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Parliamo dell’incidente avvenuto
il 4 novembre 2010 a Paderno Dugnano, a nord di Milano, quasi al confine con la
provincia di Monza.
È evidente che più recenti sono
gli incidenti di cui parliamo, più siamo in obbligo di formulare solo ipotesi
in merito alle dinamiche e alle cause. Tuttavia, come per gli altri articoli
tratti dai sopralluoghi della Commissione, l’incidente diventa uno spunto per
delineare, per tratteggiare alcune problematiche relative alla sicurezza sul
lavoro in Italia.
L’incidente
Il sopralluogo è avvenuto tra il
14 e il 15 novembre 2010 a
Paderno
Dugnano ed era volto ad acquisire elementi conoscitivi sul gravissimo
incidente verificatosi il 4 novembre presso lo stabilimento della Eureco Srl
European Ecology International, un’azienda che si occupa di servizi ambientali
e
smaltimento di rifiuti industriali
e speciali.
Il 4 novembre, poco prima delle
ore 15, due operai della ditta “si trovavano nel piazzale dello stabilimento
per seguire i lavori di divisione e stoccaggio dei rifiuti”, per i quali era
stata incaricata una seconda ditta. Questa seconda ditta si occupava di
facchinaggio e movimentazione merci
ed era formata da personale di origine albanese.
Mentre si stavano svolgendo
“queste attività, improvvisamente si è avuta una violentissima
esplosione,
seguita da altri
scoppi
e poi da fiammate che hanno investito in pieno gli operai”.
Uno di questi muore poco prima
del sopralluogo, mentre altri due moriranno nei mesi successivi.
Il documento ricorda che sul
piazzale dove è avvenuto l’incidente “erano certamente presenti vari tipi di
materiali e prodotti, anche di tipo infiammabile, per cui i fattori di innesco
potrebbero essere stati diversi”.
E durante il sopralluogo la
“Commissione ha appreso che precedentemente, rispettivamente il 5 e il 18
agosto 2010, si erano verificati altri due
incendi
di minore entità presso lo stabilimento”. In entrambi i casi “gli accertamenti
dei Vigili del fuoco e dei tecnici dell’ARPA” non avevano rilevato elementi
significativi e non erano stati avviati procedimenti giudiziari, anche “se a
seguito dell’incidente del 5 agosto l’ARPA ha disposto la sospensione di una
serie di lavorazioni ritenute rischiose. Peraltro, in base alle informazioni
raccolte, le cause dei due incendi non sono state determinate, il che lascia
aperti una serie di interrogativi sull’esistenza di rischi non considerati
all’interno dello stabilimento, anche in relazione al successivo e più grave incendio
del 4 novembre”.
La discussione
Come detto la Eureco S.r.l. “si
occupa di trasporto, raccolta, smaltimento, stoccaggio e conferimento negli
impianti di smaltimento di rifiuti speciali, assimilati agli urbani, pericolosi
e non. Mentre l’altra azienda coinvolta nell’incidente, la Tnl S.r.l., è “una
società appaltatrice della Eureco, alla quale fornisce manodopera per servizi
di movimentazione, facchinaggio e manutenzione”.
Sia i rappresentanti della Eureco
che quelli della Tnl, ascoltati dalla Commissione, “hanno affermato di aver
adottato tutte le necessarie misure di sicurezza, nonché di aver adeguatamente
formato i loro dipendenti e averli dotati dei prescritti
dispositivi
di protezione individuale. Peraltro,
essi non hanno fornito dettagli sul tipo specifico di formazione impartita,
soprattutto per quanto riguarda i dipendenti della Tnl, anche se è stato
precisato che, tra questi ultimi, coloro che prestano servizio presso la
Eureco, oltre alla
formazione
generica, ne ricevono pure una più specifica per le operazioni svolte in quel
contesto, che hanno un carattere particolare”.
Nell’ambito delle informazioni
raccolte, “un elemento rilevante e anche preoccupante” è “il fatto che la ditta
Eureco sia da tempo al centro dell’attenzione degli organismi di controllo
ambientale e che, in passato, sia stata anche coinvolta in varie vicende
giudiziarie. Alla proprietà sono state infatti contestate numerose infrazioni,
sia di carattere amministrativo che penale in relazione alle attività di
trattamento e smaltimento di
rifiuti:
tra le accuse più gravi, vi è ad esempio quella di traffico illecito di
rifiuti,
risalente al 2008. Tali vicende (alcune
delle quali sono ancora in corso di definizione) non hanno comunque finora dato
luogo a provvedimenti inibitori dell’attività dell’impresa, che risulta quindi
regolarmente esercitata.
L’azienda, precedentemente
denominata Merlino, opera nel territorio di Paderno Dugnano fin dalla metà
degli anni ‘80 e fu autorizzata per la prima volta con decreto della Giunta
regionale nel 1988. Secondo la relazione svolta dal Sindaco di Paderno Dugnano
dinanzi alla Commissione, l’autorizzazione regionale, come tutte le altre che
seguirono, aveva validità temporanea quinquennale e fu concessa in variante
allo strumento urbanistico comunale. Nel corso degli anni, l’autorizzazione è
sempre stata rinnovata, sia dalla Regione che dalla Provincia (che, per
modifiche normative, per un breve periodo, assunse nel 2002 la competenza delle
autorizzazioni per gli impianti di gestione rifiuti). L’ultimo permesso risale
al 2007 e ha validità fino al 2013”.
Nel frattempo l’azienda “si è
ingrandita ed è stata autorizzata ad estendere la sua attività anche allo
smaltimento
di rifiuti tossico-nocivi e a costruire gli ulteriori edifici e strutture
necessarie”. E la “presenza di un
insediamento
ad alto impatto ambientale, per di più nelle vicinanze di una arteria
stradale assai importante come la Milano-Meda, è stata spesso contestata dal
Comune di Paderno Dugnano”.
Tornando all’incidente del 4
novembre, tra gli aspetti più rilevanti emersi al momento del sopralluogo vi è
comunque “la circostanza che, sebbene le operazioni di trattamento dei rifiuti
più rischiose (ad esempio quelle che possono determinare emissioni nocive)
avvenissero all’interno dello stabilimento, in aree appositamente attrezzate,
vi erano comunque alcune fasi
preliminari della lavorazione che erano svolte all’aperto, sul piazzale”.
Si è poi evidenziato “il fatto
che in molti casi le aziende tendono, per evidenti ragioni economiche, ad
utilizzare forme contrattuali di altri comparti, che però possono comportare
anche minori obblighi dal punto di vista della sicurezza sul lavoro. Ad
esempio, è stato rimarcato che, sulla base delle disposizioni vigenti, i
dipendenti della ditta Eureco sono inquadrati con il contratto del settore
commerciale, così come quelli della Tnl sono inquadrati nel comparto
metalmeccanico”.
In definitiva sembra “opportuna
una riflessione sul tema, che possa condurre alla elaborazione di soluzioni più
efficaci ai fini della prevenzione dei rischi e della formazione dei
lavoratori, attraverso interventi migliorativi di carattere normativo ed
amministrativo e un rafforzamento dei controlli e dell’apparato sanzionatorio
in materia”.
La prevenzione
- “impianti elettrici tali da non
costituire innesco in ambienti o impianti in presenza di sostanze o polveri
combustibili aerodisperse (
ATEX);
- mantenere gli impianti in modo
da prevenire i pericoli derivanti da contatti accidentali con elementi in
tensione;
- piani di manutenzione
programmata degli impianti elettrici da costruire secondo le norme CEI ed in
modo da prevenire i
rischi
di incendio ed esplosione derivanti da anomalie del loro funzionamento;
mantenere gli impianti in modo da prevenire i pericoli derivanti da contatti
accidentali con elementi in tensione;
- divieto assoluto di fumo;
Le informazioni relative
all’incidente sono tratte da:
Tiziano Menduto