Le problematiche riguardanti le tutele di salute e sicurezza sul lavoro
Disponibili gli atti del convegno “D.lgs. 81/08: Aspetti giuridici, tecnici e organizzativi”: la gestione degli appalti di lavori e forniture di beni e servizi, gli aspetti applicativi e procedurali dei Modelli Organizzativi e Gestionali.
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Nei giorni 20 e 21 gennaio 2010, si è svolto a Firenze, il Seminario Formativo
“DLGS 9 Aprile 2008 n. 81 modificato con DLGS 5 agosto 2009 n. 106: Aspetti
giuridici, tecnici e organizzativi”.
Il Seminario è stato aperto dal Direttore Generale di ARPAT Sonia Cantoni, che
ha sottolineato come il Decreto
Legislativo 81/08 abbia posto, in termini normativi, le condizioni per un
atteso ed importante salto di qualità nella gestione della salute e della
sicurezza sul lavoro nel nostro paese e come il Decreto Legislativo 106/09
abbia sostanzialmente mantenuto l’impostazione originaria, limitandosi ad
introdurre alcune, seppur significative e complesse modifiche, che hanno
bisogno di essere approfondite e sviluppate per essere adeguatamente comprese e
coerentemente attuate.
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L’intervento del
Responsabile del Coordinamento Tecnico delle Regioni Marco
Masi, ha evidenziato il ruolo fondamentale
delle Regioni nel dare attuazione alla legislazione concorrente e lo
sviluppo
di leali politiche di collaborazione con i Ministeri competenti ai fini
dell’individuazione di linee guida e buone prassi, che già si stanno
sperimentando sul territorio toscano e nazionale (per esempio sull’alta
velocità), per l’attuazione degli obblighi previsti dalla norma. In
particolare, Masi ha sottolineato la necessità di procedere celermente
con
l’approvazione dei decreti
attuativi che prevedono il concerto con la Conferenza Stato –
Regioni, con
particolare riferimento all’art. 27 del DLGS. 81/08.
Con la relazione di Rino Ravanello,
Presidente di Ambiente Lavoro, il seminario è entrato nel dettaglio
delle modifiche
introdotte al Testo Unico dal Decreto Legislativo 106/09, evidenziando
la sostanziale
utilità delle correzioni apportate al testo originario e gli aspetti
positivi
delle nuove disposizioni introdotte non tralasciando, comunque, le
criticità
ancora presenti nel testo che non danno certezze agli operatori e alle
imprese.
L’ultimo intervento della sessione mattutina è stato svolto dal
Responsabile
del Tavolo di Lavoro sulla Formazione, Informazione e Addestramento di
ISPRA, Giuseppe Acquafresca, che ha richiamato
la funzione che il Centro Interagenziale ha svolto per dotare il Sistema
delle
Agenzie di Protezione Ambientale di Linee Guida e buone prassi per la
gestione
dei rischi nelle principali attività svolte e ha sollecitato una
maggiore
integrazione fra le Pubbliche Amministrazioni, valorizzando un modello a
rete,
in parte già esistente, con l’obiettivo di qualificare le prestazioni e i
servizi in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro
ottimizzandone i costi.
Nel pomeriggio si è svolta la seconda sessione dedicata al Titolo IV del
Decreto Legislativo 81/08 e alla gestione
degli appalti
di lavori e forniture di beni e servizi. Dopo il “correttivo”.
Ha aperto il Direttore Ufficio TAV Grandi Opere della Regione Toscana Alessandro Matteucci, che ha illustrato
le numerose modifiche apportate dal DLGS. 106/09 al Titolo IV del Testo
Unico
entrando nel merito dei principali disposti della norma, con particolare
riferimento ai profili di responsabilità, alle documentazioni di
cantiere e a
quelle sulla sicurezza, alla regolarità del lavoro e della qualificazione
dei prestatori d’opera. In questo ambito si è introdotto il tema della
qualità
dei fornitori, della cooperazione e del coordinamento fra committente e
appaltatore, della gestione dei rischi interferenti.
Questi disposti sono stati approfonditi dagli interventi del RSPP di
ARPAT
Stefano Gini e dalla Responsabile Area Sicurezza e Strumenti Innovativi
di ARPA
Emilia Romagna Maria Grazia Marchesiello.
In particolare, Gini, ha trattato
gli aspetti inerenti il coordinamento
e
la cooperazione in sede di appalto sottolineando come da una
rigorosa
verifica dei requisiti tecnico professionali, inizi la tutela della
salute e
sicurezza dei lavoratori in un qualsiasi scenario soggetto a
interferenze.
Nell’intervento sono, però, anche chiaramente emerse, alla luce del
disposto
integrato fra DLGS 81/08 e L.R.
38/07, le difficoltà di un addetto ai lavori a districarsi nei
meandri dei
mancati disposti di attuazione di norme cogenti o di specifiche amnesie
del
legislatore. Segnatamente è stato fatto riferimento ad appaltatori e sub
appaltatori che rientrano nell’ambito dell’art. 29 comma 5,
autocertificazione
dell’effettuazione della valutazione dei rischi, la cui verifica risulta
estremamente difficoltosa ed il procedimento può dar luogo a facili
incomprensioni con il verificato in mancanza delle procedure
standardizzate
previste dall’art. 6 comma 8 lettera f) del DLGS. 81/08.
Marchesiello, invece, ha
approfondito gli aspetti più critici della gestione dei rischi
interferenti e della redazione del DUVRI soprattutto dopo
l’introduzione
del comma 3 – bis all’art. 26 che deroga, tra l’altro, alla redazione
del DUVRI
in presenza di appalti di lavori o fornitura di beni e servizi inferiori
ai due
giorni fatto salve le fattispecie di rischi da atmosfere
esplosive, agenti cancerogeni o quant’altro previsto dall’allegato
XI.
L’intervento ha peraltro sottolineato alcuni fondamentali contenuti del
DUVRI,
in rapporto all’obbligo del committente di informare dettagliatamente
l’appaltatore
dei rischi specifici presenti sui propri luoghi di lavoro.
La sessione pomeridiana è stata chiusa dall’intervento di Daniela
Cappelli della Segreteria CGIL Toscana, che ha introdotto
nel seminario, una chiave di lettura molto più critica rispetto agli
altri
relatori in merito ai contenuti, alla gestione della concertazione e
alla
pratica delle tutele dei lavoratori. In particolare è stato richiamato
come il
DLGS 106/09 sia nato con diverse modalità di coinvolgimento delle parti
sociali
e datoriali e che solo la costante attenzione del Presidente della
Repubblica
ha impedito fughe in avanti e “semplificazioni” estremamente pericolose.
Questo limite, anche e soprattutto in relazione alla gestione
degli
appalti, rivela una grande debolezza della norma e coinvolge,
purtroppo negativamente, anche quei territori, come la Toscana, in cui,
al
contrario, si è lavorato e formalizzato dei protocolli costruiti in modo
condiviso dalle parti sociali e quelle datoriali.
La terza sessione ha invece approfondito gli aspetti
applicativi e procedurali dei Modelli Organizzativi e
Gestionali (art. 30 DLGS 81/08)
Maria Grazia Marchesiello (ARPA Emilia Romagna) ha aperto i lavori
facendosi
portavoce di una relazione appositamente predisposta per il Seminario
dal
Direttore Sistemi di gestione integrati Sicurezza, Qualità,
Ecomanagement di
ARPA Emilia Romagna Raffaella Raffaelli,
nella qualesi è sottolineato la necessità che il Sistema delle Agenzie
di
Protezione Ambientale adotti un modello organizzativo e gestionale
flessibile
nella sua declinazione, stante le specificità di ogni organizzazione, ma
unitario nella definizione delle azioni da adempiere. Partendo dal
modello di
ARPA Emilia Romagna ha, infine, sottolineato la necessità di costruire
un sistema
integrato che tenga conto, in un unico documento di riferimento, di
tutti
gli aspetti relativi alla gestione della qualità, dell’ambiente e della
sicurezza sul lavoro.
Il Coordinatore Prevenzione CONTARP INAIL Fabrizio
Benedetti ha brillantemente approfondito i nuovi disposti introdotti
dall’art. 30 del DLGS 81/08 evidenziando la sfida che il legislatore ha
voluto
lanciare al sistema delle imprese pubbliche e private mettendo in campo
opportunità inedite per chi con i modelli
Organizzativi e Gestionali si misura, sia dal punto di vista
giurisprudenziale (forza esimente delle responsabilità amministrative
delle
persone giuridiche ai sensi del Decreto Legislativo 8 giugno 2001 n.
231) che
di riduzione dei costi di gestione, tra l’altro attraverso la riduzione
del
premio annuale.
Cinzia Frascheri della CISL
Nazionale, ha centrato il suo intervento sui profili di responsabilità,
individuando quest’ultimi come la vera novità sistemica del DLGS. 81/08.
Infatti nessun modello organizzativo e gestionale può prescindere da una
rigorosa individuazione dei compiti e funzioni dei dirigenti
e
dei preposti in materia di tutela della salute e della sicurezza,
indipendentemente dalla “delega”, individuando, la norma, nell’incarico
conferito dal datore di lavoro, la forma quasi esclusiva di pubblicità
delle
responsabilità affidate. Non solo: il modello non può prescindere dal
rispetto
delle attribuzioni dell’RLS
e delle sue funzioni in materia di controllo e rappresentanza delle
istanze dei
lavoratori.
Marco Pristerà, PISLL AUSL 10 di
Firenze, ha, invece, approfondito i temi della sorveglianza sanitaria e
il ruolo
del
Medico Competente in un sistema di gestione. L’intervento è stato
molto
efficace perché, al di là della trattazione normativa, Pristerà,ha
fornito una
testimonianza concreta e coinvolgente rispetto alla realtà quotidiana
della
gestione del rischio sui luoghi di lavoro, e, da addetto ai lavori, ha
saputo
connettere gli aspetti formali con quelli sostanziali suscitando non
poche
emozioni nella platea.
Il datore di lavoro risponde dell’infortunio occorso a un dipendente a causa della mancanza dei requisiti di sicurezza di una macchina a nulla valendo la presenza sul macchinario stesso della marcatura CE apposta dal costruttore. Di G.Porreca.
Con il D.Lgs. 106/2009 si è dato riconoscimento legislativo all'istituto della subdelega, ma con limiti ben precisi. Praticabilità e limiti della subdelega, obbligo di vigilanza sul subdelegato e divieto di deleghe a cascata. Di Rolando Dubini.
Esempi tratti dall’archivio Infor.mo.: infortuni correlati all’utilizzo di betoniere, pompe per calcestruzzo e autobetonpompe nell’attività edile. Le problematiche delle pompe, il mancato uso di DPI, le procedure corrette e le misure di prevenzione.
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