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Anno 11 - numero 2297 di mercoledì 09 dicembre 2009
Il mancato riconoscimento delle malattie professionali Le malattie professionali risultano essere un fenomeno spesso sottovalutato. L’avv. R. Dubini ne spiega le ragioni segnalandoci due documenti di CGIL e CISL che contengono proposte di miglioramento della tutela della salute dei lavoratori.
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Il fenomeno delle malattie professionali richiede una particolare attenzione
per la tutela integrale della salute dei lavoratori. Emerge sempre l'incognita
delle malattie ‘perse' cioè di quelle malattie che, pur se di origine
professionale, non vedono mai la luce e quindi sfuggono ad ogni tutela.
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Molte criticità sono dovute al mancato riconoscimento delle tecnopatie in
ambito INAIL. Eppure esistono criteri scientifici adottati nel campo
prevenzionale per il loro riconoscimento. Vi sono le questioni giuridiche
legate al nesso di causalità nei processi civili e penali nelle malattie
professionali, nonché i problemi legati alle azioni di regresso dell'INAIL
per le tecnopatie nelle quali siano emerse responsabilità a carico del datore
di lavoro.
Le Asl hanno difficoltà nel realizzare una corretta programmazione territoriale
degli interventi di prevenzione che richiede la fattiva collaborazione dei medici
competenti e di quelli di base.
I medici competenti hanno ulteriori difficoltà legate al fatto che la denuncia
di malattia professionale implica, nei fatti, la perdita dell'incarico di
medico competente.
Occorre fare il punto sulla prevenzione delle malattie professionali e,
soprattutto, richiamare l'attenzione su un fenomeno spesso sottovalutato
rispetto agli infortuni sul lavoro, ma altrettanto importante.
Rolando Dubini, avvocato in Milano
A questo proposito la CGIL e la CISL
hanno prodotto due documenti di proposta per una azione di sistema che
pubblichiamo di seguito, successivamente alla nota di accompagnamento della
CGIL.
CGIL - Nota di accompagnamento
Il tema delle malattie professionali rappresenta nel nostro Paese un punto
di estrema criticità.
Molte fonti istituzionali (Commissione del Senato sul fenomeno delle morti
bianche, Rapporto
annuale Inail 2008) forniscono dati che fanno emergere una gravissima e
motivata preoccupazione.
La stessa Cgil, nell’audizione al Senato del 27 novembre 2007 aveva fornito
elementi di conoscenza che erano poi stati ripresi nella relazione conclusiva
della Commissione (cfr allegato).
In un recente documento della Cisl rimesso in questi giorni al Ministro del Lavoro
(cfr allegato) si calcolano in 8600 casi/anno “i tumori di certa origine
lavorativa”.
In questo quadro abbiamo più volte sollecitato un confronto del Governo con le
parti sociali sul tema al fine di promuovere un Piano nazionale di prevenzione
la cui urgenza appare del tutto evidente.
In assenza di questo confronto, cui il Governo si è sempre sottratto, abbiamo
reiteratamente sollecitato ed infine ed ottenuto la convocazione in seduta
straordinaria della Commissione consultiva ex articolo 6 del Decreto
lgs 81/08.
In previsione della riunione straordinaria della Commissione Consultiva, che si
è tenuta il 24 novembre scorso, abbiamo infine prodotto il documento (cfr
allegato): “La prevenzione delle malattie professionali: proposte della Cgil
per una azione di sistema”.
Tra le principali proposte avanzate dalla nostra Organizzazione vanno
richiamate quelle relative alla promozione di una campagna straordinaria sulle
“Malattie professionali perdute”, l’adozione e diffusione di una Carta dei
diritti dei lavoratori e di Rls in materia di sorveglianza sanitaria, la
definizione dei parametri di rischio per le sostanze pericolose (per le quali
il Decreto prevedeva un termine di 45 giorni), l’allestimento di un sito
internet espressamente dedicato all’informazione medica per “il pubblico” etc.
Nel corso della riunione la Cgil ha illustrato il proprio documento che ha
registrato consensi diffusi nel merito delle singole proposte.
In particolare è stata accolta la proposta (non contenuta nel documento)
relativa alla promozione di una campagna denominata “Scuola Sicura” per la
diffusione di un percorso didattico mirato alla comprensione dei rischi propri
degli ambienti
scolastici (staticità degli edifici, messa a norma degli impianti di varia
natura etc). Si è previsto che il percorso didattico debba concludersi con un
vero e proprio report sulla sicurezza sulla base del quale far confrontare
gli studenti con le autorità preposte al fine di condividere gli interventi
(anche strutturali) per la messa a norma degli edifici scolastici.
Allo stesso modo è stata accolta la proposta relativa al coinvolgimento del
Dipartimento delle Pari Opportunità in un progetto che prevede, tra l’altro, la
lettura di genere degli adempimenti e degli atti connessi all’attuazione del
Testo Unico sulla sicurezza (in allegato la proposta a suo tempo avanzata dalla
Cgil e finora rifiutata dal Governo).
Va rilevato che il documento della Cgil è risultato esplicitamente alternativo
all’intendimento del Governo di dar vita ad una campagna di informazione
mediatica generica ed inconcludente che era stata peraltro duramente contestata
da tutte le parti sociali componenti la Commissione che avevano criticato,
secondo le parole della stessa Confindustria, “lo sperpero di danaro pubblico”.
Le numerose delegazioni imprenditoriali presenti al tavolo non hanno mai preso
la parola.
In questo quadro il Governo è stato costretto alla fine ad una forzata marcia
indietro riconoscendo la necessità di un approfondimento di merito
sull’utilizzo dei 20 mln/€ e sui contenuti (da noi ritenuti inaccettabili e
basati in buona sostanza sul concetto di “responsabilità” dei comportamenti dei
lavoratori). Tale approfondimento si terrà a fine gennaio, termine rispetto al
quale il Governo si è impegnato a non procedere ad ulteriori impegni di spesa.
Le Regioni dal canto loro, accogliendo un invito esplicito della Cgil, si sono
impegnate ad avanzare, sulla traccia delle proposte avanzate, specifiche
ipotesi di progettazioni esecutive della campagna.
CGIL - La prevenzione delle malattie professionali. Proposte della Cgil per una
azione di sistema (formato .doc, 158 kB).
CISL - Proposta CISL per la Campagna di comunicazione per la diffusione della
cultura della salute e sicurezza sul lavoro (ex art.11, c.7, d.lgs.81/08 s.m.)
(formato .doc, 165 kB).
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