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Imparare dagli errori: cadere dalle scale nel comparto edile
Esempi tratti dall’archivio Ispesl Infor.mo.: alcuni incidenti nel comparto edile relativi a cadute durante l’utilizzo di scale portatili. Le dinamiche degli incidenti, la normativa e alcuni elementi di prevenzione.
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Continuiamo ad occuparci di cadute
dovuti agli scivolamenti,
mettendo la nostra lente di ingrandimento sul problema delle cadute dalle scale.
Infatti le scale sono non solo un luogo in cui avvengono molti incidenti, ma
anche uno strumento di lavoro di cui si sottovalutano spesso i rischi.
Siamo consapevoli dei rischi legati all’uso di una macchina o di una sostanza
pericolosa, ma spesso cadiamo e abbiamo infortuni per semplici ed evitabili
cadute da scale fisse o portatili.
Gli incidenti che raccontiamo sono sempre tratti dalle schede raccolte nell’archivio
di INFOR.MO.
- strumento
per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema
di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi.
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I casi Siamo nel comparto
edile e un operaio è intento alla costruzione
di un soppalco.
Nella fase di ultimazione del soppalco, in particolare durante la
realizzazione
del parapetto,
sale per raggiungere la postazione di lavoro ad una altezza di 2,68
metri.
Sale tramite una scala di alluminio, ma scivola e cade a terra: la scala
non è
vincolata alla struttura e cade assieme all'infortunato.
Le rilevazioni successive all’incidente sottolineano che l'infortunato
“stava
svolgendo un attività lavorativa (il montaggio del parapetto di un
soppalco),
che non rientrava fra i compiti della sua mansione”. Oltre a questo
errore
procedurale c’è comunque l’uso scorretto della scala e la mancanza di
protezioni: segni evidenti di una insufficiente valutazione del rischio
di caduta.
Sempre nel settore delle costruzioni ci troviamo con un lavoratore “addetto alla posa del parquet al piano
sottotetto, all’interno di un edificio unifamiliare in fase di
completamento”.
L’edificio è composto di tre piani: l’accesso tra il piano terra e il
sottotetto è effettuato mediante “l’utilizzo di una scala
metallica (modello multiuso a sfilo telescopico) appoggiata ad una
parete
ed antistante alla tromba della scala, in quanto la scala a chiocciola
per
accedere al piano superiore non era ancora stata posizionata”.
Il lavoratore, “a causa dello scivolamento della scala utilizzata e non
adeguatamente vincolata”, cade nella tromba delle scale da un’altezza di
5,90
metri: muore sul colpo.
La scala è risultata “priva di piedini antiscivolo ed il vano scala era
privo
di protezioni idonee ad evitare la caduta dall’alto”.
La prevenzione Sono tante le condizioni e i suggerimenti che si possono dare per un
uso
corretto delle scale. Più volte PuntoSicuro ha messo in rilievo,
attraverso immagini
esplicative, come nell’uso delle scale siano diffuse pericolose
abitudini che
mettono a rischio l’incolumità del lavoratore.
Ricordiamo che di scale e di lavori in quota si occupa il Decreto
legislativo
81/2008.
La normativa ci indica, con riferimento ai casi mostrati, che se
nell’utilizzo
di una scala c’è il rischio di caduta da un’altezza superiore a 2 metri,
il
lavoro è considerabile “lavoro in quota” ed è necessario prevedere
specifiche
misure di protezione come imbracature
di
sicurezza anticaduta o cinture di stazionamento.
Possiamo prendere alcune informazioni relative alla prevenzione di
cadute dal
documento, prodotto dall’Ispesl in collaborazione con il Ministero del
lavoro,
“Linea
guida
per la scelta, l’uso e la manutenzione delle scale portatili".
Non è un documento aggiornato alle normative più recenti, ma è una buona
fonte
di suggerimenti nell’uso di scale portatili: scale doppie, scale in
appoggio
(semplici, innestabili o all’italiana e a sfilo) e scale trasformabili.
Se stiamo usando una scala in appoggio
dobbiamo innanzitutto chiederci se questa scala presenta i requisiti
di sicurezza.
Infatti se è vero che molti incidenti sono dovuti alla disattenzione
dell’uomo
o all’uso improprio della scala, “una scala
in cattivo stato è sicuramente causa di potenziale incidenti”:
Prima di iniziare una qualsiasi attività è necessario controllare quanto
segue:
- “nessun elemento della scala (gradini/pioli, dispositivi di blocco,
superfici
antiscivolo, ecc.) deve essere mancante;
- le scale non devono presentare segni di deterioramento;
- tutti gli elementi, come ad esempio i montanti, i gradini, i
dispositivi di
blocco, le cerniere, ecc;, non devono essere danneggiati. Gli innesti
delle
scale ad elementi innestati e delle staffe di scorrimento e aggancio
delle
scale sfilo devono essere efficienti. Saldature e incastri devono
risultare
integri. Ammaccature, fessurazioni, spaccature, piegature e ampi giochi
fra i
vari elementi, possono essere fonte di pericoli. Se ci sono danni agli
elementi
strutturali, la scala non deve essere né utilizzata e né riparata;
- piedini di gomma o di plastica antislittamento (zoccoli) siano
inseriti
correttamente nella loro sede alla base dei montanti. Se mancanti o
deteriorati, rimpiazzarli con quelli nuovi, i quali sono reperibili dal
rivenditore.
- i gradini devono essere puliti, asciutti ed esenti da olii, da grassi e
da vernici
fresche”.
Altre misure di prevenzione:
- “il lavoratore che deve salire/scendere sulla scala deve indossare
adeguato
abbigliamento e idonei dispositivi
di
protezione individuale (DPI)
sulla base della effettuata valutazione dei rischi” (ad esempio
utilizzare
calzature ad uso professionale atte a garantire una perfetta stabilità e
posizionamento);
- “controllare che non ci siano pericoli potenziali nella zona di
attività, sia
in alto vicino al luogo di lavoro che nelle immediate vicinanze”.
Ad esempio:
- “non usare la scala vicino a porte o finestre, a meno che non sono
state
prese precauzioni che consentono la loro chiusura;
- non collocare la scala in prossimità di zone, ove la salita su di essa
produrrebbe un rischio di caduta dall’alto (prospiciente a zone di vuoto
senza
opportuni ripari o protezioni: balconi, pianerottoli, ecc.);
- non usare le scale
metalliche in adiacenze di linee elettriche;
- valutare se la presenza di altri lavori possa avere interferenze
pericolose
(quali, ad esempio, posizionare la scala nelle immediate vicinanze di
un’area
interessata al sollevamento dei carichi, ecc.);
- lo spazio davanti e ai lati della scala deve essere libero da ogni
ostacolo;
- quando necessario, l’area di lavoro in prossimità della scala, deve
essere
protetta da barriere, e se prescritto, anche da segnaletica stradale;
- disporre di una sufficiente illuminazione ambientale”.
Sottolineando, tra le molte misure di prevenzione contenute nelle linee
guida,
che:
- “la sommità della scala
deve appoggiare in modo sicuro (ad esempio evitare vetrate, canali di
gronda,
funi tese, ecc.) e nel caso di salita con scale su sostegni cilindrici,
assicurasi della loro stabilità ed utilizzare un idoneo dispositivo
poggiapalo;
- le scale
portatili devono poggiare su un supporto stabile, resistente, di
dimensioni
adeguate e immobile, in modo da garantire la posizione orizzontale dei
gradini/pioli”;
- bisogna
“assicurarsi che la scala
sia sistemata e vincolata in modo che siano evitati sbandamenti,
slittamenti,
rovesciamenti, oscillazioni o inflessioni accentuate. Qualora non sia
attuabile
l’adozione delle misure sopradette, la scala deve essere trattenuta al
piede da
un’altra persona”.
Per consultare direttamente la presentazione dell’infortunio di cui ci
siamo
occupati, collegarsi a questa
pagina
del sito web di INFOR.MO. per visualizzare la schede numero 448 e 1631 (archivio
incidenti 2005/2008).