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Per favorire la prevenzione, nel mondo del lavoro è
importante che la comunicazione, il
passaggio di messaggi tra più persone, sia efficace.
In particolare per il
Medico
del Lavoro la capacità di comunicare con il lavoratore è fondamentale per una
adeguata gestione della
sorveglianza
sanitaria e della formazione-informazione in ambito aziendale.
In “
Il Medico del
Lavoro e la comunicazione con i lavoratori”, a cura di L. Perbellini, E. di
Leo e I. Goio, si descrivono le strategie comunicative da adottare nella
quotidiana pratica sanitaria, partendo da un’analisi della letteratura
principale sulla comunicazione, con particolare riferimento ai controlli
sanitari, alla
formazione-informazione
e anche la
formazione
a distanza (e-learning).
Gli autori dopo aver sottolineato l’importanza, nel
Medico
Competente, della “
capacità di
stabilire una buona relazione con il lavoratore”, ricordano, tuttavia, che
spesso “il professionista sottovaluta l’importanza di una buona
comunicazione
con effetti negativi sull’attività di sorveglianza sanitaria e promozione della
sicurezza in azienda”.
E la comunicazione è “un processo attivo e bidirezionale che
richiede l’interazione tra un soggetto mittente e un soggetto ricevente”. Se in
ogni messaggio si può individuare un aspetto di contenuto (dati, parole,
notizie che si vogliono trasmettere) e uno di relazione (l’insieme delle
modalità con cui il messaggio viene trasmesso), il “contenuto incide solo per il 10% sull’efficacia comunicativa mentre
l’aspetto relazionale è di fondamentale importanza e contribuisce per il 90%
all’effetto finale”.
Importanti sono dunque il “tono della voce, i suoni, la
gestualità, la mimica facciale e la scelta delle parole” che “arricchiscono il
dato trasmesso di un elevato numero di informazioni aggiuntive che migliorano
la sua comprensibilità determinandone quindi l’efficacia”.
Inoltre la qualità delle informazioni deve “essere modulata
secondo la sensibilità di chi ascolta poiché l’efficacia di un atto
comunicativo dipende dal comportamento di entrambe le parti in causa”.
Anche “l’ambiente e il tempo incidono sulla riuscita della
comunicazione”, ad esempio un ambulatorio “igienico, pulito e dignitoso è un
punto di partenza irrinunciabile”.
Gli “ostacoli tra le persone, il
rumore
o un’
illuminazione
non adeguata, il disordine, la presenza di persone estranee, la fretta, sono
tutti elementi che possono ostacolare una comunicazione agevole ed
efficace”.
Vediamo alcuni suggerimenti
pratici:
- “al
primo incontro
il
Medico
del Lavoro dovrebbe cercare di guadagnare la fiducia del lavoratore
presentandosi con gentilezza e rispetto;
- il linguaggio scelto dovrebbe essere, chiaro e semplice,
adeguato all’età, all’educazione e al patrimonio culturale del lavoratore o,
come nel caso dei
lavoratori
extracomunitari, al livello di comprensione della lingua;
- è importante rivolgersi al paziente utilizzando il cognome
evitando interazioni troppo ‘familiari’”;
- “la visita dovrebbe
svolgersi in un ambiente curato e confortevole, con la giusta illuminazione e
privo di elementi di disturbo. In questo modo il lavoratore avvertirà
l’interesse del
medico
per i suoi problemi e avrà minore difficoltà a confidarsi”;
- se tutto ciò non è
sufficiente per conquistare la fiducia del lavoratore, “è importante
individuare i motivi per cui un lavoratore possa essere reticente o abbia
difficoltà ad esprimersi liberamente, al fine di individuare e, se possibile,
rimuovere i fattori inibenti”;
- la
raccolta
anamnestica dovrebbe iniziare lasciando libero il
lavoratore
di descrivere i disturbi e di esprimere i propri punti di vista sulla causa del
malessere. Ciò può aiutare a prevenire errori o malintesi, agevolando una
corretta interpretazione dei disturbi”;
- “anche la cura della gestualità sarà importante: sorridere
e acconsentire con il capo basteranno a rassicurare il lavoratore, aiutandolo
ad andare avanti nel racconto. Quando egli avrà finito, il
medico
potrà cominciare a riordinare le idee, definendo i problemi principali per poi
approfondire le terapie adoperate, il tipo di supporto ricevuto e l’eventuale
presenza di disagio psico-sociale”;
- il
passaggio
all’esame fisico è un “momento molto delicato”. Il
medico
“dovrebbe continuare a comunicare con sensibilità e rispetto durante lo
svolgimento dell’intero esame clinico, cercando di mantenere quel clima di
confidenza e fiducia creato durante l’anamnesi”;
- a
conclusione della
visita il
medico
“dovrà esprimersi sul quadro clinico, sull’idoneità lavorativa e sulla presenza
di eventuali limitazioni”. Dovrà tenere in considerazione “le aspettative e i
desideri del dipendente, ma anche ricordare che nella valutazione delle opzioni
sono coinvolti atteggiamenti morali e retaggi culturali”;
- il
medico
“dovrà saper scegliere la terminologia adatta al lavoratore in quanto la forma
e la scelta delle parole da usare hanno effetti diversi, essendo influenzate
dall’istruzione, dal contesto lavorativo e culturale e da altri fattori”.
Un altro dei momenti basilari per la comunicazione tra
Medico
del Lavoro e lavoratori è l’
attività
di formazione-informazione in azienda.
La
formazione
“deve perseguire il raggiungimento di obiettivi stabiliti considerando le
necessità e il punto di partenza dei destinatari; ciò permette un
ottimizzazione del programma di formazione in termini di produttività ed
efficacia, ma anche risparmio di risorse e di tempo”.
L’apprendimento, che deve avere un’utilità pratica,
“necessita per questo motivo di esempi teorici ed esercitazioni pratiche
adeguate.
In particolare “tra le varie modalità disponibili, la discussione su come risolvere problemi
analizzando possibili immediate applicazioni delle nozioni ricevute, e l’attività di gruppo, che favorisce le
elaborazioni grazie a discussioni ed interazioni, sono particolarmente adatte
allo sviluppo di nuove esperienze risultando quindi efficaci nella formazione
di un pubblico adulto”.
Rimandandovi alla lettura integrale del documento, ci
soffermiamo sulla formazione a distanza,
sulla formazione on-line.
È una
modalità
formativa che permette “una comunicazione continuativa fra un tutor e vari
gruppi di discussione, dove l’accesso degli utenti non ha limiti di tempo e
l’approfondimento di specifiche tematiche è invogliato dalla disponibilità di
librerie, data-base e riviste”.
Queste caratteristiche “favoriscono un apprendimento attivo ed indipendente”.
Tuttavia, nonostante i “numerosi aspetti positivi, l’accesso
a questo tipo di
formazione
richiede un strumentazione adeguata che non sempre è disponibile, specie a
domicilio dei lavoratori”.
Per concludere gli autori ricordano che la comunicazione in Medicina del Lavoro
assume un “valore molto diverso in relazione al contesto in cui è inserita”.
Ad esempio l’approccio comunicativo durante i controlli
sanitari “può favorire relazioni molto positive tra
Medico
del Lavoro e lavoratori” e, al contrario, una comunicazione non adeguata
“favorisce la diffidenza dei lavoratori incrinando l’immagine e la
professionalità del Medico stesso”.
Goio (Servizio di Medicina del Lavoro - Verona), in Giornale
Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia, Volume XXXII n°4, ottobre/dicembre
2010 (formato PDF, 66 kB).