Successivamente uno studio su sintomi cutanei del volto di 163 operatori di videoterminali ha stabilito che “sintomi cutanei hanno un sfondo multifattoriale” in cui concorrono fattori psicosociali,
ambientali (ventilazione, tappeti, fumo, umidità, presenza di fotocopiatrici, tipologia di riscaldamento,…) e caratteristiche personali (asma, disturbi gastrici, astenia,…).
Altri specifici lavori sui fattori psicosociali hanno mostrato, invece, che due indicatori di rischio importanti per i disturbi cutanei sono “le condizioni individuali di salute ed il clima psicosociale nel luogo di lavoro”.
Nel 2002 una ricerca su pazienti con sensibilità elettrica ha concluso che gli operatori colpiti da sintomi cutanei legati all’uso di DVT fanno parte di “un gruppo più grande di soggetti che hanno una spiccata sensibilità elettrica”. Questa “ipersensibilità all’elettricità” può essere ridotta con interventi preventivi, ambientali e/o personali.
Tra i fattori studiati in seguito si possono annoverare anche il fumo passivo, la frequenza di pulizia degli uffici, l’efficacia della ventilazione, il controllo della temperatura e, ancora, lo stress lavorativo, già riportato da altre ricerche.
Uno studio recente eseguito su 3.000 svedesi, selezionati casualmente e di età compresa tra i 18 e i 64 anni, ha confermato che effettivamente si riscontra una maggiore prevalenza di sintomi cutanei tra i soggetti che usavano per lungo tempo i videoterminali.
Dunque, conclude la ricerca, “un problema cutaneo fra gli operatori di VDT esiste indubbiamente, anche se le alterazioni cutanee mostrate sono estremamente comuni (rosacea, dermatite seborroica, eritema aspecifico ed acne) e facili da trovare anche nella popolazione generale”. Queste alterazioni dipendono, inoltre, anche da ipersensibilità e predisposizioni individuali e da problemi organizzativi e fisici dell’ambiente di lavoro.
La ricerca si auspica, in relazione all’uso dei VDT, futuri studi sulla correlazione tra alterazioni cutanee e ambiente di lavoro.
Scarica “
Dermatiti e lavoro con VDT/PC” (formato PDF, 3.42 MB, contiene anche altri contributi del Giornale di Medicina del Lavoro ed Ergonomia).
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