e
dominando le proprie emozioni, verifica il benessere degli individui,
il
funzionamento e l’efficienza di materiali, macchinari e impianti,
l’efficacia
di sostanze, prodotti e interventi, allo scopo di impedire violazioni,
di
individuare errori, guasti, o disfunzioni del sistema in cui opera;
• relazioni di coordinamento, con cui organizza e si adopera per far
interagire in assonanza azioni e persone, funzionali al raggiungimento
degli
obiettivi;
• relazioni motivazionali, con cui si impegna ad analizzare l’insieme
delle
cause e dei fattori che concorrono a determinare i comportamenti di un
individuo o del sistema in cui l’individuo è inserito, espone e
precisa le
ragioni di un dato comportamento, fornisce stimoli adatti per
incentivare
l’interlocutore a compiere azioni orientate a raggiungere un fine.
Tenendo conto altresì dell’obiettivo e della frequenza dei rapporti
che il
medico
competente è tenuto a stabilire con gli altri soggetti del sistema
di
sicurezza e prevenzione aziendale, portatori a loro volta di compiti e
responsabilità diverse, di istanze e interessi eterogenei, a volte
anche
ambigui e conflittuali, in Tab. 1 è riportato in modo schematico il
tipo di
relazione che questo professionista può attivare con i diversi
soggetti con
cui si confronta durante la sua attività.
note:
40 Cfr. art. 25,
comma 1, lettera g) del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i.
41 Cfr. art. 25, comma
1, lettera i) del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i.
42 Cfr. art. 25, comma 1, lettera e) del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i.
43 Cfr. art. 40, comma 1 del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i.
44 Cfr. Decreto 4 marzo 2009 e art. 25, comma 1, lettera n) del D.Lgs.
n.
81/2008 e s.m.i.
45 Cfr. art. 38, comma 3 del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i.