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Anno 10 - numero 2066 di venerdì 05 dicembre 2008

La Responsabilita’ Sociale nelle piccole e medie imprese


Una ricerca si propone di identificare gli aspetti normativi, esaminare gli indici sulla salute e sicurezza e realizzare uno strumento di monitoraggio e comparazione delle buone pratiche nelle PMI italiane.

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La newsletter di diario-prevenzione ha recentemente sottolineato la presenza di un interessante documento in merito alla sicurezza nelle PMI.
Si tratta in particolare del rapporto intitolato “La Salute e Sicurezza sul lavoro nelle piccole e medie imprese italiane, un approccio socialmente responsabile”, un rapporto relativo ad una ricerca patrocinata dalla Fondazione per la Diffusione della Responsabilità Sociale delle Imprese, denominata anche Italian Centre for Social Responsibility (I-CSR), un centro indipendente i cui fondatori promotori sono il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’INAIL, l’Unioncamere e l’Università Bocconi.
L’obiettivo del I-CSR è quello di promuovere la diffusione della responsabilità sociale delle imprese, di sviluppare la ricerca di base su questo tema e favorire il dialogo tra istituzioni, imprese e università.
 

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Il documento introduce innanzitutto il concetto di Responsabilità Sociale.
 
Come indicato nel sito dedicato alla CSR (Corporate Social Responsibility) di Unioncamere - essere un'impresa socialmente responsabile significa “tenere conto non solo dei parametri economici della gestione, ma anche dell'ambiente e del contesto sociale nel quale l’impresa è inserita”.
“È necessario che le aziende operino in equilibrio rispetto a tutte e tre le dimensioni: economica, ambientale, sociale, e siano consapevoli delle connessioni tra loro esistenti. Una decisione in uno di questi ambiti esercita necessariamente delle ripercussioni sui restanti”.
Inoltre la responsabilità sociale non è solo inerente a questioni di etica, ma può essere un forte fattore di competitività per le imprese.
Un’impresa “attenta alle esigenze dei suoi portatori d'interesse, che instaura un rapporto equilibrato con il territorio e gestisce responsabilmente i propri collaboratori e fornitori, è in grado di rafforzare la sua identità e stabilire relazioni positive con la comunità di riferimento. In pratica, è in grado di raggiungere e mantenere un equilibrio sostenibile nel medio e nel lungo periodo, creando valore non solo per i propri azionisti (shareholder), ma anche con tutti gli altri soggetti cointeressati alla sua attività (stakeholder)”.
E i benefici sono molti, ad esempio:
- un ambiente di lavoro migliore, più sicuro e motivante;
- un rapporto stabile e duraturo con i consumatori/clienti;
- una migliore reputazione dell’azienda;
- una più efficace gestione del rischio d’impresa;
- un migliore accesso alle fonti di finanziamento.
 
L’importanza della ricerca di I-CSR si dimostra quando il rapporto ci racconta che il tema della “Corporate Social Responsibility” è stato ampiamente analizzato ed affrontato “soprattutto nella visione delle grandi imprese, quasi sempre di matrice multinazionale e molto meno nell’ottica delle Piccole e Medie Imprese (PMI)”.
Infatti “la dimensione d’impresa ha un impatto rilevante sul grado della definizione e messa in campo di strategie e modelli di CSR, dal momento che le PMI presentano caratteristiche che le rendono sensibilmente differenti dalle imprese di maggiori dimensioni che gestiscono con maggiore consapevolezza e finalità strategica le politiche di responsabilità sociale”.
Di come le PMI affrontino il tema della CSR è importante parlarne specialmente in Italia, dove “il tessuto produttivo è caratterizzato dalla straordinaria prevalenza di PMI (circa l’81,3% delle imprese italiane ha meno di 250 dipendenti, contro una media del 66% nell’UE)”.
 
La ricerca di I-CSR è stata elaborata per:
- “identificare gli aspetti normativi e volontari nell’ambito della salute e sicurezza sul lavoro;
- esaminare gli indici sulla salute e sicurezza presenti negli archivi amministrativi di istituzioni italiane che si occupano di questo tema;
- realizzare uno strumento di monitoraggio e comparazione delle buone pratiche nelle PMI italiane”.
 
Dopo aver parlato di CSR, il rapporto propone un approfondimento del quadro normativo nazionale ed europeo relativo alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, un riepilogo dei dati relativi agli infortuni e presenta i risultati di una indagine “volta alla creazione di una ‘piattaforma’ di buone pratiche orientate al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul luogo di lavoro, che possa rappresentare uno strumento di monitoraggio e comparazione per le organizzazioni”.
 
Questo strumento – come indicato nella presentazione della ricerca - è realizzato attraverso:
- “un’analisi documentale;
- il coinvolgimento dei rappresentanti di diverse organizzazioni di carattere istituzionale, sindacale e datoriale esperti della materia;
- il coinvolgimento di un campione di imprese già attive nell’ambito della responsabilità sociale”.
 
Nel documento, oltre ai risultati positivi relativi a questo ultimo campione (con una sensibile presenza di buone pratiche nella quasi totalità dei casi), è allegata anche la piattaforma delle buone pratiche sottoposta agli stakeholder utilizzati nella ricerca.
 
 
La Salute e Sicurezza sul lavoro nelle piccole e medie imprese italiane, un approccio socialmente responsabile”, I-CSR, a cura di Alessandro Bressan (responsabile della ricerca), Davide Dazzi, Samuela Felicioni, Claudio Gagliardi e Gino Rubini (formato PDF, 516 kB).
 
 
 
Tiziano Menduto



Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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