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08 maggio 2013 - Cat: Spazi confinati
  

Ambienti confinati: il manuale e gli obblighi dei datori di lavoro


Pubblicato dall’Inail il manuale relativo agli ambienti confinati approvato dalla Commissione Consultiva. La struttura del manuale. Focus sui moduli autorizzativi per l’ingresso negli ambienti confinati e sugli obblighi di datori di lavoro e preposti.

 
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Roma, 8 Mag – La Commissione Consultiva Permanente per la salute e sicurezza sul lavoro ha raccolto nel 2012 le buone prassi richiamate nel  Decreto del Presidente della Repubblica n. 177 del 14 settembre 2011, relativo alla qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, in un  manuale illustrato.
Un manuale, già presentato e analizzato da PuntoSicuro, che con un linguaggio semplice e efficace prende ad esempio l’attività di  bonifica di una cisterna interrata e riporta diverse informazioni di carattere generale applicabili anche ad altri ambienti confinati.
 
Ora il documento, che ha mantenuto il titolo originario “ Manuale illustrato per lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati ai sensi dell’art. 3 comma 3 del dpr 177/2011”, è stato pubblicato dall’Inail e rappresenta il primo volume di una serie di pubblicazioni che avranno l'obiettivo di approfondire e fornire soluzioni tecniche, organizzative e procedurali per i lavori da realizzare nelle diverse tipologie di ambienti sospetti di inquinamento o confinati (nel manuale ogni volta che si parla di  ambienti confinati ci si riferisce anche a quelli sospetti di inquinamento).
 
Il manuale indica i punti chiave da prendere in considerazione qualora ci si appresti a lavorare in un luogo sospetto di inquinamento o confinato, “ossia quei punti irrinunciabili per operare in sicurezza come analisi del rischio, appropriata sorveglianza sanitaria, procedure di lavoro e di emergenza, formazione, informazione ed addestramento degli operatori”.
E la storia è strutturata in modo tale “da fornire le principali prassi da seguire nelle diverse fasi lavorative: scelta di imprese ‘qualificate’, valutazione dei rischi, affidamento dei lavori, organizzazione della squadra di lavoro”. Inoltre accanto all’illustrazione della storia, “è affiancato un testo per la generalità dei casi, in cui vengono riportati i principali rischi, soluzioni tecniche, organizzative e procedurali, DPI da utilizzare, procedure di emergenza e soccorso”.

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Rimandandovi alla lettura dei vari articoli di PuntoSicuro di presentazione del manuale, ricordiamo che:
- “è necessario evitare l’ingresso negli ambienti confinati, per quanto possibile, ed è opportuno verificare se i lavori al loro interno possano essere svolti in altro modo (ad es. operando dall’esterno utilizzando dispositivi teleguidati, telecamere, e tenendo comunque conto dello stato dell’arte e dello sviluppo tecnologico). Nel caso ciò non fosse possibile, è necessario che i lavori vengano eseguiti secondo precise procedure di sicurezza;
-è necessario che il lavoro in ambienti confinati sia autorizzato e sia stato condiviso e firmato un apposito modulo autorizzativo” nel quale sono individuate le figure coinvolte.
 
Riguardo  a tale autorizzazione, nel manuale sono presenti due allegati:
- Allegato 1-a: Modulo di autorizzazione per l’ingresso in ambienti confinati in caso di affidamento dei lavori ad imprese appaltatrici o a lavoratori autonomi
- Allegato 1-b: Modulo di autorizzazione per l’ingresso in ambienti confinati.
 
Il primo modulo oltre a autorizzare l’ingresso in ambiente confinato di “almeno 2 lavoratori idonei alla mansione”, richiede il controllo sull’adozione di diverse misure generali:
- presenza di “analisi di rischio ingresso in ambiente confinato”;
- presenza di “procedura operativa”;
- presenza di “procedura di emergenza”;
- avvenuta formazione degli operatori;
- avvenuta bonifica;
- avvenuto isolamento/ciecatura;
- avvenuto sezionamento/scollegamento elettrico;
- avvenuto scollegamento aria e/o azoto strumentale;
- idoneità e funzionamento della strumentazione di monitoraggio e delle attrezzature di lavoro; - idoneità temperatura/umidità;
- avvenuta esecuzione prove ambientali”. 
Devono poi essere indicate le misure adottate in caso di pericoli derivanti da infiammabilità/esplosività, tossicità, asfissia, corrosività, microclima sfavorevole, ...
 
Inoltre nel modulo bisogna indicare l’adozione o meno di tre misure specifiche:
- “utilizzo appropriati DPI ed eventuale fit-test;
- possibilità di comunicazione tra addetto interno ed esterno all’ambiente confinato;
- presenza di dispositivi previsti in procedura (es. cavalletto cevedale per eventuale recupero del personale, ventilazione forzata, ecc.”). 
Inoltre “in caso di interruzione delle attività all’interno degli ambienti confinati, alla ripresa dei lavori è necessario verificare che le condizioni di abitabilità siano ancora rispettate”.
 
Il modulo – relativo al caso di affidamento dei lavori ad imprese appaltatrici o a lavoratori autonomi – deve essere firmato da datore di lavoro committente, datore di lavoro dell’impresa appaltatrice o del lavoratore autonomo, rappresentante del datore di lavoro committente, preposto e lavoratori.
 
Alcune note, presenti nel modulo allegato al manuale, indicano gli obblighi di queste figure.
 
Il datore di lavoro committente deve:
- “individuare un proprio rappresentante;
- fornire a tutti i lavoratori impiegati dall’impresa appaltatrice, compreso il datore di lavoro ove impiegato nelle medesime attività, o ai lavoratori autonomi, informazioni dettagliate sulle caratteristiche dei luoghi sospetti di inquinamento in cui sono chiamati ad operare, su tutti i rischi esistenti negli ambienti, ivi compresi quelli derivanti dai precedenti utilizzi degli ambienti di lavoro, e sulle misure di prevenzione e emergenza adottate in relazione all’attività;
- autorizzare l’avvio dei lavori e firmare il modulo autorizzativo”.
 
Il rappresentante del Datore di lavoro committente deve:
- “essere in possesso di adeguate competenze in materia di salute e sicurezza sul lavoro ed aver comunque svolto le attività di informazione, formazione e addestramento di cui all’articolo 2, comma 1, lettere c) e f del DPR n° 177 del 14.09.2011 sugli ambienti confinati;
- essere a conoscenza dei rischi presenti nei luoghi in cui si svolgono le attività lavorative; 
- vigilare con funzione di indirizzo e coordinamento delle attività svolte dai lavoratori impiegati dall’impresa appaltatrice o dai lavoratori autonomi e per limitare il rischio da interferenza di tali lavorazioni con quelle del personale impiegato dal datore di lavoro committente;
- autorizzare le riprese successive dell’operazione;
- firmare il modulo autorizzativo per presa visione e accettazione (all’inizio e in caso di ripresa dei lavori)”.
 
Il preposto deve:
- “avere esperienza almeno triennale relativa a lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati; sovrintendere alle attività e garantire l’attuazione delle procedure operative e, in particolare, di tutte le prescrizioni e misure di sicurezza;
- firmare il modulo autorizzativo per presa visione e accettazione (all’inizio e in caso di ripresa dei lavori)”.
Si ricorda che la figura del preposto “può coincidere con quella del rappresentante del datore di lavoro committente”.
 
Infine il lavoratore deve:
- “seguire fedelmente e scrupolosamente le modalità operative che gli sono state indicate;
- utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro;
- utilizzare in modo appropriato i DPI messi a sua disposizione;
- firmare il modulo autorizzativo per presa visione e accettazione (all’inizio e in caso di ripresa dei lavori)”.
 
Per concludere segnaliamo gli articoli di PuntoSicuro di presentazione del manuale:
 
 
 
Inail, “ Manuale illustrato per lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati ai sensi dell’art. 3 comma 3 del dpr 177/2011”, documento approvato dalla Commissione Consultiva Permanente nella seduta del 18 aprile 2012 e realizzato dal Sottogruppo Ambienti Confinati del Comitato 1 della Commissione Consultiva Permanente, edizione 2013 (formato PDF, 2,79 MB).
 
 
  
Tiziano Menduto
 
 
 

Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
 


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