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Anno 12 - numero 2358 di venerdì 19 marzo 2010
La sicurezza sul lavoro per il personale di coperta La sicurezza e la salute del personale di coperta. I lavori marinareschi, l’accesso a bordo, la stiva, la pittura e l’ormeggio e l’ancoraggio.
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Continua l’impegno dell’ Ipsema,
Istituto di previdenza per il settore marittimo, e di ‘forMare’, polo nazionale
di formazione per lo shipping, istituito da Confitarma,
nel promuovere un
aggiornamento continuo nel campo della sicurezza a bordo delle navi.
PuntoSicuro ha già presentato diversi “quaderni
per la formazione”: dal documento dedicato alla sicurezza
in cucina, a quello dedicato alla sicurezza
nei locali macchine o ai rischi
relativi alle vibrazioni meccaniche e alle radiazioni.
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Il documento che
presentiamo ora è intitolato “ Quaderno
di
Formazione per la sicurezza del lavoro del personale di coperta”
ed
è destinato ad un personale che è tra i più a rischio nelle attività di
lavoro
sulle navi: oltre la metà del totale
degli infortunati registrati dall'Ipsema svolgono, infatti, attività di
coperta.
Ma chi sono e cosa fanno questi lavoratori?
Si va dal personale addetto all'ormeggio, disomerggio e rimorchio, agli
addetti
per il servizio di imbarco e sbarco. Alle manovre in generale per
l'imbarcazione
e per la sistemazione a bordo, per i montacarichi, boccaporto,
verricelli e gru
e altri servizi.
E i rischi di questi lavoratori sono molti, ad esempio il picchettaggio
(l’uso
delle picchette elettriche) e la pitturazione dello scafo e le
lavorazioni al
suo esterno, gli attacchi della pirateria, gli accessi a bordo e quelli
dai
boccaporti alle stive, gli ancoraggi ed i rimorchi, la guardia sul ponte
di
comando, le operazioni con gli elicotteri.
Nel documento sono riportate le linee guida relative alle buone pratiche
da
seguire “in molte situazioni che comunemente si verificano a bordo e i
principi
basici possono applicarsi a molte altre situazioni lavorative non
specificatamente trattate”.
Malgrado al ricchezza di informazioni proposte viene ricordato che non
bisogna
considerare “questo quaderno e gli altri precedenti, come una guida
completa
alla sicurezza sul lavoro”.
Infatti i consigli riportati “devono essere sempre considerati
unitamente ai
risultati della valutazione
dei
rischi e a qualsiasi informazione o istruzione lavorativa fornita
dal
fabbricante, fornitore o altra fonte qualificata”.
Il libro è diviso in tre parti.
La prima parte è relativa alla
prevenzione, è comune a tutto il personale di bordo e affronta temi in
parte
già trattati nei precedenti quaderni pubblicati.
Ad esempio in questa parte si affrontano i problemi relativi al:
- rischio
elettrico;
- rischio
di
incendio ed esplosione;
- rischio
chimico dovuto alla presenza di sostanze irritanti e radianti;
- rischio
rumore;
- rischio legato al microclima;
- rischio legato a radiazioni.
La seconda parte affronta invece i
rischi e la prevenzione nelle attività comuni a tutto il personale di
coperta.
Mentre la terza parte si occupa dei
diversi tipi di nave,
con le loro problematiche principali.
Infatti, viene ricordato nella prefazione, bisogna tener conto delle
nuove
tipologie di rischio che riguardano il lavoro in alcune delle navi
specializzate e dedite al trasporto di particolari merci (dalle
portacontainers, alle petroliere, alle gasiere,alle portarinfuse,alle
chimichiere, …)
Veniamo ora ad un breve approfondimento della seconda parte del libro
riportando alcune indicazioni relative ad alcune attività
lavorative specifiche di coperta.
I lavori marinareschi
Si ricorda ogni “operazione che può comportare un rischio alla
sicurezza
dei lavoratori marittimi deve essere condotta, come regola generale,
sotto la
supervisione di un ufficiale o di un altro membro dell’equipaggio il
quale
abbia ricevuto l’addestramento e le istruzioni previste”. Inoltre ogni
lavoro a
bordo “deve essere condotto con la conoscenza del Piano
Valutazione Rischi della zona in cui l’attività sarà
condotta”.
Di questa tipologia di lavori fanno parte:
- i lavori
in
sopra elevazione, fuori bordo o in posizioni esposte: i “giovani e
le persone senza esperienza non
devono essere inviate a lavorare in sopraelevazione, fuoribordo o in
posizioni
esposte, se non accompagnati da un marinaio esperto o sotto una adeguata
supervisione”. E
se il “lavoro deve essere
necessariamente svolto fuoribordo o in posizioni pericolose, il
personale coinvolto
dovrà indossare e utilizzare la cintura di sicurezza e la cintura di
salvataggio o altra protezione galleggiante approvata”;
- i lavori su cestelli, ponti
e impalcature;
- i lavori sui banzighi (particolari imbragature), i lavori dallo
zatterino e i
lavori sui cavi.
Sistemazioni per l’accesso a bordo
I mezzi di accesso a bordo “devono essere di materiale e struttura
solidi e
di adeguata resistenza,installati in modo sicuro e mantenuti in buono
stato di
manutenzione”.
Tenendo conto che “a seconda del tipo di nave e dell’uso saranno
utilizzati
mezzi di accesso diversi”. Nel documento sono riportate diverse
precauzioni per
evitare incidenti e cadute accidentali e si parla diffusamente di vari
tipi di scale
e accessi utilizzabili (di banda o reali, scalandroni, passerelle, …).
Sistemazioni per l’accesso alle stive
“L’accesso alle stive di carico deve essere effettuato dall’accesso
permanente della nave”. Può in alternativa essere realizzato tramite
scale
portatili “solo se tutte le vie d’accesso permanenti sono ostruite o
altrimenti
inutilizzabili”.
Dopo aver affrontato la movimentazione dei boccaporti, si ricorda che i
pericoli principali relativi alla movimentazione
dei carichi nelle stive includono:
- “cadute dalle aperture delle stive o dal carico;
- cadute di carichi instabili;
- aree di lavoro congestionate;
- superfici di lavoro irregolari sui carichi;
- rischio di inciampare;
- comunicazioni non chiare con gli operatori delle apparecchiature
di
sollevamento;
- carichi oscillanti;
- caduta di oggetti;
- impianti meccanizzati e veicoli e relativi fumi”.
Il documento si sofferma in particolare sul sollevamento e trasporto
di
materiali.
Pitturazione
È evidente che le varie pitture “possono contenere sostanze
tossiche
o irritanti” : una pittura “della quale non sono note le caratteristiche
fisiche
e chimiche non dovrebbe essere utilizzata”.
Inoltre “alcune pitture,evaporando,
possono
inoltre causare miscele infiammabili”.
Si ricorda di ventilare gli spazi interni durante la pitturazione sino a
quando
il locale non è completamente asciutto, di prestare particolare cura
nell’operazione di miscelazione di componenti diversi e di adottare
precauzioni
nell’uso di sostanze liquide per la rimozione di superfici ossidate o
strati di
pittura da eliminare.
Ancoraggio - Ormeggio/disormeggio –
Rimorchio
La pubblicazione ricorda che sono molti gli incidenti che si
verificano
durante il maneggio dei cavi di ormeggio, “quando essi si sono rotti
(53%) o
sono scivolati dalle bitte o dai tamburi dei verricelli (42%) o a causa
dell’avaria dell’apparecchiatura (5%)”.
È poi importante ricordare che:
- “i cavi sintetici hanno una resistenza alla rottura e durata maggiore
dei
cavi di fibra”;
- il “continuo uso, a volte incorretto,
i danni causati da eccessiva esposizione ai raggi solari, alle
intemperie o a
seguito dei lavaggi”, possono diminuire la resistenza dei cavi;
- “i rischi sono aumentati da una cattiva manutenzione e da una area di
manovra
non sicura”. Il documento, che vi invitiamo a visionare, riporta anche
in
questo caso diverse precauzioni di massima da adottare per evitare
incidenti.
Ipsema e ForMare, “ Quaderno
di
Formazione per la sicurezza del lavoro del personale di coperta”
(formato PDF, 4.6 MB).
PDC
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