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Anno 10 - numero 2059 di mercoledì 26 novembre 2008

Incendio alla ThyssenKrupp: un video per capire


L’avvocato Rolando Dubini commenta il rinvio a giudizio degli imputati per l’incendio alla ThyssenKrupp: omicidio volontario con dolo eventuale e omicidio colposo con colpa cosciente. Il riassunto dei fatti e le conclusioni dell’udienza preliminare.

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Rogo alla ThyssenKrupp, a processo i sei imputati: «Fu omicidio volontario».
Confermata la tesi accusatoria di Guariniello. A cura di R. Dubini.
 
Nota: al termine dell’articolo, è disponibile un breve video in cui l’avvocato Rolando Dubini commenta il rinvio a giudizio, riassume i fatti e illustra le conclusioni dell’udienza preliminare.
 
Il 17 novembre scorso sono stati tutti rinviati a giudizio i sei imputati per l’incendio alla ThyssenKrupp nel quale, il 6 dicembre del 2007, morirono otto operai: Antonio Schiamone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò e Giuseppe Demasi.
 
Il gup (giudice dell'udienza preliminare) Francesco Gianfrotta ha infatti deciso il rinvio a giudizio dell’amministratore delegato della Thyssenkrupp Harald Espenhahn per omicidio volontario con dolo eventuale. Gli altri cinque dirigenti e dipendenti della ThyssenKrupp (Gerald Priegnitz, Marco Pucci, Giuseppe Salerno Daniele Moroni, Cosimo Cafueri) sono stati rinviati a giudizio per omicidio colposo con colpa cosciente.
 
A tutti è contestata anche l’omissione dolosa di cautele antinfortunistiche. Il processo in Corte d’Assise è stato fissato il 15 gennaio 2009 e riguarderà anche l'azienda e la ThyssenKrupp nella veste di persona giuridica.
 
Per la prima volta in un incidente sul lavoro è stata riconosciuta l'accusa di omicidio volontario, accusa rappresentata dai pubblici ministeri Raffaele Guariniello, Laura Longo e Francesca Traverso.

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Il Gup: l'Ad ha accettato il rischio di morti. L'amministratore delegato per l'Italia della Thyssenkrupp, Harald Espenhahn, si è «rappresentato la concreta possibilità del verificarsi di infortuni anche mortali sulla linea Apl5» dello stabilimento di Torino, e ha «accettato il rischio».
 
È quanto si legge nell'ordinanza di rinvio a giudizio. Secondo il giudice, che ha accolto la tesi della procura, Espenhahn, nonostante fosse a completa conoscenza dei problemi, «prendeva dapprima la decisione di posticipare dal 2006/2007 al 2007/2008 gli investimenti antincendio per lo stabilimento di Torino pur avendone già programmata la chiusura», e poi «la decisione di posticipare l'investimento per l'adeguamento della linea 5 ad epoca successiva al suo trasferimento da Torino a Terni».  Nel decreto del gup Gianfrotta si legge che l'amministratore delegato è stato rinviato a giudizio perché accusato di aver “omesso di adottare misure tecniche, organizzative, procedurali, di prevenzione e protezione contro gli incendi” con riferimento alla linea 5.
 
Per l'accusa doveva mettere a norma lo stabilimento torinese, ma non lo ha fatto e in questo modo ha “accettato il rischio” che succedesse un disastro.
 
La  fattispecie giuridica dell'omicidio volontario con dolo eventuale viene così spiegata dalla  Cassazione, in diverse sentenze: “si ha dolo eventuale quando chi agisce è consapevole che dalla propria condotta possono derivare non soltanto un determinato evento, ma anche conseguenze diverse e più gravi”.
 
L’omicidio volontario con dolo eventuale è il “gradino” immediatamente superiore all’omicidio colposo con colpa cosciente che è stato invece contestato agli altri dirigenti e che rappresenta il più grave tra le “tipologie” di omicidio colposo. Per la procura quindi, il diverso grado di responsabilità all’interno della scala gerarchica dell’azienda giustifica la differenza nei capi d’imputazione.
 
La pena prevista è di ventuno anni di carcere, con un piccolo sconto a discrezione del giudice.
 
Non solo, il gup ha anche accolto la richiesta di rinvio a giudizio dell’azienda come persona giuridica per illeciti amministrativi connessi alla mancata adozione di cautele antinfortunistiche chiesto dalla procura perché i comportamenti dei manager coinvolti sono stati nell’interesse e a vantaggio della società. Guariniello per sottolineare questo punto ha anche citato la sentenza della Cassazione su Porto Marghera, ricordando che produttività e profitto di un’azienda non possono mai far cedere la sicurezza sul lavoro.
 
«È una sentenza storica». Così il pm procuratore aggiunto torinese Raffaele Guariniello ha commentato la decisione del gup Francesco Gianfrotta. «Non è mai successo - ha detto Guariniello - che si sia arrivati al rinvio a giudizio sia delle persone fisiche che delle persone giuridiche per i reati che abbiamo contestato, riconoscendo in un caso anche l'omicidio volontario».
 
Guariniello durante l'udienza del gup aveva mostrato i risultati delle indagini preliminari, con slides, documenti, mail interne e della casa madre tedesca, perizie assicurative, i verbali delle testimonianze dei dipendenti,  ribadendo come i vertici dell’azienda sapessero della necessità di dotare la linea 5 di impianti adeguati di sicurezza, ma  avessero voluto posticipare l’adozione di queste misure al trasferimento previsto dell’impianto da Torino a Terni e avessero accettato il rischio della tragedia.
 
Ovviamente diversa la posizione della difesa. Per l'avvocato torinese Ezio Audisio, legale dell'amministratore delegato della Tyssen Krupp Harald Espenhanh, si tratta di una decisione «che ovviamente non auspicavamo ma che rispettiamo, restando convinti che questa disposizione di giudizio troverà un suo ridimensionamento, una sua ricollocazione in tematiche più consone a questo e ad altri casi analoghi. Noi - dichiara alla stampa il legale - non abbiamo mai chiesto che non si facesse il giudizio, ma solo che lo si facesse su un altro capo di imputazione, di tipo colposo. Al momento il giudice non ha condiviso questa impostazione, ma noi restiamo convinti che la nostra tesi possa trovare accoglimento nel seguito del processo quando si affronterà il merito della questione».
 
Il processo riprenderà il 15 gennaio 2009 davanti alla corte d'Assise, per la prima volta in Italia una corte di Assise si occupa di un procedimento in materia di infortuni mortali sul lavoro. La corte sarà composta da due giudici togati e da sei giudici popolari.
 
PuntoSicuro rende disponibile un breve video in cui l’avvocato Rolando Dubini commenta il rinvio a giudizio degli imputati per l’incendio alla ThyssenKrupp, riassume i fatti e illustra le conclusioni dell’udienza preliminare.
 

 
Estratto del video di commento al rinvio a giudizio degli imputati per l’incendio alla ThyssenKrupp (formato wmv). Il video completo è disponibile per gli abbonati alla banca dati di PuntoSicuro.
 
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