Garantire la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro può non essere
sufficiente per una corretta
).
già nelle definizioni (art. 2) fa riferimento ad un
sistema di promozione della salute e sicurezza, inteso come quel “complesso dei
soggetti istituzionali che concorrono, con la partecipazione delle parti
sociali, alla realizzazione dei programmi di intervento finalizzati a
migliorare le condizioni di
alcune pagine del sito - ha pubblicato alcuni documenti
informativi rivolti ai datori di lavoro e ai lavoratori.
Nel “
Factsheet 93
- Promozione della salute nei luoghi di lavoro — Per i datori di lavoro”,
si ricorda che la PSL è il “risultato degli sforzi congiunti dei datori di
lavoro, dei lavoratori e della società volti a migliorare la salute e il
benessere nei luoghi di lavoro”. Alla promozione della salute contribuiscono il
miglioramento dell’
organizzazione
del lavoro e dell’ambiente di lavoro, l’incoraggiamento del personale a
partecipare ad attività salutari, la promozione di scelte sane e l’incoraggiamento
alla crescita personale.
Tra le possibili misure di promozione – a cui abbiamo già accennato in un
precedente
articolo - si possono annoverare
misure
di tipo organizzativo, misure di
modifica
dell’ambiente di lavoro e
misure
individuali. Ad esempio:
- “offrire flessibilità in termini di orari e luoghi di lavoro;
- favorire la partecipazione dei lavoratori al miglioramento dell’organizzazione
del loro lavoro e del loro ambiente lavorativo;
- mettere a disposizione dei lavoratori opportunità di apprendimento
permanente”;
- “fornire spazi di socializzazione;
- vietare completamente il
fumo;
- offrire un ambiente di lavoro che promuova il
benessere
psicosociale”;
- proporre e finanziare attività ed eventi sportivi;
- incoraggiare un’alimentazione sana;
- offrire programmi per smettere di
fumare;
- sostenere il
benessere
mentale, ad esempio attraverso consulenze esterne di tipo psicosociale in
forma anonima e sedute per combattere lo
stress”.
Investire nella
promozione
della salute è decisamente
conveniente
per le aziende: “un’organizzazione di successo si basa su lavoratori sani
che lavorano in un ambiente favorevole”.
Migliorare il benessere e la salute dei lavoratori può “ridurre l’assenteismo,
aumentare la motivazione, accrescere la produttività, facilitare le assunzioni,
ridurre il ricambio di personale, promuovere un’immagine positiva e attenta ai
bisogni del personale”. Le ricerche europee dimostrano che “per ogni euro
investito nella PSL si ottiene un
rendimento
compreso tra 2,5 e 4,8 euro per la riduzione dei costi legati al tasso di
assenteismo”.
Vediamo come è possibile
attuare la PSL.
Ricordando che uno degli aspetti più importanti per portare a termine con
successo le attività di PSL è rappresentato dall’impegno continuo di tutti i
soggetti coinvolti e che non esiste un modello standard di PSL, il documento
riporta quattro elementi chiave,
quattro
fasi di attuazione.
Prima fase, la
preparazione:
- “creare una task force responsabile della pianificazione e dell’attuazione
del programma di PSL” (dovrebbe coinvolgere dirigenza, comitato del personale,
dipartimento risorse umane, servizi per la sicurezza e la salute sul lavoro);
- “informare tutti del programma di PSL mediante diversi mezzi di
comunicazione, quali manifesti, avvisi, intranet e incontri;
- verificare la conformità agli obblighi normativi in materia di
sicurezza
e salute sul lavoro. La PSL è
efficace solo se si gestiscono in modo efficace i rischi professionali”.
Seconda fase, la
pianificazione:
- “valutare le esigenze. È possibile sfruttare al massimo l’efficacia di un
programma di PSL valutando attentamente le esigenze e le aspettative dei
lavoratori”. Per valutare le esigenze è possibile organizzare gruppi tematici,
condurre indagini mediante questionari, inserire domande relative a salute e
benessere in un sondaggio sulla
valutazione
dei rischi, analizzare i dati a disposizione (statistiche aziendali,
assenteismo,…);
- “definire le priorità. Individuare gli obiettivi specifici del programma di
PSL e stabilire le priorità”. Gli obiettivi possono includere il miglioramento
dell’equilibrio tra vita professionale e vita privata, la riduzione dei
disturbi
muscolo-scheletrici, la promozione di uno
stile
di vita sano;
- “stabilire un collegamento con le attività di prevenzione dei rischi”;
- integrare le attività già esistenti e di successo all’interno del programma
di PSL;
- “attuare un programma coordinato invece di avviare diverse iniziative
separate tra loro;
- coinvolgere organizzazioni intermediarie, se necessario, e approfittare di
ogni offerta, materiale o iniziativa”. Ad esempio la
riduzione
dei premi assicurativi alle aziende che attuano programmi di PSL;
- “dare le stesse opportunità a tutti i lavoratori evitando disuguaglianze, ad
esempio non tenendo in considerazione gli orari di tutti i lavoratori”;
- “considerare una valutazione dei risultati prima di avviare il processo”:
monitorare i segnali di successo o di fallimento per valutare e, se necessario,
migliorare il programma.
Terza fase, la
realizzazione:
- “ottenere un sostegno attivo e visibile da parte dell’alta dirigenza, dei
quadri intermedi e subalterni;
- “coinvolgere il più possibile i lavoratori”. Gli incentivi possono
comprendere “incentivi finanziari e contributi per coprire i costi di attività
sociali o sportive esterne, tempo libero per partecipare alle iniziative e
concorsi e premi a riconoscimento della partecipazione ai programmi di PSL”.
- “adeguare i materiali ai destinatari”.
Quarta fase, la
valutazione e attuazione
continua:
- “analizzare l’impatto del programma di
PSL” (sulla soddisfazione del personale, sui principali fattori economici,…);
- “valutare i vantaggi finanziari del programma di PSL;
- comunicare i risultati della valutazione: informare il personale dei successi
ottenuti e delle modifiche previste per il futuro;
- continuare a pianificare e a migliorare le attività: una PSL valida è un
processo continuo;
- comprendere in modo approfondito i risultati della valutazione per
pianificare le azioni future”.
Il documento dell’Agenzia europea si conclude ricordando che non solo “non ha
senso attuare un programma di PSL senza offrire, allo stesso tempo, un ambiente
lavorativo sano e sicuro”,
ma la promozione della salute nei luoghi di lavoro
è
efficace solo se
“costituisce un elemento stabile di tutti i
processi
organizzativi”.
EU-OSHA, “
Factsheet
93 - Promozione della salute nei luoghi di lavoro — Per i datori di lavoro” (formato PDF, 88 kB).
Tiziano Menduto