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Anno 12 - numero 2415 di giovedì 10 giugno 2010
La cura delle mani e le malattie professionali Per la prevenzione delle dermatosi professionali alle mani: i meccanismi che portano a irritazioni e allergie, le irritazioni cumulative nelle diverse professioni e alcune semplici misure preventive.
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Le mani
sono strumenti preziosi sia per la vita privata di ciascuno di noi che per la
vita lavorativa.
Sfortunatamente sono anche la parte del nostro corpo più esposta e nei luoghi
di lavoro sono frequenti non solo le lesioni
alle mani, ma anche diverse patologie
cutanee.
Per prevenire e limitare la diffusione di queste patologie in Svizzera viene
portata avanti da alcuni anni una specifica campagna di prevenzione delle dermatosi professionali, ideata dal dott.
Daniel Perrenoud, dermatologo specialista delle malattie della pelle legate al
lavoro, e dal designer Thierry Gogniat.
Con il materiale
informativo è stato creato un sito
pedagogico e pratico per la prevenzione
delle dermatosi professionali (“2mani”), con il sostegno del
Dipartimento
di Medicina del lavoro di Suva,
istituto svizzero per l'assicurazione e la prevenzione degli infortuni.
Sul sito è disponibile un corso on line
che è scaricabile anche in versione
PDF, ma solo da scuole, organizzazioni professionali e incaricati
della
sicurezza in Svizzera.
Il sito affronta due argomenti: le mani e i guanti.
Affrontiamo e presentiamo il primo, rimandando ad un prossimo articolo
le
indicazioni e i suggerimenti riguardo all’uso di guanti protettivi.
Il corso ricorda che la pelle è un
tessuto che vive.
È un tessuto che “si rinnova costantemente per mantenere in buono stato
la sua
superficie, la barriera di protezione. Questo strato protettore è molto
fine (1
centesimo di millimetro) e si rinnova completamente in 3 e 4 settimane”.
In particolare la “vita quotidiana e le sollecitazioni dovute al lavoro
danneggiano la barriera di protezione naturale, soprattutto alle mani”.
E
se le aggressioni sono troppo forti e reiterate la pelle non può più
rigenerarsi correttamente e diventa permeabile.
In questo caso anche le “sostanze normalmente ben tollerate penetrano
nella
pelle e creano un'irritazione” cutanea: la pelle “diventa rossa, secca e
a
volte screpolata”.
Ma non basta. L’eventuale irritazione
facilita anche le reazioni allergiche.
Infatti “quando la pelle è irritata, le sostanze allergizzanti possono
raggiungere la parte più profonda della pelle” e provocare un’allergia:
una
reazione che “è una risposta attiva dell'organismo che fa appello alle
difese
immunitarie del corpo”.
Nel corso sono presenti diverse immagini, che vi invitiamo a visionare ,
relative ad allergie
professionali (ad esempio allergie alle tinture per i capelli o al
cemento).
Il corso si sofferma poi sulle difese immunitarie e sui meccanismi
delle allergie da contatto.
Ricordiamo a questo proposito che un eczema allergico “può apparire in
qualsiasi momento della vita professionale, che sia durante i primi mesi
di
apprendistato o dopo numerosi anni di pratica”.
Benché poi “irritazione e allergia
siano spesso associate, si tratta tuttavia di fenomeni ben differenti”.
Infatti l'irritazione
è in “linea di massima reversibile, mentre l'allergia (che fa capo alla
memoria
immunitaria) è irreversibile”. Ecco perché “quando si sviluppa un'allergia
da contatto, un cambiamento di professione è spesso necessario” ed è
dunque
fondamentale prevenire, “per mezzo di cure e di una protezione
adeguata”, lo
sviluppo di un'allergia.
Due in particolare sono i tipi
principali d'irritazione:
- l'irritazione acuta: “apparizione
rapida di un arrossamento doloroso, che si attenua progressivamente se
il danno
non è troppo severo. Questa situazione corrisponde a un'irritazione
acuta”;
- l’irritazione cumulativa: spesso
“la vita professionale espone le mani
a molteplici aggressioni poco severe, ma ripetute durante la giornata”
(ad
esempio prodotti di pulizia, oli industriali, terra, cemento,…). Se
“l'intervallo tra le aggressioni è breve,
i loro effetti si addizionano sino a provocare dei sintomi d'irritazione
come quelli dell'irritazione acuta, anche se si tende a sottostimarli”.
Ricordando che ogni professione espone le mani a situazioni
d'irritazione
differenti il corso riporta l’esempio di
irritazioni cumulative in diverse professioni:
- parrucchieri e pettinatrici: “nel
campo dei mestieri di parrucchiere e pettinatrice, il contatto ripetuto
con
shampoo e prodotti capillari, associato al lavaggio frequente delle
mani, è la
fonte principale d'irritazione” (ma anche colorazioni e decolorazioni,
permanenti, …);
- muratori e manovali: il “cemento è
un irritante a vari titoli: è essicante, abrasivo e alcalino”
(alcalinità del
cemento, mani bagnate, contatto con terra e con materie abrasive,
esposizione a
freddo
e umidità, pulizia di utensili, …);
- meccanici di macchine: è il
“contatto costante con le emulsioni per il taglio che costituisce
l'irritazione
cumulativa” (contatto con emulsione per tagliare, pulizia ad aria
compressa,
trucioli metallici, pulizia e sgrassamento di pezzi, …);
- garagisti e carrozzieri: “è il
contatto con una grande varietà di sostanza (spesso derivate dal
petrolio) che
rovina le mani” (pulizia con solventi, contatto con lubrificanti usati e
residui stradali, fluido dei motori, liquidi dei freni, pulizia di
carrozzeria,
vetri e motori, lavaggio di mani con solventi e sapone di sabbia, …);
- imbianchini e stuccatori/gessaioli:
“la pulizia ripetuta delle mani con solventi destinati a diluire la
pittura e a
pulire gli attrezzi può, da sola, danneggiare la pelle” (contatto con
decapanti
e solventi, gesso, colle, resine,
vernici e pitture, polvere dell’edilizia, pulizia superfici, lavaggio
delle
mani, …);
- panettieri e pasticcieri: “è
essenzialmente la farina la causa di problemi, mediante il suo effetto
essicante. La pulizia frequente delle mani e delle superfici di lavoro,
la
manipolazione di utensili che scottano, contribuiscono a indebolire la
pelle”
(farine, contatto con materie che scottano, ambienti caldi, lavaggio
delle
mani, …);
- agricoltura e altri mestieri della
terra: “nei mestieri della terra - agricoltori, orticoltori,
giardinieri-paesaggisti,
viticoltori, fioristi
ecc. - il contatto con la terra e l'acqua è permanente. In queste
professioni,
le callosità sono frequenti e le screpolature appaiono molto facilmente
quando
fa freddo” (contatto con terra, esposizione al freddo, olii e grassi dei
macchinari, linfa delle piante, umidità, pulizia utensili di latteria,
…);
- marmisti, tagliatori di pietra:
“la pelle viene aggredita dall'umidità costante (liquidi per tagliare e
raffreddare), raspata dalle superfici rugose e lacerata dalle schegge e
dagli
spigoli taglienti delle pietre”
(schegge di pietra, spigoli taglienti, abrasione della pietra, liquido
impregnante, acqua per raffreddare, …).
Infine alcune brevi note di prevenzione:
- “leggere e rispettare le istruzioni d'uso. Si devono conoscere
i
rischi per la nostra salute dei prodotti che utilizziamo;
- non toccare le sostanze tossiche e allergizzanti direttamente a mani
nude;
- portare dei guanti
adatti”;
- evitare di sporcare le mani;
- pulire le mani senza prodotti aggressivi;
- risciacquare le mani e asciugarle con cura;
- utilizzare regolarmente una crema per le mani (“l'applicazione
regolare di
una crema per le mani facilita la riparazione della pelle irritata. La
crema
aumenta la resistenza naturale della pelle idratandola e
lubrificandola”).
Sito 2mani, sito
pedagogico e pratico per la
prevenzione delle dermatosi professionali
Tiziano Menduto
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