Uno di questi si occupa di un tema forse un po’ trascurato in questi anni nella tutela della sicurezza e salute sui posti di lavoro: l’
illuminazione.
L'illuminazione artificiale e naturale sono in realtà molto importanti per la qualità del lavoro e
condizioni sfavorevoli di illuminazione possono causare diverse tipologie di disturbi oculo-visivi.
Proprio questo aspetto è al centro dell’intervento “Efficienza lavorativa e condizioni illuminotecniche: studio sperimentale” di D. Grosso, P. Zambelli, M. Di Bisceglie, B. Piccoli (Dipartimento di Medicina del Lavoro - IRCCS Fondazione Ospedale Maggiore, Mangiagalli e Regina Elena), P. Troiano (Dipartimento di Oculistica), A. Bellini (ASL Città di Milano) e A. Bergamaschi (Istituto di Medicina del Lavoro - Università Cattolica del Sacro Cuore).
In questo studio sono stati selezionati 32 soggetti volontari - “non affetti da gravi patologie oftalmiche degenerative, né da alterazioni della refrazione e della motilità oculare” – sottoposti a delle attività con uso di
videoterminali in condizioni sperimentali monitorate.
Obiettivo dello studio è la “valutazione degli effetti prodotti sull’efficienza lavorativa da condizioni illuminotecniche caratterizzate da illuminamenti “a norma”, ma in presenza di elevati o bassi rapporti di luminanze”.
La luminanza esprime il rapporto fra l'intensità emessa in una certa direzione e l'estensione della superficie emittente ed è indicativa dell'abbagliamento che può indurre una sorgente. Ad esempio una piccola lampada ha maggiore luminanza di una lampada più grande di pari intensità.
È nel “campo visivo professionale”, il piccolo campo visivo di un operatore d’ufficio che lavora in una posizione fissa per diverse ore giornaliere, che – secondo questo studio - vanno ricercate ed eliminate tutte quelle situazioni illuminotecniche da cui possono provenire elementi di disagio”.
La ricerca parte con una fase di selezione e addestramento dei soggetti composta da verifiche delle capacità d’uso del computer e da visite oftalmiche. l soggetti idonei devono essere privi di “patologie oftalmiche importanti” e avere “un’adeguata conoscenza nell’uso del PC”.