Non è sempre facile capire cosa ci sia alla base di un
errore di procedura durante un’attività di lavoro, quell’
errore che “qualche volta ti può andare bene” ma che spesso si conclude con un infortunio invalidante, quando non con un
incidente mortale.
Ma quando più che ad un errore di procedura siamo di fronte ad una semplice distrazione, la risposta di cosa ci sia alla base può essere ancora più complicata.
In questa e in altre puntate di “Imparare dagli errori” cercheremo di presentare alcune brevi schedi che entrino nello specifico di
errori e distrazioni, specialmente (in prossime puntate) quando correlati a
turni di lavoro notturni.
Il primo caso è relativo ad un’attività di fabbricazione di articoli in materie plastiche per il mercato automobilistico.
L’infortunato stava tagliando alcuni tubi di plastica sagomati ad 'L', mediante l'utilizzo di una sega circolare combinata. “Per rimuovere un pezzo appena tagliato, ha avvicinato la mano destra alla lama in rotazione, andando inavvertitamente a toccarla” procurandosi diverse lesioni alle dita”.
Per tagliare con precisione la porzione voluta, questi pezzi “dovevano essere fissati al tavolo di lavoro tramite un apposito posaggio sagomato in legno e poi avvicinati alla lama spingendoli verso di essa con il tavolo scorrevole”.
L’
incidente è avvenuto perché dopo aver tagliato con la corretta procedura un certo numero di condotti, l’infortunato ha cercato di rimuovere dal portapezzo un tubo appena tagliato, ed è “andato a toccare con la mano destra la lama in rotazione della sega”.
Le analisi successive hanno messo in evidenza che l'infortunio “è avvenuto in modo accidentale, a causa di una momentanea
distrazione da parte dell'infortunato stesso, il quale è andato a rimuovere il pezzo appena tagliato, senza prima indietreggiare a sufficienza con il banco di lavoro scorrevole”.
Nello specifico la
macchina, costruita secondo le norme e mantenuta in buono stato, è “dotata di una cuffia registrabile in altezza da adattare allo spessore del pezzo da tagliare, che lascia necessariamente scoperta la parte di lama adibita al taglio, perciò l'utilizzatore deve prestare comunque particolare attenzione a tenere le mani lontane dall'utensile in rotazione”.
Infine l'infortunato aveva avuto un’adeguata formazione per utilizzarla.
Cambiamo comparto, attività e passiamo ad un’attività di conduzione di trattore in ambito agricolo.
“Durante il tragitto lungo una carraia, il trattore, guidato dall'infortunato, è entrato nel canale d'irrigazione posto a destra del senso di marcia della carraia percorsa”.
Non avendo testimoni diretti, le cause dell’incidente non sono note, ma è probabile che sia avvenuto “accidentalmente, o per distrazione temporanea o malore del conducente”.
In questo caso le norme antinfortunistiche non erano rispettate: il trattore mancava di cabina o telaio di protezione del posto di guida.
Sappiamo infatti che una delle principali cause di infortunio nel mondo agricolo è relativo alla sicurezza dei
mezzi agricoli: su 180.000
trattori attivi, ben 150.00 sono stati immatricolati più di 10 anni fa e sui trattori meno recenti sono diverse le anomalie che si possono riscontrare in relazione alla sicurezza e in particolare ai dispositivi antiribaltamento e alle cinture di sicurezza.
Tuttavia l’elemento determinante nell’incidente, della deviazione che ha portato il
trattore nel canale d'irrigazione, rimane probabilmente legato ad una
distrazione momentanea.
Un attimo fatale che ha cambiato il destino del lavoratore.
Per consultare la scheda dell’infortunio collegarsi a
questa pagina del sito web di
INFOR.MO. e successivamente visualizzare, attraverso una funzione di ricerca, la scheda dei
casi 93 e
2676.
Tiziano Menduto