Come già avevamo preavvisato
la volta scorsa, che gli incidenti dovuti alle cadute dall’alto siano tanti lo si può ravvisare non solo dai dati annuali sugli infortuni, ma anche dal gran numero di schede di INFOR.MO. dedicate.
Ad esempio nell’archivio è presente un caso relativo ad attività di posa di elementi di lattoneria sul tetto di un edificio in costruzione.
Secondo i sopralluoghi svolti e le testimonianze raccolte due operai lattonieri si erano recati in un cantiere la mattina del giorno dell’infortunio e dovevano terminare il lavoro il giorno stesso. In particolare dovevano fissare delle scossaline in rame (generalmente servono a impedire le infiltrazioni di acqua piovana) intorno a due camini sul tetto ed una scossalina fra il terrazzo laterale e la casa adiacente.
Uno dei due infortunati è caduto: non solo non indossava le cinture di sicurezza, ma il perimetro del tetto “non era delimitato e protetto, verso il vuoto, dai
parapetti del ponteggio”.
In questo caso le cinture erano disponibili: sono state ritrovate 2 cinture di sicurezza depositate su un balcone posto al di sotto del cornicione del tetto sul quale lavoravano i due operai.
Passiamo subito ad un altro caso e vediamo che non solo è necessario che i
DPI anticaduta siano presenti e che vengano indossati:
devono essere utilizzati in modo idoneo.
In un’attività di sostituzione della copertura e delle gronde con predisposizione di materiale isolante, un operaio transitava su una copertura in eternit “che improvvisamente cedeva facendolo precipitare per 17 metri”.
L’operaio, che con altri tre colleghi doveva intervenire su una copertura per effettuare operazioni di pulizia dei pluviali, sostituzione lamiere e tamponatura con lana di roccia, indossava la cintura di sicurezza con relativo cordino di 1,4 metri.
Inoltre era stata predisposta una corda di sicurezza a cui agganciarsi lunga 12,20 metri.
Ma il lavoratore, di origine straniera e appena assunto, non era agganciato, né erano approntati altri dispositivi tecnici di sicurezza per poter accedere alla copertura ed effettuare il lavoro in sicurezza.
Un caso di assenza di
imbracatura di sicurezza è relativo ad
attività di pulizia dei canali di gronda del tetto di un fabbricato.
In questo caso l'infortunato si apprestava ad effettuare appunto la pulizia di un canale di gronda in corrispondenza del pluviale.
Per fare questo lavoro “doveva operare dal locale sottotetto dopo aver rimosso delle tegole in prossimità del punto da pulire”: prima di rimuovere le tegole avrebbe dovuto “indossare la cintura di sicurezza ed agganciarla a parti stabili della struttura del sottotetto”.
Non lo ha fatto e avendo “rimosso le tegole in un punto distante da quello in cui doveva effettuare”, si è spostato camminando sul tetto.
L’operaio cadeva al suolo con una caduta di circa 25 metri.
Tre casi diversi legati a procedure errate, a insufficienti percezioni del rischio, forse a interventi di formazioni carenti o inadeguati e in qualche caso a carenza di protezioni collettive e di coordinamento nei lavori edili.
Ricordiamo ora le variazioni in relazione all’esecuzione di lavori su lucernari, tetti, coperture e simili (in grassetto le parti variate rispetto al testo originale):