come scienza interdisciplinare, qual è, fondamentale per qualsivoglia approccio
progettuale e “conservativo”.
L’approccio ergonomico alla progettazione e valutazione delle postazioni di
lavoro contribuisce infatti al controllo ed al raggiungimento degli obiettivi
lavorativi fissati per quella data postazione.
L’applicazione dei principi ergonomici da un lato promuove la salute e la
sicurezza degli operatori ma, dall’altro, incide sulle prestazioni umane, sul
livello di produttività della postazione e sulla soddisfazione professionale
complessiva, con una conseguente diminuzione dell’assenteismo oltre che di
incidenti e malattie professionali.
Malgrado i concetti sopra riportati la negligenza si eleva quando si parla di
sicurezza nei luoghi
di lavoro e questo risulta ancor più paradossale perché all’interno del
Testo Unico ne troviamo specifico riferimento in tutti
questi punti succintamente citati, anche se è con il dlgs 626/94 che
l’ergonomia ha il primo riconoscimento ufficiale e viene inserita
con forza nella legislazione italiana:
- art. 15 D. Lgs. 81/2008: "il rispetto dei principi
ergonomici
nell’organizzazione
del
lavoro, nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e
nella definizione dei metodi di lavoro e produzione, in particolare al fine di
ridurre gli effetti sulla salute del lavoro monotono e di quello
ripetitivo".
- TITOLO III – USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO E DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE
INDIVIDUALE CAPO I – USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO Articolo 71 - Obblighi
del datore di lavoro
- CAPO II – USO DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE Articolo 76 -
Requisiti dei DPI
- TITOLO IV – CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI CAPO II – NORME PER LA PREVENZIONE
DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO NELLE COSTRUZIONI E NEI LAVORI IN QUOTA SEZIONE II -
DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE Articolo 111 - Obblighi del datore di lavoro
nell'uso di attrezzature per lavori in quota
- TITOLO VI – MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI CAPO I – DISPOSIZIONI GENERALI
Articolo 167 - Campo di applicazione
- TITOLO VII – ATTREZZATURE MUNITE DI VIDEOTERMINALI CAPO II – OBBLIGHI DEL
DATORE DI LAVORO, DEI DIRIGENTI E DEI PREPOSTI Articolo 174 - Obblighi del
datore di lavoro
- ALLEGATO XIII PRESCRIZIONI DI SICUREZZA E DI SALUTE PER LA LOGISTICA DI
CANTIERE
PRESCRIZIONI PER I SERVIZI IGIENICO-ASSISTENZIALI A DISPOSIZIONE DEI LAVORATORI
NEI CANTIERI R ALLEGATO XXXIV VIDEOTERMINALI - REQUISITI MINIMI 3. Interfaccia
elaboratore/uomo
Senza dimenticare che anche la “
nuova
Direttiva Macchine” cita il concetto di ergonomia come da estratto sotto
riportato:
“REQUISITI ESSENZIALI DI SICUREZZA E DI TUTELA DELLA SALUTE” del D.Lgs.27
Gennaio 2010 n. 17” 1.1.6. Ergonomia
Nelle condizioni d'uso previste devono essere ridotti al minimo possibile il
disagio, la fatica e le tensioni psichiche e fisiche (stress) dell'operatore,
tenuto conto dei principi seguenti dell'
ergonomia:
- tener conto della variabilità delle dimensioni fisiche, della forza e della
resistenza dell'operatore,
- offrire lo spazio necessario per i movimenti delle parti del corpo
dell'operatore,
- evitare un ritmo di lavoro condizionato dalla macchina,
- evitare un controllo che richiede una concentrazione prolungata,
- adattare l'interfaccia uomo/macchina alle caratteristiche prevedibili
dell'operatore.
Allo stesso modo alla voce “formazione” ai sensi dell’art. 32 del
d.lgs.
81/08 (e già precedentemente
citato dalla Conferenza Stato regione del 26.01.2006) per divenire Responsabili
del Servizio di Prevenzione e Protezione occorre espletare il modulo C al cui
interno (C3) risulta ben specificato l’obbligo di conoscenza dei “rischi di natura ergonomica”.
Inoltre all’interno
di un documento di valutazione
dei rischi che è la “carta d’identità “ della sicurezza di
un azienda raramente troviamo un approccio compiuto in merito; ci si limita a
ricordarla alle solite argomentazioni quali la postazione del
videoterminalista
o quando si parla di movimentazione manuale dei carichi e/o da rischio da
stress da lavoro correlato.
Eppure la corretta metodologia preliminare per conoscere un attività lavorativa
risulta essere:
• L’analisi
dell’attività (scomporre in macro
mansioni
l’operatività
del l’utente per conoscere l’interazione del medesimo con il
sistema)
• L’analisi
del flusso (descrive la sequenza
temporale degli eventi di un sistema)
• L’analisi
decisionale (conoscere gli input
e gli output conseguenti alle decisioni prese di volta in volta dall’utente)
• L’analisi del compito (l’elenco di tutte le operazioni che l’utente vuole eseguire e di tutte le informazioni
necessarie per raggiungere i vari obbiettivi)
A conseguimento dei dati ottenuti nella prima fase occorre mettere in
atto l’applicazione di almeno n° 4 metodologie ergonomiche scegliendole
tra la possibilità di ottenere dati qualitativi o quantitativi ed tra un
impostazione individuale ed una collettiva. Tra le più diffuse: (rif.
bibliografico – Ergolab)
MISURE DI PERFORMANCE
Tale metodo viene usato per ottenere delle misure quantitative riguardanti la
prestazione degli utenti in interazione con un sistema. Lo sperimentatore ha il
compito di:
a) definire gli obiettivi, in termini di attributi di usabilità;
b) bilanciare le varie componenti degli obiettivi;
c) quantificare i problemi di usabilità attraverso misure del:
- tempo di completamento del compito;
- numero di compiti completati per unità di tempo;
- rapporto tra successi e fallimenti;
- tempo di scoperta e di recupero dell’errore;
- numero
di
errori;
- numero di comandi mai usati;
- numero di caratteristiche del sistema memorizzate;
- frequenza di utilizzo di manuali o sistemi di aiuto.
INTERVISTE
Le interviste possono essere non strutturate o strutturate.
Nella prima fase di valutazione è utile ricorrere a interviste non strutturate.
L'obiettivo è quello di raccogliere delle notizie generali sulle procedure
adottate dall'utente e sulle sue aspettative circa il sistema.
Le interviste strutturate sono da preferire per un'analisi più approfondita, da
svolgere quando si conoscono i possibili problemi che può rivelare il sistema.
Condurre un’intervista
non è facile e richiede una
competenza specifica.
- Registrare l’intervista
e non prendere appunti
- Formulare le domande in termini neutri
- Incoraggiare l’utente a
rispondere per
esteso
- Iniziare con argomenti semplici - Utilizzare termini che il soggetto può
comprendere
- Non esprimere le proprie opinioni sulle risposte
- Utilizzare “probe” per ottenere più informazioni
Addition probe: “Non si fermi, vada avanti”
Reflecting probe: “Diceva che qua ha trovato un problema...”
Directing probe: “Perché?”
Defining probe: “Che cosa intendi con “era scomodo?”
FOCUS GROUPS
E' una tecnica che colleziona dati utilizzando un certo numero di utenti (6-9)
che discutono assieme dei problemi relativi al sistema. Un esperto copre il
ruolo di moderatore, preparando la lista di problemi da discutere e cercando di
guidare il discorso per ottenere il maggior numero di informazioni possibili.
Procedura:
Selezionare degli utenti rappresentativi
Scegliere un moderatore preparato
Preparare una lista dei problemi da discutere
Guidare la discussione senza impedire il “free flow”‘ di idee e commenti
Assicurarsi
che tutti gli utenti partecipino alla discussione
Utilizzare più focus groups
Utilizzare in alternativa delle video-conferenze o chat elettroniche
PLURALISTIC WALKTHROUGH
È un metodo di analisi di gruppo, in cui utenti, progettisti ed esperti di
ergonomia si incontrano per discutere sul prodotto in questione.
È utile coinvolgere l’utente,
soprattutto nelle
prime fasi di sviluppo, in quanto può sollevare dei problemi che i progettisti
solitamente non si pongono (i progettisti non sono utenti). Bisogna tenere in
considerazione che questo tipo di analisi non consiste solamente nel chiedere
agli utenti che cosa vogliono, poiché spesso non lo sanno o non sanno quali
sono le alternative possibili.
È irragionevole aspettarsi da loro delle idee di sviluppo, in quanto gli utenti
non sono dei progettisti. E’
possibile invece
capire se un dato prodotto incontrerà o meno il loro favore o non
sarà facilmente utilizzabile.
Pertanto questa succinta scaletta filologica dell’applicazione
dell’ergonomia vuole ricordare l’importanza della applicazione della
medesima nella valutazione dei
rischi dei luoghi di lavoro e non soltanto nella fase della
progettazione.
Massimo
Giuntoli, architetto
(Per gentile
concessione di "Professioni & Incontri magazine", n. 02/2010.)