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Modifiche al Decreto 81: la prevenzione delle ferite da taglio o da punta


Un nuovo decreto che entrerà in vigore il 25 marzo 2014 recepisce la Direttiva 2010/32/UE in merito alla prevenzione delle ferite da taglio o da punta nel settore ospedaliero e sanitario. Viene aggiunto al D.Lgs. 81/2008 il nuovo Titolo X-bis.

 
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Roma, 19 Mar – Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale e la successiva entrata in vigore - il prossimo 25 marzo 2014 - del Decreto legislativo n. 19 del 19 febbraio 2014, il nostro paese recepisce finalmente la Direttiva 2010/32/UE in merito alla prevenzione delle ferite da taglio o da punta nel settore ospedaliero e sanitario.
 
Più volte in questi anni l’Unione Europea e l’ Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) hanno infatti sottolineato i  rischi biologici degli addetti del settore sanitario correlati alle punture di ago e alle ferite da taglio. Con una puntura o un taglio si può essere infettati da diversi agenti patogeni presenti nel sangue (virus, batteri, micosi e altri microrganismi).

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Per questo motivo è stata promulgata una direttiva per la prevenzione delle ferite da taglio o da punta nel settore ospedaliero e sanitario, la Direttiva 2010/32/UE, che dà attuazione all' accordo quadro su questi temi sottoscritto da HOSPEEM (Associazione europea datori di lavoro del settore ospedaliero e sanitario) ed FSESP (Federazione sindacale europea dei servizi pubblici) nella veste di partner sociali europei.
 
Il Decreto Legislativo n. 19 del 19 febbraio 2014, “Attuazione della direttiva 2010/32/UE che attua l'accordo quadro, concluso da HOSPEEM e FSESP, in materia di prevenzione delle ferite da taglio o da punta nel settore ospedaliero e sanitario” fa riferimento non solo alla direttiva n. 2010/32/UE  del 10 maggio 2010, ma anche:
- alla direttiva 2000/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 settembre 2000, relativa alla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti biologici durante il lavoro;
- al Titolo X del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, concernente le attività lavorative nelle quali vi è rischio di esposizione ad agenti biologici;
- alla risoluzione del Parlamento europeo del 6 luglio 2006, recante raccomandazioni alla Commissione sulla protezione dei lavoratori sanitari europei da infezioni trasmissibili per via ematica a seguito di ferite provocate da aghi;
- alla preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione dell'8 novembre 2013 e la successiva adottata nella riunione del 14 febbraio 2014.
 
Con il nuovo decreto dopo il Titolo X del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 è inserito il Titolo X-bis (Protezione dalle ferite da taglio e da punta nel settore ospedaliero e sanitario) che consta di sei articoli, dal 286-bis al 286-septies.
 
L’ambito di applicazione è indicato nell’articolo 286-bis dove si segnala che le disposizioni del titolo X-bis si applicano a tutti i lavoratori che operano, nei luoghi di lavoro interessati da attività sanitarie, alle dipendenze di un datore di lavoro, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, ivi compresi i tirocinanti, gli apprendisti, i lavoratori a tempo determinato, i lavoratori somministrati, gli studenti che seguono corsi di formazione sanitaria e i sub-fornitori.
 
Il nuovo Titolo X-bis dopo una serie di definizioni (art. 286-ter) riporta alcune misure generali di tutela (art. 286-quater), ad esempio con riferimento all’importanza della formazione del personale e alla necessità di adottare misure idonee ad eliminare o contenere al massimo il rischio di ferite ed infezioni sul lavoro attraverso l'elaborazione di una politica globale di prevenzione che tenga conto delle tecnologie più avanzate, dell'organizzazione e delle condizioni di lavoro, dei fattori psicosociali legati all'esercizio della professione e dell'influenza esercitata sui lavoratori dall'ambiente di lavoro.
 
L’art. 286-quinquies affronta invece il tema della valutazione dei rischi: il datore di lavoro dovrà garantire che la valutazione includa la determinazione del livello di rischio espositivo a malattie che possono essere contratte in relazione alle modalità lavorative, in maniera da coprire tutte le situazioni di rischio che comportano ferite e contatto con sangue o altro potenziale veicolo di infezione, nella consapevolezza dell'importanza di un ambiente di lavoro ben organizzato e dotato delle necessarie risorse.
 
Per concludere riportiamo alcune informazioni dall’ultimo articolo (art. 286-sexies) relativo alle misure di prevenzione specifiche.
 
Qualora la valutazione dei rischi evidenzi il rischio di ferite da taglio o da punta e di infezione, il datore di lavoro deve adottare le seguenti misure:
 
a) definizione e attuazione di procedure di utilizzo e di eliminazione in sicurezza di dispositivi medici taglienti e di rifiuti contaminati con sangue e materiali biologici a rischio, garantendo l'installazione di contenitori debitamente segnalati e tecnicamente sicuri per la manipolazione e lo smaltimento di dispositivi medici taglienti e di materiale da iniezione usa e getta, posti quanto più vicino possibile alle zone in cui sono utilizzati o depositati oggetti taglienti o acuminati; le procedure devono essere periodicamente sottoposte a processo di valutazione per testarne l'efficacia e costituiscono parte integrante dei programmi di informazione e formazione dei lavoratori;
 
b) eliminazione dell'uso di oggetti taglienti o acuminati quando tale utilizzo non sia strettamente necessario;
 
c) adozione di dispositivi medici dotati di meccanismi di protezione e di sicurezza;
 
d) divieto immediato della pratica del reincappucciamento manuale degli aghi in assenza di dispositivi di protezione e sicurezza per le punture;
 
e) sorveglianza sanitaria;
 
f) effettuazione di formazione in ordine a: uso corretto di dispositivi medici taglienti dotati di meccanismi di protezione e sicurezza; procedure da attuare per la notifica, la risposta ed il monitoraggio post-esposizione; profilassi da attuare in caso di ferite o punture, sulla base della valutazione della capacità di infettare della fonte di rischio.
 
g) informazione per mezzo di specifiche attività di sensibilizzazione, anche in collaborazione con le associazioni sindacali di categoria o con i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, attraverso la diffusione di materiale promozionale riguardante: programmi di sostegno da porre in essere a seguito di infortuni; differenti rischi associati all'esposizione al sangue ed ai liquidi organici e derivanti dall'utilizzazione di dispositivi medici taglienti o acuminati; norme di precauzione da adottare per lavorare in condizioni di sicurezza; corrette procedure di uso e smaltimento dei dispositivi medici utilizzati; importanza, in caso di infortunio, della segnalazione da parte del lavoratore di informazioni pertinenti a completare nel dettaglio le modalità di accadimento; importanza dell'immunizzazione; vantaggi e inconvenienti della vaccinazione o della mancata vaccinazione, sia essa preventiva o in caso di esposizione ad agenti biologici per i quali esistono vaccini efficaci; tali vaccini devono essere dispensati gratuitamente a tutti i lavoratori ed agli studenti che prestano assistenza sanitaria ed attività ad essa correlate nel luogo di lavoro;
 
h) previsione delle procedure che devono essere adottate in caso di ferimento del lavoratore per: prestare cure immediate al ferito, inclusa la profilassi post-esposizione e gli esami medici necessari e, se del caso, l'assistenza psicologica; assicurare la corretta notifica e il successivo monitoraggio per l'individuazione di adeguate misure di prevenzione, da attuare attraverso la registrazione e l'analisi delle cause, delle modalità e circostanze che hanno comportato il verificarsi di infortuni derivanti da punture o ferite e i successivi esiti, garantendo la riservatezza per il lavoratore.
 
 
 
 
 
 
 
Tiziano Menduto
 
 
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Rispondi Autore: Stefano Bocchino19/03/2014 (05:59:11)
Un Titolo assolutamente inutile, non aggiunge assolutamene nulla a quanto era già necessario precedentemente alla sua emanazione.
Rispondi Autore: Kenobi19/03/2014 (14:12:39)
Le disposizioni del Nuovo Titolo sono applicabili anche in caso di impresa appaltatrice che svolge servizi di pulizia in ambienti sanitari e simili (case di cura,comunità, ecc.) ?
Rispondi Autore: Riccardo Coletti19/03/2014 (17:15:40)
pienamente d'accordo col sig. Bocchino!
Rispondi Autore: federica olivei23/03/2014 (17:37:59)
il nuovo titolo approfondisce e detta puntualmente le misure generale di tutela da rischio biologico in ambito sanitario, introducendo tra l'altro l'utilizzo dei dispositivi medici dotati di meccanismi di protezione e sicurezza. Questi, la cui adozione da ora in poi è obbligatoria, è già da anni che sono presenti sul mercato ad un costo maggiore rispetto a quelli privi di tali meccanismi. ovviamente il costo è attualmente il doppio; ciò significa che l'azienda sanitaria incrementa le spese. Inoltre, l'ultimo articolo del decreto fissa due concetti fondamentali, quali: 1- non può derivare dall'applicazione del suddetto dettame normativo un maggior onere per la finanza pubblica (= sanità pubblica); 2- il datore di lavoro deve dare attuazione alle disposizioni contenute nel testo con pari risorse di personale e finanziarie a quelle presenti al momento dell'emanazione dello stesso. Tutto ciò implica che soprattutto nella sanità pubblica per sostenere gli incrementi di costo dovuti alla acquisizione dei nuovi dispositivi taglienti o pungenti, dovrà venir meno qualcosa di altro!
per rispondere al quesito sulle imprese di pulizie: il datore di lavoro dell'impresa dovrà svolgere la valutazione del rischio biologico in base a "dove" e "Come" svolge il proprio personale l'attività di pulizia presso le strutture sanitarie (non tutti gli ambienti hanno lo stesso livello di rischio biologico), elementi che a sua volta dovranno essergli forniti dal datore di lavoro committente nei documenti di gara-aggiudicazione. La conclusione del processo di valutazione porterà il datore di lavoro della società di pulizie ad adottare idonee procedure di lavoro e idonei DPI affinché il proprio personale abbia un rischio biologico basso o nullo.

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