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13 novembre 2009 - Cat: Rischio chimico
  

REACH: scadenze imminenti e scenari di esposizione


L’importanza degli scenari di esposizione nel regolamento europeo REACH e il modello EASE per la stima dell’esposizione dei lavoratori. Le scadenze per le comunicazioni degli utilizzatori a valle ai propri fornitori: la prima è il 30 novembre 2009.

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Dal 29 settembre al primo ottobre 2009 a Varese si è tenuto il sesto seminario di aggiornamento dei professionisti Contarp (Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione) su temi che hanno spaziato dalla valutazione del rischio associato a particolari agenti, ai sistemi per la gestione della sicurezza sul lavoro, alla consulenza alle aziende in tema di prevenzione.



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Approfittiamo degli atti del seminario, pubblicati dall’Inail, e di un intervento dedicato ai scenari di esposizione nel regolamento REACH (Registration, Evaluation and Authorization of Chemicals), per ricordare una scadenza imminente.
L’agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA), l'agenzia che si occupa delle procedure di registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche per garantirne l'armonizzazione in tutta l'Unione europea, ha infatti ricordato a tutti gli utilizzatori a valle che entro il 30 novembre 2009 è possibile comunicare ai propri fornitori le informazioni che riguardano gli usi delle sostanze chimiche che dovranno essere registrate entro il 30 novembre 2010.
Se gli usi della sostanza non sono previsti nello scenario di esposizione predisposto dal fornitore, l’utilizzatore a valle dovrà elaborare una propria valutazione della sicurezza chimica post registrazione.
In breve ricordiamo che le prossime scadenze per la comunicazione di queste informazioni sono:
- il 31 maggio 2012 per le sostanze che dovranno essere registrate nel 2013;
- il 31 Maggio 2017 per le sostanze che dovranno essere registrate nel 2018.

Veniamo ora all’intervento al seminario, un intervento dal titolo “Scenari di Esposizione nel REACH: strumento di prevenzione del rischio da sostanze e prodotti chimici”, a cura di  E. Barbassa, L. Cavalli e M. R. Fizzano.

Il documento ricorda che un importante aspetto del Regolamento REACH, per favorire l’uso in sicurezza delle sostanze chimiche, è la “condivisione delle informazioni tra tutti i soggetti che vengono a contatto con la sostanza lungo il suo ciclo di vita”. 
Il regolamento in particolare prevede che “scenari di esposizione siano allegati alle schede di sicurezza delle sostanze fabbricate ed importate in certi quantitativi e classificate come pericolose o come tossiche, persistenti/molto persistenti, bio-accumulabili/molto bio-accumulabili”.
Questi scenari sono molto importanti, “consistono in una descrizione del modo in cui la sostanza (tal quale o come componente di preparato o articolo) è fabbricata e viene utilizzata durante il suo ciclo di vita, evidenziando, inoltre, le misure raccomandate per controllare l'esposizione professionale ed ambientale”.
Gli scenari di esposizione, utilizzati per la “stima dei livelli di esposizione ad una determinata sostanza in un processo produttivo”, si configurano come scenari di utilizzo sicuro.

In particolare – ricollegandoci a quanto detto prima in relazione alla scadenza di fine novembre – il regolamento europeo “coinvolge anche gli utilizzatori a valle delle sostanze chimiche i quali devono interloquire in maniera attiva con i propri fornitori non solo richiedendo le schede di sicurezza ma anche contribuendo alla definizione degli scenari di rischio, secondo quanto di loro competenza, verificando che le informazioni riportate siano coerenti con quelle contenute nella propria valutazione e che siano riportati gli scenari di esposizione pertinenti”.

Dunque il REACH prevede che sia “effettuata una valutazione della sicurezza chimica per tutte le sostanze soggette a registrazione prodotte od importate in quantitativi pari o superiori a 10 tonnellate all'anno”.
E nel caso in cui una “sostanza è classificata come pericolosa od è considerata persistente, bio-accumulabile, tossica (PBT) o molto persistente, molto bio-accumulabile (vPvB), la valutazione della sicurezza chimica comporta le ulteriori seguenti fasi:
- valutazione dell'esposizione, che ha lo scopo di stabilire una stima quantitativa o qualitativa della dose/concentrazione della sostanza a cui l’uomo e l’ambiente sono esposti e che comprende sia la creazione di scenari d'esposizione (o l'individuazione, ove opportuno, delle pertinenti categorie d'uso e d'esposizione) che la stima dell'esposizione;
- caratterizzazione dei rischi, che comporta il confronto tra esposizione e valori limiti per individuare i margini di sicurezza”.

E se il “primo elemento del processo di stima dell’esposizione è la descrizione del corrispondente scenario” è bene ricordare che gli scenari “possono coprire un processo o un uso specifico o più processi o usi specifici, se del caso” e il livello di dettaglio, “che deve caratterizzare la descrizione di uno scenario di esposizione”, può variare considerevolmente secondo le situazioni.

Uno scenario d’esposizione dovrebbe comprendere:
- “breve titolo che descrive il contenuto dello scenario di esposizione; 
- descrizione dei processi e delle attività coperte nello scenario di esposizione;
- descrizione delle condizioni operative”, che includono diverse cose (attività dei lavoratori, la durata e frequenza della loro esposizione; attività dei consumatori, durata e frequenza della loro esposizione; durata e la frequenza delle emissioni della sostanza nei vari comparti ambientali; quantità di sostanza usata in un dato periodo di tempo e per una determinata attività; altre condizioni operative di utilizzo);
- “forma fisica del prodotto contenente la sostanza e concentrazione della sostanza nel preparato;
- misure di gestione dei rischi per ridurre o evitare l'esposizione diretta o indiretta della popolazione (compresi i lavoratori e i consumatori) e dei vari comparti ambientali;
- misure di gestione dei rifiuti per ridurre o evitare l'esposizione della popolazione e dell'ambiente alla sostanza durante lo smaltimento e/o il riciclaggio dei rifiuti;
- stima dell’esposizione risultante dalle condizioni operative sopra descritte, con riferimento agli strumenti (es. modelli di valutazione dell’esposizione) usati per stimare l’esposizione;
- guida per gli utilizzatori a valle per controllare se i loro usi della sostanza sono compresi o meno all’interno dello scenario di esposizione elaborato dal fabbricante o dall’importatore”.

Il documento ricorda che per la stima dell’esposizione dei lavoratori “vengono presi in particolare considerazione, quando disponibili, i dati sperimentali rappresentativi e rilevati in modo adeguato” o comunque “dati di monitoraggio pertinenti”.
In assenza di dati sperimentali adeguati, per la stima dei livelli di esposizione possono essere utilizzati modelli appropriati.
A questo proposito gli autori presentano il modello EASE e ricordano che il programma integrato EUSES/EASE, nella versione 2.1, “è semplice, di facile applicazione, richiede un numero limitato di input ed è in grado di simulare diversi scenari d’esposizione”.
Si tratta in particolare “di un modello di calcolo di tipo conservativo che tende a sovrastimare l’esposizione, risultando però utile per la stima dell’esposizione professionale nell’ipotesi di caso peggiore”.
Dunque un modello che “può sicuramente essere usato come strumento preliminare, d’indirizzo e di “screening” alle indagini sperimentali, ed essere d’ausilio per impostare la stima dell’esposizione occupazionale e la scelta delle corrette misure di controllo del rischio delle sostanze chimiche nell’ambiente di lavoro”.

Gli autori, dopo aver ricordato che la creazione degli scenari di esposizione è un processo complesso che deve “essere condotto da igienisti industriali esperti”, ricordano che i risultati di questi scenari, “opportunamente interpretati, elaborati e calati nelle singole realtà produttive”, costituiscono un valido aiuto alla valutazione del rischio e possono “rappresentare un valido strumento di supporto nel processo di valutazione del rischio delle sostanze pericolose previsto dal Titolo IX del Decreto legislativo 81/2008.
 

Scenari di Esposizione nel Reach: strumento di prevenzione del rischio da sostanze e prodotti chimici”, a cura di  E. Barbassa (INAIL - Direzione Regionale Lombardia - Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione), L. Cavalli (UNICHIM) e M. R. Fizzano (INAIL - Direzione Generale - Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione) (formato PDF, 213 kB).



Tiziano Menduto
 



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